venerdì 18 gennaio 2008

Pedofilia, cedeva i suoi figli al fratello che ne abusava in cambio di denaro

Il caso è scoppiato all'inizio dello scorso anno quando a scuola i due ragazzini, un maschio e una femmina, hanno iniziato a mostrare comportamenti disinvolti in materia di sesso. In carcere lo zio. Il padre dei due bambini è latitante

Como, 18 gennaio 2008 - 'Vendeva' i suoi figli al fratello: permetteva ciòè che si potesse abusare dei suoi figli in cambio di denaro. Il gup di Como ha rinviato a giudizio due fratelli residenti in Brianza. Il genitore è accusato di sfruttamento della prostituzione dei propri figli, da quando essi avevano cinque anni.

Il caso è scoppiato all'inizio dello scorso anno quando a scuola i due ragazzini, un maschio e una femmina, hanno iniziato a mostrare comportamenti disinvolti in materia di sesso. Le insegnanti hanno segnalato i loro sospetti alla procura e hanno avvisato la madre che non si era accorta di nulla.

Al termine delle indagini sono state emesse due ordinanze di custodia cautelare: in carcere è finito lo zio accusato di violenza sessuale, da allora il padre dei due bambini è latitante. Oggi l'udienza preliminare: entrambi gli imputati si sono protestati innocenti attraverso le memorie dei loro avvocati, ma il giudice Pietro Martinelli li ha rinviati a giudizio davanti al tribunale.
Quotidiano.net 18 gennaio 2008

2 commenti:

fox ha detto...

In questo caso è stata fondamentale l'attenzione e la preparazione delle insegnanti dei bambini.
Mi chiedo come mai in altri casi, come per esempio quello di Rignano Flaminio, le insegnanti (anche quelle attualmente non indagate) non si siano accorte del malessere di alcuni loro alunni. Malessere accertato e confermato da tre autorevoli perizie psicologiche.
Se non si tratta di connivenza, beh, si può senz'altro parlare di poca professionalità e assenza di preparazione. Fossi in loro mi farei un esame di coscienza e prenderei seriamente in considerazione l'idea di rinunciare ad un incarico che, evidentemente, non sono in grado di svolgere nel migliore dei modi.

Dylan ha detto...

Quello che dici è stato rilevato anche da un paio di professori.iN PARTICOLARE, il professor Castelbianco, in una intervista del mese di maggio 2007, si domandava come mai nessuno a scuola si fosse accorto dei comportamenti anomali dei bambini. Resta la domanda principale, "ma davvero nessuno si sarà accorto dei comportamenti anomali, non di uno, ma di almeno trenta bambini?"

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