Visualizzazione post con etichetta Abusi scuola:pino la monica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abusi scuola:pino la monica. Mostra tutti i post

mercoledì 22 ottobre 2008

Pedofilia, Pino La Monica: "Le ragazze sono attendibili"

mercoledì 15 ottobre 2008

Tutte attendibili e idonee a testimoniare: così il consulente tecnico ha definito le 11 ragazze che accusano l'educatore Pino La Monica di abusi sessuali. Gli atti oggetto dell'inchiesta sarebbero stati commessi su ragazzine tra gli 11 e i 13 anni, nel periodo tra fra novembre 2007 e marzo 2008, durante i laboratori teatrali organizzati da La Monica in diverse scuole della provincia. Per l'animatore 33enne, residente a Codemondo, la prima tegola del castello accusatorio era arrivata proprio dalle denunce presentate ai carabinieri da giovani studentesse delle medie di Correggio.Nei mesi scorsi il professor Umberto Nizzoli, incaricato dal tribunale, ha esaminato le parole e gli atteggiamenti delle accusatrici, e il responso del medico è stato 'ben dettagliato' secondo l'avvocato di parte civile Marco Scarpati, che non è sorpreso del risultato della perizia: "E' quello che noi andiamo dicendo da mesi". Non così, naturalmente, per la difesa, che ha effettuato un cambio in corsa negli ultimi giorni: Mario di Frenna, infatti, ha rinunciato all'incarico. Ora è il modenese Francesco Miraglia ad affiancare Vainer Burani. Il quale, in aula, ha contestato il tipo di test psicologici effettuati sulle ragazze dal consulente tecnico, secondo lui non del tutto completi. La Monica è agli arresti domiciliari da circa 5 mesi, dopo i primi 60 giorni passati tra il carcere di Reggio e quello di Modena. All'uscita dall'aula del tribunale l'animatore è apparso sereno. Ad attenderlo, una cinquantina tra genitori, insegnanti e colleghi educatori che hanno voluto manifestare la loro solidarietà. Il comitato 'Insieme per Pino' si è costituito il 21 di marzo, 24 ore dopo l'arresto dell'educatore.
Telereggio News di MARGHERITA GRASSI

mercoledì 26 marzo 2008

Abusi su allieve corso di teatro, si cercano altre vittime

Gli investigatori chiedono la collaborazione dei genitori delle studentesse di teatro

Solidarietà dei colleghi dell’attore-educatore Pino La Monica accusato di pedofilia. L’insegnante resta rinchiuso nel carcere della Pulce REGGIO. Potrebbero esserci altre ragazzine costrette a subire abusi dal loro insegnante di recitazione, il 35enne Pino La Monica arrestato giovedì sera. Ne sono convinti carabinieri e polizia postale che, coordinati dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, stanno conducendo le complesse indagini. Proprio i carabinieri chiedono ora la massima collaborazione da parte dei genitori delle studentesse che, in vari comuni della provincia, hanno frequentato i corsi di teatro tenuti dall’attore, fondatore dell’Officina Teatro Incanto. Collaborazione per chiarire se altri episodi di violenze, oltre ai cinque denunciati, siano accaduti o se quei comportamenti tenuti verso alcune allieve delle scuole medie correggesi Andreoli-Marconi siano stati equivocati.
Indizio-chiave nelle indagini è il computer dell’insegnante, sequestrato nella sua abitazione di Codemondo soltanto poche ore prima l’arresto. Nel pc gli inquirenti hanno trovato files contenenti un’ottantina di fotografie pedopornografiche, alcune raffiguranti anche atroci stupri su minori, scaricate dal web e in cui l’indagato non compare mai.
In quel computer - che non si esclude possano aver avuto accesso anche altre persone - i poliziotti della Postale hanno trovato anche un’altra serie di fotografie - una settantina in tutto - in cui l’insegnante di teatro appare con alcune bambine che hanno frequentato i suoi corsi di recitazione. Immagini che non lascerebbero trasparire nulla di morboso, ma che per il pm inquirente potrebbero assumere un significato equivoco alla luce dei racconti delle ragazzine della scuola media correggese.
Cinque allieve del corso extracurricolare tenuto da Pino La Monica nell’istituto correggese hanno infatti raccontato di essere state costrette dal loro insegnante a toccarlo nelle parti intime durante giochi al buio avvenuti al termine delle lezioni.
Il racconto delle ragazzine, dagli 11 ai 13 anni, è stato raccolto prima dalla psicologa della scuola e quindi, in audizioni protette, dalla psicologa nominata dal sostituto procuratore inquirente Maria Rita Pantani. Un doppio «passaggio» fondamentale per verificare l’attendibilità delle presunte vittime.
Da quanto emerso, non sarebbe però stato riscontrato alcun elemento tale da far credere che le cinque allieve abbiano ingigantito i particolari raccontati o in qualche modo equivocato il comportamento del loro insegnante.
Mentre continuano ad arrivare messaggi di solidarietà da amici e colleghi all’attore-educatore, Pino La Monica resta rinchiuso nel carcere della Pulce.
Solo dopo la pausa festiva, il difensore dell’educatore 35enne - l’avvocato Mario Di Frenna - è intenzionato a chiedere il trasferimento del proprio assistito agli arresti domiciliari.( Gazzetta di Reggio 23 marzo 2008)

Parla il padre del maestro di teatro dopo la visita in carcere:«Pino è provato ma sereno»

REGGIO. «Mio figlio è innocente e spero che quando tutto questo sarà finito e la sua innocenza sarà sancita dai tribunali, la stampa gliene darà atto. Ho fiducia nella giustizia e nelle forze dell'ordine che nella circostanza si sono comportate con grande discrezione. Non posso dire altrettanto degli organi di informazione che hanno semplicemente sbattuto il mostro in prima pagina».
Francesco La Monica, il padre di Pino si sforza di essere sereno. E forse lo è un po' di più, ora che ha potuto parlare con il figlio in carcere. Dalla sua casa di Codemondo risponde al telefono con gentilezza, ma senza nascondere il disappunto per come è stato dipinto il figlio.
«Mio figlio è provato - dice - come lo sarebbe chiunque prova per la prima volta l'esperienza del carcere. E' in isolamento, per via dei reati di cui è accusato: in carcere le cose vanno così. Eppoi c'è il timore che compia qualche gesto inconsulto: per questo non ha nè lacci nè cinture, nemmeno le coperte».
A consolare i genitori dell'educatore, ci sono i tanti attestati di stima che in queste ore stanno arrivando a casa dei La Monica.
«In questi due giorni il telefono è stato rovente. Lei non ci crederà ma tutti hanno avuto soltanto parole di stima verso Pino e il suo lavoro. E non solo da Reggio, ma anche da altre parti d'Italia, dove Pino ha lavorato e dove evidentemente ha avuto modo di farsi apprezzare».
Gli diciamo anche dei tanti messaggi che sul nostro sito sono arrivati dagli amici di suo figlio e Francesco se ne compiace: «Io ho ricevuto soltanto telefonate, dal momento che anche il mio pc è stato posto sotto sequestro. Domani (oggi, ndr) è Pasqua e credo che io e la mia famiglia usciremo da questa casa in cui abbiamo vissuto questi tre giorni d'inferno».
Dopo aver parlato con i genitori, Pino La Monica ha incontrato il legale che lo assiste, l'avvocato Mario Di Frenna.


«L'ho trovato sereno - sottolinea l'avvocato al termine del lungo colloquio in carcere -. Stanco, certo, ma relativamente tranquillo. Era felice di aver potuto salutare i suoi familiari alla vigilia della Paqua e mi ha confidato di essere fiducioso che alla fine la verità salterà fuori».
L'avvocato sta seguendo l'evolversi dell'inchiesta ed è intenzionato a chiedere, non appena sarà possibile, una perizia di parte sul pc sequestrato all'educatore.
«Mi ha detto - spiega il legale - di aver visitato siti dedicati alla pedofilia, ma solo per compiere specifiche ricerche per uno spettacolo sulla violenza sui minori. La prova di tutto questo sarebbe nel fatto che, non appena si è reso conto di essere finito in siti proibiti, ha cancellato immediatamente quei file. Si spiegherebbero così quelle immagini nella memoria del suo computer».
(24 marzo 2008)

Articoli Correlati:

Pedofilia: la filosofia e i corsi del maestro di teatro arrestato perchè avrebbe abusato delle sue alunne

Arresto insegnante teatro: ‘Nostro figlio non è un mostro’

La Gazzetta di Reggio 25 marzo 2008

Sitemeter