domenica 14 dicembre 2008

BRUCIÒ VIVA BIMBA DI 9 ANNI: TROVATO MORTO IN CARCERE

Era stato accusato di un delitto orribile. Vincenzo Coratella, di 27 anni, aveva ricevuto l’ergastolo (pena definitiva) per l’omicidio di Graziella Mansi, una bimba di appena 9 anni. Il giovane è stato trovato morto nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, dagli agenti di polizia penitenziaria durante una ronda di routine intorno 4 del mattino. La storia, a suo tempo, fece scalpore a livello nazionale. Il 19 agosto del 2000, quando Coratella aveva soltanto 19 anni, insieme ad altre cinque persone, attirò in una feroce trappola la bimba, a Castel del Monte, non lontano da Andria. “Ci sono dei cuccioli nel bosco”, le avrebbero detto gli aguzzini, portandocela con tutta l’ingenuità della sua giovanissima età, e arrivando poi ad un tentativo di violenza sessuale e infine a bruciarla viva su un tappeto di foglie secche. Una fine orrenda, per la povera vittima. Una situazione raccapricciante. Il corpo senza vita è stato trovato nella sua cella. Coratella si trovava da solo. Con la cintura di un accappatoio si sarebbe legato ad una branda per farla finita. Almeno questo potrebbe essere il quadro in cui è avvenuto il decesso, avvenuto nel corso della nottata, sebbene da parte degli investigatori vi sia il massimo riserbo e non si escluda alcuna pista. Coratella – come detto - faceva parte di un gruppo più nutrito di giovani, che agirono quella sera, tutti condannati in via definitiva: Pasquale Tortora, di 28 anni (scelse il rito abbreviato) ricevette 30 anni di carcere. Ergastolo per tutti gli altri: oltre a Coratella, Giuseppe Di Bari (27enne) Domenico Margiotta (25enne) e Michele Zagaria (29enne). Nelle fasi processuali emerse che l’adescamento avvenne ad opera di Tortora ad adescare la bimba, mentre si trovava ad una fontanella pubblica a riempire d’acqua un secchio. Poi, l’avrebbero presa in consegna gli altri quattro, di cui fu proprio Tortora a svelare i nomi. Il processo si concluse nel novembre del 2004 con il pronunciamento della Corte di Cassazione.
Fonte: Lecce Prima 14 dicembre 2908

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