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mercoledì 22 ottobre 2008
Bologna: pedofilia, nuove accuse per il dipendente della Procura
BOLOGNA - Era stato arrestato lo scorso maggio con le accuse di detenzione di materiale pedopornografico, violenza sessuale e violenza privata per abusi. Il dipendente della Procura di Bologna, il 50enne S.M., non avrebbe abusato di un solo ragazzino. E' quanto stato appurato dalle indagini che hanno spinto gli inquirenti a firmare una nuova ordinanza di custodia cautelare, notificatagli in carcere.
L'uomo avrebbe contattato non solo ragazzini di Bologna, ma anche di altre città per contatti a scopo sessuale. Con alcuni di questi ci sarebbero stati anche degli incontri. Gli adolescenti, tutti tra i 13 ed i 18 anni, rintracciati grazie alle tracce rimaste nel pc del 50enne analizzato dalla Polizia Postale. Ascoltati dal personale della Polizia Giudiziaria, hanno deciso di sporgere querela. L'uomo, tuttavia, continua a respingere ogni accusa. Ma per gli investigatori non ci sono dubbi.
Romagna oggi 21 ottobre 2008
giovedì 24 aprile 2008
Autista abusa di un tredicenne dopo averlo adescato sul bus
MINORI VIOLATI
L'uomo, un 46enne era già stato condannato per pedofilia ma aveva ottenuto la sospensione della pena. Il maniaco , ora nuovamente arrestato, è stato tradito dalle telefonate alla sua vittima che voleva rivedere.
HA ADESCATO un ragazzino rumeno di 13 anni sul pullman di linea di cui era l’autista e ha abusato di lui dopo averlo portato in auto in una zona periferica e isolata della città. Per quest’accusa è finito al carcere della Dozza un uomo di 46 anni, Massimo Lollini, di Vergato, già noto per precedenti specifici. Lo hanno arrestato l’altra sera i carabinieri per violenza sessuale e atti sessuali con un minore di anni 14, su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Bruno Perla; il provvedimento è stato richiesto dal pm Enrico Cieri, che ha coordinato le indagini dei militari della stazione Bertalia. Già a fine anni Novanta Lollini aveva patteggiato, con la vecchia disciplina del reato di violenza sessuale, un procedimento per una vicenda analoga e aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena. Nel suo curriculum compare però anche un altro patteggiamento, per detenzione di materiale pedopornografico. Questa volta rischia una condanna da sei a dodici anni.
ALL’ATTENZIONE degli investigatori ci sono ora anche il suo personal computer e i supporti informatici che i militari hanno sequestrato nell’abitazione dove vive con gli anziani genitori. L’esame del materiale potrebbe allungare ulteriormente la lista delle pendenze. Il fatto per cui Lollini è finito dietro le sbarre risale a pochi mesi fa. L’uomo è autista di una linea extraurbana, servita in appalto da una società privata, che collega Tolè a Bologna. Il tredicenne, che vive nella periferia cittadina in una famiglia seguita dai servizi sociali, era salito sul mezzo durante il tragitto del pullman; a fine corsa l’uomo lo avrebbe convinto a seguirlo con un invito apparentemente innocente: «Vieni che ti porto da McDonald’s». Una volta in auto, però, l’uomo si è diretto fuori città. Per convincere il ragazzino ad assecondare le sue attenzioni morbose gli avrebbe promesso anche del denaro, piegandolo con minacce più o meno esplicite e costrizioni psicologiche. L’EPISODIO è venuto alla luce qualche settimana più tardi grazie all’intuito del fratello maggiore del tredicenne, che ha scoperto una telefonata da parte dell’adulto. Il quale, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe contattato più volte la vittima per ottenere nuovi incontri. Nel periodo successivo alla violenza il ragazzino avrebbe manifestato anche problemi crescenti dal punto di vista caratteriale, saltando con sempre maggiore frequenza le lezioni a scuola. La difficile situazione familiare del tredicenne e la sua origine straniera avrebbero indotto Lollini a pensare che fosse più semplice gestire la situazione ma, ascoltato alla presenza di un consulente, il ragazzino ha fornito una ricostruzione puntuale dei fatti. L’uomo è stato identificato in tempi rapidi e, nel giro di poche settimane, , l’ordinanza di custodia ha chiuso il cerchio della accuse, portando Lollini dietro le sbarre.
21 aprile 2008
L'uomo, un 46enne era già stato condannato per pedofilia ma aveva ottenuto la sospensione della pena. Il maniaco , ora nuovamente arrestato, è stato tradito dalle telefonate alla sua vittima che voleva rivedere.
HA ADESCATO un ragazzino rumeno di 13 anni sul pullman di linea di cui era l’autista e ha abusato di lui dopo averlo portato in auto in una zona periferica e isolata della città. Per quest’accusa è finito al carcere della Dozza un uomo di 46 anni, Massimo Lollini, di Vergato, già noto per precedenti specifici. Lo hanno arrestato l’altra sera i carabinieri per violenza sessuale e atti sessuali con un minore di anni 14, su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Bruno Perla; il provvedimento è stato richiesto dal pm Enrico Cieri, che ha coordinato le indagini dei militari della stazione Bertalia. Già a fine anni Novanta Lollini aveva patteggiato, con la vecchia disciplina del reato di violenza sessuale, un procedimento per una vicenda analoga e aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena. Nel suo curriculum compare però anche un altro patteggiamento, per detenzione di materiale pedopornografico. Questa volta rischia una condanna da sei a dodici anni.
ALL’ATTENZIONE degli investigatori ci sono ora anche il suo personal computer e i supporti informatici che i militari hanno sequestrato nell’abitazione dove vive con gli anziani genitori. L’esame del materiale potrebbe allungare ulteriormente la lista delle pendenze. Il fatto per cui Lollini è finito dietro le sbarre risale a pochi mesi fa. L’uomo è autista di una linea extraurbana, servita in appalto da una società privata, che collega Tolè a Bologna. Il tredicenne, che vive nella periferia cittadina in una famiglia seguita dai servizi sociali, era salito sul mezzo durante il tragitto del pullman; a fine corsa l’uomo lo avrebbe convinto a seguirlo con un invito apparentemente innocente: «Vieni che ti porto da McDonald’s». Una volta in auto, però, l’uomo si è diretto fuori città. Per convincere il ragazzino ad assecondare le sue attenzioni morbose gli avrebbe promesso anche del denaro, piegandolo con minacce più o meno esplicite e costrizioni psicologiche. L’EPISODIO è venuto alla luce qualche settimana più tardi grazie all’intuito del fratello maggiore del tredicenne, che ha scoperto una telefonata da parte dell’adulto. Il quale, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe contattato più volte la vittima per ottenere nuovi incontri. Nel periodo successivo alla violenza il ragazzino avrebbe manifestato anche problemi crescenti dal punto di vista caratteriale, saltando con sempre maggiore frequenza le lezioni a scuola. La difficile situazione familiare del tredicenne e la sua origine straniera avrebbero indotto Lollini a pensare che fosse più semplice gestire la situazione ma, ascoltato alla presenza di un consulente, il ragazzino ha fornito una ricostruzione puntuale dei fatti. L’uomo è stato identificato in tempi rapidi e, nel giro di poche settimane, , l’ordinanza di custodia ha chiuso il cerchio della accuse, portando Lollini dietro le sbarre.
21 aprile 2008
mercoledì 5 marzo 2008
MAESTRA USA METODI VIOLENTI CON BIMBI, PM DISPONE GIUDIZIO
A Bologna, contestati violenza privata e abuso
(ANSA)- BOLOGNA, 5 MAR-08- Sono cinque gli episodi che, per l'accusa, provano che una maestra di 43 anni bolognese terrorizzava i suoi piccoli allievi. Con metodi non troppo ortodossi, costringendoli a camminare in ginocchio, obbligandoli a mangiare la merenda controvoglia, impedendogli di andare al bagno. La Procura ha disposto la citazione a giudizio della donna contestandole violenza privata e abuso di mezzi di correzione, con l'aggravante di aver commesso il fatto nell'esercizio di pubbliche funzioni.
(ANSA)- BOLOGNA, 5 MAR-08- Sono cinque gli episodi che, per l'accusa, provano che una maestra di 43 anni bolognese terrorizzava i suoi piccoli allievi. Con metodi non troppo ortodossi, costringendoli a camminare in ginocchio, obbligandoli a mangiare la merenda controvoglia, impedendogli di andare al bagno. La Procura ha disposto la citazione a giudizio della donna contestandole violenza privata e abuso di mezzi di correzione, con l'aggravante di aver commesso il fatto nell'esercizio di pubbliche funzioni.
giovedì 7 febbraio 2008
Bologna, 42enne condannato per pedofilia
ore 18:20
Bologna - E' stato condannato a 2 anni e otto mesi, con il rito abbreviato dal Gup di Bologna Rita Zaccariello, G. L., 42 anni, imprenditore edile di origine potentina, accusato di avere molestato sessualmente alcune adolescenti avvicinate nei pressi di scuole medie. Il Gip ha anche liquidato provvisionali dai 2.000 ai 5.000 euro alle parti civili.
Il Pm Gabriella Tavano aveva chiesto quattro anni e otto mesi. Sono sei le ragazzine che furono, in vario modo, avvicinate dall'uomo, che è agli arresti domiciliari. Nell'episodio più grave, avvenuto nel marzo 2006, una tredicenne era stata caricata in auto davanti alle scuole 'Carracci': l'uomo l'aveva avvicinata con una scusa, poi aveva chiesto di essere accompagnato alla Basilica di S.Luca. Qui, l'aveva a lungo palpeggiata.Nelle settimane successive l'uomo avrebbe tentato di fare la stessa cosa in altre cinque occasioni, ma le vittime avevano respinto gli approcci.La squadra mobile aveva individuato il quarantaduenne, che poi era stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale su minore, sequestro di persona e tentata violenza sessuale su minore. Fondamentale era stata la testimonianza di un'altra tredicenne, importunata davanti a una scuola: non aveva accettato di seguire l'uomo ed era riuscita ad annotare parte della targa dell'auto. A tradire il quarantunenne era stato anche Sirio, il vigile elettronico che controlla gli accessi al centro di Bologna: per muoversi in città, l'uomo collezionò infatti ben 108 multe. Contro di lui anche i risultati dei tabulati del suo telefonino.Il legale della vittima aveva chiesto la pena più severa per l'uomo. All'inizio dello scorso ottobre la difesa aveva chiesto di patteggiare una pena di due anni con sospensione condizionale, ma il gip Milena Zavatti aveva dichiarato la pena 'incongrua'. La difesa a quel punto aveva chiesto di andare al rito abbreviato e il giudice si era dichiarato incompetente.
Midena 2000 7 febbraio 2008
Bologna - E' stato condannato a 2 anni e otto mesi, con il rito abbreviato dal Gup di Bologna Rita Zaccariello, G. L., 42 anni, imprenditore edile di origine potentina, accusato di avere molestato sessualmente alcune adolescenti avvicinate nei pressi di scuole medie. Il Gip ha anche liquidato provvisionali dai 2.000 ai 5.000 euro alle parti civili.
Il Pm Gabriella Tavano aveva chiesto quattro anni e otto mesi. Sono sei le ragazzine che furono, in vario modo, avvicinate dall'uomo, che è agli arresti domiciliari. Nell'episodio più grave, avvenuto nel marzo 2006, una tredicenne era stata caricata in auto davanti alle scuole 'Carracci': l'uomo l'aveva avvicinata con una scusa, poi aveva chiesto di essere accompagnato alla Basilica di S.Luca. Qui, l'aveva a lungo palpeggiata.Nelle settimane successive l'uomo avrebbe tentato di fare la stessa cosa in altre cinque occasioni, ma le vittime avevano respinto gli approcci.La squadra mobile aveva individuato il quarantaduenne, che poi era stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale su minore, sequestro di persona e tentata violenza sessuale su minore. Fondamentale era stata la testimonianza di un'altra tredicenne, importunata davanti a una scuola: non aveva accettato di seguire l'uomo ed era riuscita ad annotare parte della targa dell'auto. A tradire il quarantunenne era stato anche Sirio, il vigile elettronico che controlla gli accessi al centro di Bologna: per muoversi in città, l'uomo collezionò infatti ben 108 multe. Contro di lui anche i risultati dei tabulati del suo telefonino.Il legale della vittima aveva chiesto la pena più severa per l'uomo. All'inizio dello scorso ottobre la difesa aveva chiesto di patteggiare una pena di due anni con sospensione condizionale, ma il gip Milena Zavatti aveva dichiarato la pena 'incongrua'. La difesa a quel punto aveva chiesto di andare al rito abbreviato e il giudice si era dichiarato incompetente.
Midena 2000 7 febbraio 2008
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