domenica 17 febbraio 2008

Condannato per stuprodi tre sorelline, violentauna bimba: era libero

ROMA - In cella, con l'accusa di avere stuprato tre sorelline, è rimasto meno di un anno. La scadenza dei termini di custodia cautelare l'ha fatto tornare libero con l'unico vincolo della firma quotidiana alla caserma dei carabinieri, nonostante per la violenza fosse stato poi condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione. Così giovedì scorso V.I., 45 anni, pizzaiolo agrigentino, si è presentato diligentemente dai militari per adempiere all'obbligo. Con sè ha portato una bimba di 4 anni, sua lontana parente. Poi l'ha fatta salire in auto e si è allontanato con lei in un luogo isolato dove l'ha violentata. È stata la piccola, disperata, sotto shock, a raccontare alla madre quanto era accaduto. I medici dell'ospedale non hanno avuto dubbi: la bambina porta evidenti i segni di violenza. E ieri V.I. è tornato in carcere.I carabinieri l'hanno atteso fuori dalla pizzeria in cui lavorava. All'arrivo in caserma ci sono stati momenti di forte tensione. Ora il pizzaiolo si trova nel carcere di Petrusa. Lo stesso penitenziario dove era stato portato quattro anni fa, con un'accusa identica. Le vittime, quella volte, erano tre sorelline di Aragona: una bimba di 11 anni e due gemelline di 8. Il pizzaiolo frequentava abitualmente la loro casa, i familiari si fidavano di lui tanto da affidargli le piccole. Ma un giorno le aveva portate in un casolare abbandonato e le aveva stuprate. Il pizzaiolo era stato arrestato: ma dopo meno di un anno era tornato in libertà per scadenza dei termini. La sentenza di condanna l'aveva attesa da libero.Ad Agrigento, dove si era trasferito, nessuno avrebbe conosciuto il suo passato. E ignara della condanna per violenza sarebbe stata anche la mamma dell'ultima vittima degli abusi. La donna, una ragazza madre di 28 anni, lontana parente del pizzaiolo, più volta gli avrebbe affidato la figlia.

Il Messaggero 17 febbraio 2008

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