Visualizzazione post con etichetta 2 anni e o mesi per violenza sessuale su sei minorenni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2 anni e o mesi per violenza sessuale su sei minorenni. Mostra tutti i post

martedì 18 novembre 2008

"Rapinava le donne in ascensore", cinque anni per un bagherese

Rosario Scianna è stato condannato per una rapina. Resta indagato per altre rapine e per violenza sessuale

18/11/2008

È stato condannato a 5 anni di reclusione per una rapina, ma resta sotto inchiesta per altri “colpi” ma anche per violenza sessuale. Il gup Mario Conte ha infatti accolto la richiesta di condanna - avanzata dal pm Claudia Caramanna – per Rosario Scianna, 38enne pregiudicato bagherese arrestato lo scorso 3 aprile. Scianna, secondo i pm, si sarebbe specializzato nell’assalire donne sole – negli ascensori o negli androni dei palazzi - e rapinarle. Almeno in un´occasione, inoltre, avrebbe colto l’occasione per palpeggiare le vittime nelle parti intime. La notizia è riportata oggi sul Giornale di Sicilia.

La condanna a 5 anni giunge per un episodio risalente al 29 marzo scorso, quando Scianna rapinò una donna in via Arcangelo Leanti, traversa di via Terrasanta. La donna inizialmente non riconobbe l’aggressione, nonostante la sua foto le fosse stata sottoposta insieme a quelle di altre pregiudicati. Ma il 3 aprile, Scianna fu arrestato in flagrante in via Ariosto, subito dopo una rapina ai danni di un’altra donna. Si era appena fatto consegnare 115 euro da un´anziana assalita in un ascensore. In questa occasione, nel corso di una perquisizione, gli agenti ritrovarono il cellulare della donna rapinata pochi giorni prima, che riconobbe finalmente il suo aggressore.

Scianna inoltre è indagato anche per un altro episodio, avvenuto il 5 gennaio, in un palazzo di via Valdemone. Qui il rapinatore – secondo il racconto della vittima – avrebbe costretto la donna a subire abusi sessuali, all’interno di un ascensore, sotto la minaccia di un coltello.
90011.it18 novembre 2008

giovedì 13 novembre 2008

Arezzo:"L'amante di mamma mi ha violentato". In aula entrambi i due innamorati.

STORIA TORBIDA

Una storia tremenda di stupro. La madre avrebbe chiuso gli occhi mentre il suo amante violentava la figlia. Sotto accusa anche il padre che avrebbe saputo del tentativo di stupro e ne avrebbe approfittato per organizzare un'estorisione ai danni dell'uomo


Arezzo, 13 novembre 2008 - La storia è di quelle un po’ grasse che si incontrano negli scandali di provincia. La madre avrebbe chiuso gli occhi mentre il suo amante violentava la figlia. E il padre si sarebbe approfittato della situazione ricattando lo stupratore: dammi i soldi se vuoi evitare che denunci. Il risultato è che stamani saranno tutti nell’aula del Gip Anna Maria Lo Prete, accusati a vario titolo di violenza sessuale, concorso ed estorsione. Nei panni di chi punta il dito sulle nefandezze degli adulti la ragazzina di allora (aveva 17 anni) che nel frattempo è diventata donna e si è anche sposata. C’è chi nega e chi patteggia. Nega tutto l’amante, è pronto a concordare la pena per estorsione il padre che si sarebbe abbassato al ricatto, o meglio al tentativo, come è contestato nel capo di imputazione del Pm Giuseppe Ledda.

Comincia tutto nella primavera del 2004, quando la ragazza viene invitata nell’auto dell’amante, un quarantenne, col consenso, anzi con la calda raccomandazione della mamma, di cui si suppone sapesse le intenzioni dell’uomo e le favorisse. Finisce in una stradina di campagna dalle parti di San Leo: la diciassettenne si trova con l’amico della madre che abbassa il sedile dell’auto, le salta addosso, tenta di stuprarla, allungando le mani un po’ dappertutto. Questo almeno è quello che lei racconta qualche giorno dopo nella denuncia in questura raccolta dalla squadra mobile. E non è tutto. Perchè in una situazione familiare disastrata, il padre sa benissimo che la moglie ha un’amante e chiude tutti e due gli occhi. Non solo. In qualche modo viene a conoscenza del tentativo di violenza nei confronti della figlia e ne approfitta non per cercare giustizia, ma per tentare un ricatto. All’amico della moglie dice papale papale: dammi mille euro se vuoi evitare che anch’io vada a denunciare tutto. Il quarantenne dice di aver rifiutato, ma basta il tentativo a far scattare il reato. E’ estorsione e l’avvocato del padre, Giuseppe Renzetti, proverà oggi a patteggiare la pena. Un punto a favore dell’accusa, che a questo punto può vantare una sorta di sostegno tangibile all’ipotesi d’accusa: se c’è stato ricatto, deve esserci stato anche qualcosa dal quale il ricatto è nato.

Il che non impedisce all’amante quarantenne, difeso dall’avvocato Francesco Molino, di negare tutto e di dirsi innocente. Alla sua posizione, ovviamente, è legata quella della mamma: se lui non ha violentato la figlia, lei non può aver concorso nel reato. Quella di stamani sarà dunque un’udienza caldissima. L’accusa è odiosa. Lo è per il quarantenne e lo è ancor di più per i genitori, che si vedono chiamati in causa per aver speculato sulla figlia. Una per tenersi stretto l’amante, l’altro per lucrare dei soldi da un tentativo di stupro. In aula non si faranno compromessi. Stavolta non ci sono di mezzo riti abbreviati. Si va al proscioglimento, assai improbabile in questa fase, o al processo pubblico, dinanzi al collegio del tribunale. La ragazza potrebbe costituirsi parte civile, anche non ci sono certezze.

Al gip adesso e ai giudici poi il compito di provare a dipanare il groviglio di vipere di una famiglia che a una famiglia assomigliava assai poco e delle accuse reciproche, in cui tutti sono contro tutti. Il classico caso in cui nessuno dava buoni consigli per la semplice ragione che si preferiva dare il cattivo esempio.
Salvatore Mannino
La Nazione 13 novembre 2008

mercoledì 16 aprile 2008

"MAGO DELLA SFINGE": CHIESTI 10 ANNI. sENTENZA IL 13 MAGGIO

Riti “magici” a base di sesso, suggestioni esoteriche, talismani. Sono questi gli ingredienti che hanno fatto capolino martedì al Tribunale di Forlì. Sul banco degli imputati Girolamo Mazzoccoli, in arte il “Mago della Sfinge”, che deve rispondere di violenza sessuale, lesioni volontarie gravissime tentate e consumate, truffa ed estorsione. Il pm Alessandro Mancini ha chiesto dieci anni di reclusione per il 57enne e cinque ad entrambi i genitori di una ragazza.

Secondo il quadro dell’accusa, la coppia non avrebbe impedito all’uomo di abusare della figlia minorenne. Mazzoccoli è stato ascoltato in tribunale a porte chiuse data la delicatezza della vicenda. Probabilmente la sentenza verrà emessa il prossimo 13 maggio e sarà pronunciata dal tribunale collegiale presieduto da Orazio Pescatore.

I genitori della ragazza, oggi maggiorenne, sono assistiti da Antonio Giacomini e Gabriele Siboni (che difendono il padre) e Riccardo Ragazzini (per la madre). Il procedimento per la quarta persona coinvolta, il presunto collaboratore di Mazzoccoli, accusato di violenza sessuale per un avvenimento del 1992, è stato separato per un difetto di notifica. In aula era presente anche la ragazza, costituitasi parte civile e assistita dagli avvocati Filippo Poggi e Maria Domenica Viggiani, che per prima denunciò il ‘’santone’’. Una denuncia che fece scattare la serrata indagine serrata della Mobile e che portò al successivo fermo dell’uomo, nell'ottobre del 2003.

L’INDAGINE – Questa terribile vicenda, fatta di costrizioni psicologiche, pesanti condizionamenti conditi di minacce e isolamento dalle persone care, è venuta alla luce nel 2003, con la denuncia di una donna e dei suoi familiari. La loro storia, che aveva dell’incredibile, è stata ascoltata dalla Squadra mobile forlivese. Troppi, però, i dettagli particolareggiati esposti agli inquirenti, con elementi oggettivi e diverse testimonianze che combaciavano. Da queste prime deposizioni è emersa una realtà fatta di materiale fotografico pornografico, amuleti, lingerie, simboli fallici. Un mondo che di ‘’magico’’ o religioso aveva ben poco.
ROMAGNA OGGI 16 APRILE 2008

martedì 4 marzo 2008

Epilettico condannato per violenza sessuale

Un impiegato sanremese di 44 anni, C.G., è stato condannato a un anno e tre mesi di reclusione dal collegio del tribunale di Sanremo con l’accusa di violenza sessuale per aver abbracciato con forza una bambina di 9 anni ed averle dato un bacio sulla guancia.
Il magistrato, però, gli ha riconosciuto la seminfermità mentale per aver agito in preda a una crisi epilettica, patologia di cui all’epoca soffriva. I fatti risalgono al 2002. Il pubblico ministero Antonella Politi, che aveva ritenuto non plausibile la motivazione delle crisi epilettica, aveva chiesto nella requisitoria due anni e tre mesi di reclusione.

giovedì 7 febbraio 2008

Bologna, 42enne condannato per pedofilia

ore 18:20
Bologna - E' stato condannato a 2 anni e otto mesi, con il rito abbreviato dal Gup di Bologna Rita Zaccariello, G. L., 42 anni, imprenditore edile di origine potentina, accusato di avere molestato sessualmente alcune adolescenti avvicinate nei pressi di scuole medie. Il Gip ha anche liquidato provvisionali dai 2.000 ai 5.000 euro alle parti civili.

Il Pm Gabriella Tavano aveva chiesto quattro anni e otto mesi. Sono sei le ragazzine che furono, in vario modo, avvicinate dall'uomo, che è agli arresti domiciliari. Nell'episodio più grave, avvenuto nel marzo 2006, una tredicenne era stata caricata in auto davanti alle scuole 'Carracci': l'uomo l'aveva avvicinata con una scusa, poi aveva chiesto di essere accompagnato alla Basilica di S.Luca. Qui, l'aveva a lungo palpeggiata.Nelle settimane successive l'uomo avrebbe tentato di fare la stessa cosa in altre cinque occasioni, ma le vittime avevano respinto gli approcci.La squadra mobile aveva individuato il quarantaduenne, che poi era stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale su minore, sequestro di persona e tentata violenza sessuale su minore. Fondamentale era stata la testimonianza di un'altra tredicenne, importunata davanti a una scuola: non aveva accettato di seguire l'uomo ed era riuscita ad annotare parte della targa dell'auto. A tradire il quarantunenne era stato anche Sirio, il vigile elettronico che controlla gli accessi al centro di Bologna: per muoversi in città, l'uomo collezionò infatti ben 108 multe. Contro di lui anche i risultati dei tabulati del suo telefonino.Il legale della vittima aveva chiesto la pena più severa per l'uomo. All'inizio dello scorso ottobre la difesa aveva chiesto di patteggiare una pena di due anni con sospensione condizionale, ma il gip Milena Zavatti aveva dichiarato la pena 'incongrua'. La difesa a quel punto aveva chiesto di andare al rito abbreviato e il giudice si era dichiarato incompetente.
Midena 2000 7 febbraio 2008

Sitemeter