Orrore a Salerno - Orge private con droghe e alcol per narcotizzarli
Minori abusati, aperte altre due inchieste
Di Barbara Cangiano
Inquietanti denunce anche in provincia. Sarebbero undici i bambini molestati. I teatri dell’orrore non si fermano a Salerno cittá.
Il rosario degli abusi di casa nostra tocca anche il Sele. Campagna, e poi una frazione dell’ebolitano, nella Piana. Storie di abusi e di perversioni pedofile, mascherate da orge sataniche e ritualitá collettive: drammi feroci, acuiti dalla lentezza pachidermica dei processi che dovrebbero rendere giustizia. Altre due le inchieste aperte dalla Procura per fare luce su altrettante denunce che vedrebbero coinvolti otto bambini, nel caso di Campagna, tre nell’ebolitano. A Campagna c’è stato un minore che ha denunciato ed è stato periziato. Ha riferito di altri sette amichetti, vittime di sevizie come lui e costretti a molestarsi a vicenda e a replicare, dinanzi a persone adulte - spesso di famiglia - i loro gesti. Giochi erotici più o meno spinti, vissuti con l’inconsapevolezza di chi, com’è naturale che accada, confonde i ruoli e non capisce dove finisce la carezza dell’affetto e dove inizia quella della perversione. Il lavoro della Procura è stato meticoloso: i sette bambini sono stati identificati. Ma al momento non ci sono prove che attestino la veridicitá del racconto del loro amichetto. E tutti continuano a vivere nelle rispettive famiglie. Ma il processo va avanti ed è in una fase discretamente avanzata e potrebbe arrivare a svolte choccanti, capaci di travalicare gli angusti confini del paesino del Sele. Più recente il caso dell’ ebolitano: i protagonisti-vittime sono tre bambini legati tra di loro da vincoli di parentela. Identico il contesto, simili le modalitá: anche qui siamo di fronte ad abusi collettivi, perpetrati da adulti - spesso diretti familiari - mascherati e pronti ad invocare Satana durante riunioni privatissime dove sarebbero girate anche droghe ed alcolici utilizzati per far cadere i freni inibitori e narcotizzare i più piccoli. Anche su queste denunce è stato aperto un fascicolo di inchiesta ed i pm sono al lavoro per recuperare indizi utili ad appurare la veridicitá dei racconti forniti dai minori. Che nel frattempo, però, restano abbandonati a sè stessi. Il Not - servizio operativo territoriale che si occupa di abusi per le Asl - raccoglie le denunce e le smista ai tribunali di competenza. Ma non ha terapeuti per assistere i bambini ed i familiari che con loro trovano il coraggio di rompere il silenzio, durante l’iter giudiziario, i cui tempi sono irragionevolmente lunghi. Un esempio per tutti: una minore di Benevento ha avuto giustizia dopo 7 anni. Ha denunciato gli abusi quando ne aveva 6 e si è ritrovata ormai adolescente ancora nelle aule dei tribunali, a ripetere il dolore e la vergogna subìti. Il problema è la mancanza di collegamento tra Procure e tra queste e gli esperti del settore, l’assenza di un pool di tecnici e di corsi per la preparazione in un settore delicato e irto di ostacoli, dove, in mancanza di un apparato statale di supporto, solo chi ha la possibilitá economica va avanti. Come i tre fratellini salernitani. Portati all’estero da una mamma che è intenzionata a ricorrere anche ai tribunali internazionali per avere giustizia.
(La Repubblica-il Centro 04 dicembre 2007)
Fonte: Bambini Coraggiosi
Visualizzazione post con etichetta Pedofilia e Satanismo: orge sataniche Salerno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pedofilia e Satanismo: orge sataniche Salerno. Mostra tutti i post
martedì 4 dicembre 2007
LE ORGE SATANICHE : Rifugiati all’estero i bimbi dell’orrore
Adesso il magistrato vuole ascoltarli
Di Barbara Cangiano
Il fratellino più piccolo aveva solo diciotto mesi al momento degli abusi La mamma solleva un caso internazionale sui ritardi della Procura Per appurare la veridicitá di quanto raccontato dai tre fratellini, vittime di presunti abusi sessuali consumati durante orge pseudo "sataniche", e per suffragare quanto documentato negli ampi dossier dei periti, la Procura ha richiesto l’esame probatorio: il pubblico ministero, che sul caso ha aperto un fascicolo di inchiesta, ha infatti chiesto di ascoltare direttamente i minori coinvolti nell’inquietante vicenda. Ma l’accertamento giudiziario rischia di saltare per decorrenza dei termini, che scadono a gennaio. Il pm potrebbe richiedere una proroga per evitare che l’accertamento irripetibile "scada". In caso contrario, la vicenda salernitana potrebbe letteralmente esplodere e diventare un caso internazionale. La mamma dei bambini (che all’epoca dei fatti avevano dai diciotto mesi ai sei anni) è infatti straniera ed è intenzionata ad andare fino in fondo per capire cosa sia successo ai suoi figli. E a ricorrere, se necessario, anche ad altri tribunali. La donna è pronta a investire della vicenda l’apparato giudiziario del suo Paese d’origine dove, da quando è venuta a galla la sequela dei presunti orrori che hanno visto tra le vittime i suoi bambini, si è trasferita con loro. Per portarli al riparo da sguardi e voci indiscrete. Per allontanarli da chi avrebbe abusato di loro. E per aiutarli, lontano da ricordi spiacevoli, a ricominciare daccapo e a costruirsi il proprio futuro partendo dalla ricostruzione della propria identitá minata. La donna vuole vederci chiaro. I suoi figli le hanno raccontato - e lo stesso hanno fatto a diversi periti - di incontri con adulti travestiti, verie e proprie orge, con sevizie a catena e strane pozioni da dover ingurgitare. Orrori a cui, sempre secondo il racconto dei ragazzini avrebbero partecipato il padre, altri familiari e degli amici. Tutti salernitani, appartenenti ad un ceto sociale medio-alto: liberi professionisti e commercianti, lontani dai disagi economici. Una storia difficile, combattuta a colpi di lettere di avvocati e appuntamenti in Procura, di indagini e perizie. (La Città 03 dicembre 2007)
»
Di Barbara Cangiano
Il fratellino più piccolo aveva solo diciotto mesi al momento degli abusi La mamma solleva un caso internazionale sui ritardi della Procura Per appurare la veridicitá di quanto raccontato dai tre fratellini, vittime di presunti abusi sessuali consumati durante orge pseudo "sataniche", e per suffragare quanto documentato negli ampi dossier dei periti, la Procura ha richiesto l’esame probatorio: il pubblico ministero, che sul caso ha aperto un fascicolo di inchiesta, ha infatti chiesto di ascoltare direttamente i minori coinvolti nell’inquietante vicenda. Ma l’accertamento giudiziario rischia di saltare per decorrenza dei termini, che scadono a gennaio. Il pm potrebbe richiedere una proroga per evitare che l’accertamento irripetibile "scada". In caso contrario, la vicenda salernitana potrebbe letteralmente esplodere e diventare un caso internazionale. La mamma dei bambini (che all’epoca dei fatti avevano dai diciotto mesi ai sei anni) è infatti straniera ed è intenzionata ad andare fino in fondo per capire cosa sia successo ai suoi figli. E a ricorrere, se necessario, anche ad altri tribunali. La donna è pronta a investire della vicenda l’apparato giudiziario del suo Paese d’origine dove, da quando è venuta a galla la sequela dei presunti orrori che hanno visto tra le vittime i suoi bambini, si è trasferita con loro. Per portarli al riparo da sguardi e voci indiscrete. Per allontanarli da chi avrebbe abusato di loro. E per aiutarli, lontano da ricordi spiacevoli, a ricominciare daccapo e a costruirsi il proprio futuro partendo dalla ricostruzione della propria identitá minata. La donna vuole vederci chiaro. I suoi figli le hanno raccontato - e lo stesso hanno fatto a diversi periti - di incontri con adulti travestiti, verie e proprie orge, con sevizie a catena e strane pozioni da dover ingurgitare. Orrori a cui, sempre secondo il racconto dei ragazzini avrebbero partecipato il padre, altri familiari e degli amici. Tutti salernitani, appartenenti ad un ceto sociale medio-alto: liberi professionisti e commercianti, lontani dai disagi economici. Una storia difficile, combattuta a colpi di lettere di avvocati e appuntamenti in Procura, di indagini e perizie. (La Città 03 dicembre 2007)
»
Iscriviti a:
Post (Atom)