venerdì 15 febbraio 2008

Pedofilo online, scena muta dal giudice

Giò Barbera
Con le manette ai polsi e il volto coperto dalla giacca, il dipendente di 62 anni delle Poste centrali di Imperia, in manette per pedopornografia su Internet, è arrivato in tribunale giovedì alle 10 controllato a visto dagli agenti del nucleo traduzioni della polizia penitenziaria. Gian Paolo Cane doveva rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari, Luigi Sanzo, ma ha preferito fare scena muta. Convalidato così l’ordine di custodia cautelare, tramutato dal giudice in arresti domiciliari. Cane resta dunque più che indagato nella maxi operazione “Thai” compiuta dagli 007 del Nucleo investigativo telematico che, su Imperia, hanno avuto l’appoggio dei colleghi della polizia delle telecomunicazioni.
Un’udienza, quella di ieri, durata il tempo necessario perché il gip potesse leggere le contestazioni. Quindi l’arrestato ha potuto fare ritorno a Sanremo per prendere gli effetti personali e lasciare il penitenziario sanremese. «Speravo che il gip accogliesse la mia istanza - ha spiegato il sostituto procuratore, Manuela Trifuoggi - ovvero quella di confermare la custodia cautelare in carcere. Non è stato così...».
Dopo aver trascorso tre giorni in isolamento, Gian Paolo Cane ha potuto lasciare il carcere di Valle Armea a Sanremo e fare ritorno nella sua abitazione imperiese dove lunedì mattina all’alba gli agenti della Postale avevano effettuato una lunga e accurata perquisizione, sequestrando un vecchio computer e altro materiale informatico sul quale l’indagato aveva archiviato tutte le foto scambiate con il sistema “Emule” , il noto programma di condivisione di “file” in rete e addirittura catalogate in cartelle. Dopo l’interrogatorio del gip, si aspetta ora che anche il pm Manuela Trifuoggi voglia interrogare l’uomo. Ci sono infatti importanti novità nell’inchiesta partita da Siracusa e poi estesa in tutta la Penisola. Il fascicolo relativo a Gian Paolo Cane resterà di competenza alla Procura di Imperia. «Gli atti resteranno a nostra disposizione - ha sottolineato ancora il sostituto procuratore Trifuoggi - avremo modo quindi di indagare ancora su questa vicenda». Proprio il magistrato imperiese ha avuto un lungo colloquio telefonico con il collega Antonio Nicastro, uno dei tre pubblici ministeri che ha indagato con la fattiva collaborazione di “Telefono Arcobaleno” sullo squallido scambio di foto di bambini e bambine nude tra pedofili on line. «Gli agenti della Postale non si sono scambiati per pedofilio come infiltrati - hanno spiegato ieri i magistrati siracusani - hanno monitorato la rete e, soprattutto, come sempre avviene in questi casi, lo scambio di file a contenuto pedopornografico è avvenuto attraverso programmi “peer to peer” come “Emule” senza bisogno di “travestirsi”». E in questo scambio di file con foto e filmini è rimasto incastrato anche Cane, stimato dipendente delle poste, nonché cronometrista. Aveva partecipato in questa veste alle gare di nuoto nazionali con bambini anche giovanissimi che si erano svolte alla piscina Felice Cascione di Imperia e anche nello stand delle Vele d’Epoca in qualità di dipendente dello sportello filatelico di viale Matteotti. Quando gli agenti lunedì mattina all’alba sono piombati nella sua abitazione Cane era intento a scaricare materiale proibito. Ed è stato per questo motivo che è stato arrestato.
Secolo IX 15 febbraio 2008

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