legali del bidello accusato per un episodio accaduto due anni fa chiedono il rito alternativo: «Purché il giudice conceda la perizia neuropsichiatrica per verificare l’attendibilità della vittima»
Presunte molestie su un bambino, perizia sui famigliari
Si terrà mercoledì prossimo alle 9.30 l'udienza preliminare del processo del bidello di una scuola dell'infanzia del Lido accusato, nel dicembre 2006, di presunte molestie sessuali ai danni di un bimbo di tre anni. Dopo l'incidente probatorio, la vicenda potrà arrivare ad una svolta. I legali dell'operatore scolastico M.G. finito nella bufera, chiederanno il rito abbreviato, richiesta condizionata però, dallo svolgimento di alcuni altri accertamenti, come una perizia, da parte del neuropsichiatra infantile al bambino ed estesa anche al suo nucleo familiare per poter valutare ulteriormente l'effettiva attendibilità della testimonianza del bimbo in tenerissima età. I legali del dipendente scolastico, Renato Alberini e Augusto Palese, preannunciano così una svolta nella linea difensiva.
«Formalizzeremo la richiesta in fase d'udienza spiega l'avvocato Alberini dando la nostra disponibilità a rinunciare al dibattimento e ad essere giudicati dal giudice, poiché ci sia un supplemento di accertamenti che riteniamo indispensabili per provare l'assoluta estraneità del nostro assistito ai fatti che gli sono stati addebitati. Crediamo sia opportuna una perizia neuropsichiatrica per fare luce sull'effettiva attendibilità della versione fornita dal bimbo. Se il giudice accetterà le nostre richieste opteremo per la forma abbreviata, altrimenti andremo al processo ordinario. Non possiamo che confermare ciò che abbiamo sostenuto fin dall'inizio - continua il legale - e cioè che ci opponiamo fermamente, invece, a qualsiasi forma di patteggiamento, data la nostra convinzione dell'assoluta estraneità rispetto alle accuse che sono stato mosse all'operatore ausiliario. E su questa linea andiamo avanti».
Oltre ad una perizia neuropsichiatrica la difesa potrebbe chiedere un ulteriore accertamento: il parere del medico legale che possa effettivamente rilevare se le lesioni sofferte dal minore e giudicate anche compatibili con possibili abusi sessuali, non siano state invece causate da un semplice arrossamento, che potrebbe essere comune ai bambini di quell'età.
Lorenzo Mayer il Gazzettino 9 novembre 2008
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lunedì 10 novembre 2008
giovedì 12 giugno 2008
Rignano, altri 4 bimbi idonei a testimoniare. Le psicologhe:"Sintomi di abuso e nessun segnale di suggestione"

Le psicologhe: «Riscontrati sintomi di abuso»
ROMA (11 giugno) - Nuove testimonianze nella vicenda dei presunti abusi sessuali ai danni di minori relativamente alla scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Altri quattro ex alunni (tre femmine ed un maschietto) della scuola sono stati giudicati idonei a testimoniare nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dalla magistratura di Tivoli. Erano cinque i bambini sottoposti ad indagine psicologica, ma uno di loro non è stato ritenuto in grado di rendere testimonianza, perché il piccolo è estremamente chiuso ed introverso. I quattro fanno parte del gruppo dei 21 per i quali il gip Elvira Tamburelli, su richiesta del pm Marco Mansi, ha disposto l'audizione. Il 19 giugno prossimo si terrà un udienza a Tivoli per la discussione della perizia svolta sui bambini. Finora sono 17 i minori periziari. Degli ultimi quattro, due necessitano di una proroga prima del giudizio finale, mentre per altri due sono in corso gli esami. Ad affermare la capacità a rendere dichiarazioni sono state la neuropsichiatra infantile Angela Gigante e le psicologhe Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio, in una relazione di circa trecento pagine. In particolare le esperte hanno riscontrato sintomi di abuso e non hanno individuato alcun segnale che facesse pensare che fossero stati suggestionati. Nella vicenda giudiziaria sono indagate sette persone: le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Assunta Pisani, l'autore tv Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti ed il benzinaio cingalese Da Silva.
ROMA (11 giugno) - Nuove testimonianze nella vicenda dei presunti abusi sessuali ai danni di minori relativamente alla scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Altri quattro ex alunni (tre femmine ed un maschietto) della scuola sono stati giudicati idonei a testimoniare nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dalla magistratura di Tivoli. Erano cinque i bambini sottoposti ad indagine psicologica, ma uno di loro non è stato ritenuto in grado di rendere testimonianza, perché il piccolo è estremamente chiuso ed introverso. I quattro fanno parte del gruppo dei 21 per i quali il gip Elvira Tamburelli, su richiesta del pm Marco Mansi, ha disposto l'audizione. Il 19 giugno prossimo si terrà un udienza a Tivoli per la discussione della perizia svolta sui bambini. Finora sono 17 i minori periziari. Degli ultimi quattro, due necessitano di una proroga prima del giudizio finale, mentre per altri due sono in corso gli esami. Ad affermare la capacità a rendere dichiarazioni sono state la neuropsichiatra infantile Angela Gigante e le psicologhe Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio, in una relazione di circa trecento pagine. In particolare le esperte hanno riscontrato sintomi di abuso e non hanno individuato alcun segnale che facesse pensare che fossero stati suggestionati. Nella vicenda giudiziaria sono indagate sette persone: le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Assunta Pisani, l'autore tv Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti ed il benzinaio cingalese Da Silva.
Il Messaggero 11 giugno 2008
mercoledì 30 aprile 2008
Milano: prof ubriaco in classe, molestie agli alunni
Il docente accusato di violenza lavora in una media di Niguarda
Insulti, gestacci, oscenità: mimava addirittura scene a luci rosse davanti ai dodicenni. Insulti razzisti a uno studente egiziano
MILANO - Il prof va ubriaco a scuola. E quel che è peggio, nonostante l'inchiesta della Procura della Repubblica e l'indagine interna avviata dal Provveditorato agli studi, è che il prof a scuola continua ad andarci. E sempre ubriaco. Talmente fuori di sé, spesso e volentieri, che durante le sue lezioni ai ragazzini di una scuola media statale del quartiere Niguarda è capitato un po' di tutto. Anche di essere vittime di rapporti sessuali mimati, con lui, il prof, che balza all'improvviso alle loro spalle oppure allunga le mani sulle loro parti intime, maschi o femmine poco importa. E poi sono insulti, gestacci, oscenità da osteria e altro ancora, fino a snocciolare un repertorio che con le aule di una scuola non dovrebbe avere nulla a che fare. I superiori hanno richiamato il docente al suo dovere più di una volta, ma le reprimende sono scivolate via senza lasciare alcun sospirato beneficio. Così il prof continua ad alzare il gomito, e parecchio, e quando lo fa a scuola va come va. «Per intervenire — lamentano alcuni genitori degli studenti che frequentano la scuola media scossa dal caso — ci hanno detto che il Provveditorato attende l'esito dell'inchiesta della Procura, ma noi siamo preoccupati e vorremmo quantomeno una sospensione temporanea... Può un ubriaco insegnare in una scuola?». L'inchiesta, che ha preso il via grazie a una segnalazione del preside dell'istituto, risale ormai ad alcuni mesi or sono e proprio ieri mattina, in sede di incidente probatorio, molti degli studenti vittime dei comportamenti violenti del professore sono stati ascoltati dal giudice delle indagini preliminari Caterina Interlandi. Ad assistere alle testimonianze, al settimo piano del Palazzo di giustizia, anche uno psicologo nominato dal Tribunale, il pubblico ministero che coordina l'inchiesta, Giancarla Serafini, e l'avvocato dell'indagato, contro cui è ipotizzata l'accusa di violenza sessuale aggravata. E al giudice Interlandi i ragazzini di dodici e tredici anni hanno confermato tutto quanto emerge dalla relazione della scuola finita in Procura.
Contnua a leggere su: http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/285
Insulti, gestacci, oscenità: mimava addirittura scene a luci rosse davanti ai dodicenni. Insulti razzisti a uno studente egiziano
MILANO - Il prof va ubriaco a scuola. E quel che è peggio, nonostante l'inchiesta della Procura della Repubblica e l'indagine interna avviata dal Provveditorato agli studi, è che il prof a scuola continua ad andarci. E sempre ubriaco. Talmente fuori di sé, spesso e volentieri, che durante le sue lezioni ai ragazzini di una scuola media statale del quartiere Niguarda è capitato un po' di tutto. Anche di essere vittime di rapporti sessuali mimati, con lui, il prof, che balza all'improvviso alle loro spalle oppure allunga le mani sulle loro parti intime, maschi o femmine poco importa. E poi sono insulti, gestacci, oscenità da osteria e altro ancora, fino a snocciolare un repertorio che con le aule di una scuola non dovrebbe avere nulla a che fare. I superiori hanno richiamato il docente al suo dovere più di una volta, ma le reprimende sono scivolate via senza lasciare alcun sospirato beneficio. Così il prof continua ad alzare il gomito, e parecchio, e quando lo fa a scuola va come va. «Per intervenire — lamentano alcuni genitori degli studenti che frequentano la scuola media scossa dal caso — ci hanno detto che il Provveditorato attende l'esito dell'inchiesta della Procura, ma noi siamo preoccupati e vorremmo quantomeno una sospensione temporanea... Può un ubriaco insegnare in una scuola?». L'inchiesta, che ha preso il via grazie a una segnalazione del preside dell'istituto, risale ormai ad alcuni mesi or sono e proprio ieri mattina, in sede di incidente probatorio, molti degli studenti vittime dei comportamenti violenti del professore sono stati ascoltati dal giudice delle indagini preliminari Caterina Interlandi. Ad assistere alle testimonianze, al settimo piano del Palazzo di giustizia, anche uno psicologo nominato dal Tribunale, il pubblico ministero che coordina l'inchiesta, Giancarla Serafini, e l'avvocato dell'indagato, contro cui è ipotizzata l'accusa di violenza sessuale aggravata. E al giudice Interlandi i ragazzini di dodici e tredici anni hanno confermato tutto quanto emerge dalla relazione della scuola finita in Procura.
Contnua a leggere su: http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/285
sabato 29 marzo 2008
Le bimbe confermano abusi davanti al Gip
Il molestatore era il nonno adottivo di una delle due vittime
Ponzano - Le due ragazzine di 11 e 12 anni molestate dal 65enne di Ponzano, hanno confermato, in sede di incidente probatorio, le loro accuse così come avevano fatto scrivendo una lettera indirizzata alla psicoterapeuta che svolgeva un corso di educazione sessuale organizzata dalla scuola e dall’Ulss.
La bambine sono state interrogate ieri da un neuropsichiatra infantile del Ca’ Foncello alla presenza del gip Umberto Donà. Le due ragazzine in pratica, hanno riferito che l’uomo metteva loro le mani addosso. Ma c’è un altro documento che confermerebbe gli atti di molestia: un bigliettino scritto dall’undicenne alla compagna che affermava che l’uomo le metteva le mani sulle parti intime. L’uomo accusato di pedofilia è il nonno acquisito della dodicenne.
Era riuscito a conquistarsi la fiducia dei genitori delle due ragazzine e pertanto aveva la possibilità di trascorrere molto tempo in compagnia della nipote adottiva e della sua compagna. E così il sessantacinquenne accompagnava le ragazze a scuola in auto, restava a farle compagnia quando mamma e papà dovevano assentarsi. Le ragazzine erano state minacciate di non dire nulla ai genitori. Fortunatamente entrambe hanno però trovato il coraggio di confidare le loro pene prima ad una compagna di classe e poi alla psicoterapeuta
Oggi Treviso 27 marzo 2008
Ponzano - Le due ragazzine di 11 e 12 anni molestate dal 65enne di Ponzano, hanno confermato, in sede di incidente probatorio, le loro accuse così come avevano fatto scrivendo una lettera indirizzata alla psicoterapeuta che svolgeva un corso di educazione sessuale organizzata dalla scuola e dall’Ulss.
La bambine sono state interrogate ieri da un neuropsichiatra infantile del Ca’ Foncello alla presenza del gip Umberto Donà. Le due ragazzine in pratica, hanno riferito che l’uomo metteva loro le mani addosso. Ma c’è un altro documento che confermerebbe gli atti di molestia: un bigliettino scritto dall’undicenne alla compagna che affermava che l’uomo le metteva le mani sulle parti intime. L’uomo accusato di pedofilia è il nonno acquisito della dodicenne.
Era riuscito a conquistarsi la fiducia dei genitori delle due ragazzine e pertanto aveva la possibilità di trascorrere molto tempo in compagnia della nipote adottiva e della sua compagna. E così il sessantacinquenne accompagnava le ragazze a scuola in auto, restava a farle compagnia quando mamma e papà dovevano assentarsi. Le ragazzine erano state minacciate di non dire nulla ai genitori. Fortunatamente entrambe hanno però trovato il coraggio di confidare le loro pene prima ad una compagna di classe e poi alla psicoterapeuta
Oggi Treviso 27 marzo 2008
martedì 8 gennaio 2008
Caso Rignano:depositate nuove perizie

Altri cinque bambini sono in grado di essere interrogati dal gip
L'indagine, come è noto, coinvolge come indagate sette persone accusate di associazione per delinquere e di reati di natura sessuale e di altro
Roma, 8 gen. (Adnkronos) - Altri cinque bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio sono in grado di essere interrogati dal gip sulle presunte violenze sessuali che avrebbero subito dalle sette persone coinvolte nell'inchiesta affidata ai giudici di Tivoli e riguardante appunto i fatti che sarebbero accaduti nella cittadina laziale. Le conferme di questa idoneita' e stata data dall'esito di altre perizie depositate oggi e che sono a disposizione delle parti. Il 22 gennaio prossimo il gip Elvira Tamburelli, che e' rientrata in servizio dopo un periodo di assenza, il pubblico ministero Marco Mansi, gli avvocati di parte civile e quelli della difesa discuteranno il contenuto di altre otto perizie depositate nei giorni scorsi. Di queste sette hanno concluso che i bambini possono essere interrogati, mentre per l'ottavo sussiste l'incapacita'.L'indagine peritale intanto avra' un nuovo capitolo il 13 febbraio prossimo. Le dottoresse Angela Gigante, Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio, esperte in neuropsichiatria infantile esamineranno gli ultimi sette bambini e quindi il quadro peritale sara' completato-L'indagine, come e' noto, coinvolge come indagate sette persone accusate di associazione per delinquere e di reati di natura sessuale e di altro. Sono le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Candida Silvana Magalotti e Assunta Pisani, lo sceneggiatore Gianfranco Scancarello, che e' marito della Del Meglio, la bidella Cristina Lunerti e il cingalese Kelum De Silva Weramuni, addetto ad una pompa di benzina.
Roma, 8 gen. (Adnkronos) - Altri cinque bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio sono in grado di essere interrogati dal gip sulle presunte violenze sessuali che avrebbero subito dalle sette persone coinvolte nell'inchiesta affidata ai giudici di Tivoli e riguardante appunto i fatti che sarebbero accaduti nella cittadina laziale. Le conferme di questa idoneita' e stata data dall'esito di altre perizie depositate oggi e che sono a disposizione delle parti. Il 22 gennaio prossimo il gip Elvira Tamburelli, che e' rientrata in servizio dopo un periodo di assenza, il pubblico ministero Marco Mansi, gli avvocati di parte civile e quelli della difesa discuteranno il contenuto di altre otto perizie depositate nei giorni scorsi. Di queste sette hanno concluso che i bambini possono essere interrogati, mentre per l'ottavo sussiste l'incapacita'.L'indagine peritale intanto avra' un nuovo capitolo il 13 febbraio prossimo. Le dottoresse Angela Gigante, Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio, esperte in neuropsichiatria infantile esamineranno gli ultimi sette bambini e quindi il quadro peritale sara' completato-L'indagine, come e' noto, coinvolge come indagate sette persone accusate di associazione per delinquere e di reati di natura sessuale e di altro. Sono le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Candida Silvana Magalotti e Assunta Pisani, lo sceneggiatore Gianfranco Scancarello, che e' marito della Del Meglio, la bidella Cristina Lunerti e il cingalese Kelum De Silva Weramuni, addetto ad una pompa di benzina.
Date prossime audizioni:
Le date fissate per queste audizioni sono quelle del 24, 29 e 31 gennaio prossimi; 5, 12 e 14 febbraio. Il 22 gennaio ci sarà un'udienza in cui le parti (pm Marco Mansi, difensori dei sette indagati e rappresentanti di parte civile) discuteranno gli esiti delle indagini psicologiche.
Fonte: www.bambinicoraggiosi.com
giovedì 27 dicembre 2007
Arresto viceparroco. Incidente probatorio per la violenza sul ragazzo
25 Dicembre 2007
CASAL DI PRINCIPE
I legali del minore vittima del sacerdote chiedono tempi breviMARILÙ MUSTOLa decisione del gip Raffaele Piccirillo di convalidare l’arresto di don Marco Cerullo da un lato e la richiesta di arresti domiciliari per il sacerdote avanzata dal difensore dall’altra, sembravano aver chiuso, per il momento, la fase iniziale della vicenda giudiziaria sui presunti abusi commessi dal sacerdote insegnante di religione su un alunno. E invece, l’acquisizione delle prove continua. I difensori della famiglia del minorenne, vittima degli abusi, hanno indirizzato al Pm Antonio Ricci della procura di Santa Maria Capua Vetere un’istanza di incidente probatorio. Si tratta di una mossa studiata per abbreviare i tempi di assunzione della testimonianza dell’alunno in modo da scongiurare i rischi di inquinamento e modificazione delle prove. Ma il secondo motivo che ha spinto gli avvocati Sergio Cavaliere, Costantino Puocci e Agostino D’Alterio a presentare istanza, è stata la prospettiva di avviare al più presto un percorso di recupero psicologico del ragazzino. In questa delicata fase, dal punto di vista medico, potrebbe essere a rischio l’integrità psico-fisica della vittima. «Confidiamo nell’operato della magistratura sammaritana e delle forze dell’ordine», ha fatto sapere ieri la famiglia attraverso i suoi rappresentanti legali che, in un breve comunicato stampa, hanno definito il fatto «una storia triste» ed hanno confidato di «acclarare ogni aspetto della vicenda collaborando con la Procura e avvalendosi del contributo di propri esperti e consulenti medici e psicologi». Un nuovo e importante interrogatorio, dunque, potrebbe essere alle porte. L’acquisizione di possibili prove ha spinto i carabinieri della locale compagnia ad eseguire perquisizioni nell’alloggio del sacerdote trentatreenne ed in chiesa. Si attende l’esito di alcuni dati che potrebbero essere importanti ai fini dell’indagine. Intanto, il tam tam di notizie trapelate in questi giorni anche dai siti internet, ha avuto la prerogativa di mettere in luce, come nei romanzi, il presunto carnefice e non la vittima. Di don Marco, ora, si conosce tutto: la vita in seminario, l’esperienza come insegnante di religione a Villa Literno e persino le lacrime in carcere. Del ragazzino e della sua sofferenza, invece, quasi nessuno ha parlato. L’atmosfera che si respirava sabato sera nella chiesa del Santissimo Salvatore durante l’omelia del vescovo Mario Milano si sarebbe potuta tagliare col coltello: da un lato gli increduli, dall’altra i delusi. Tutti, comunque, in chiesa per ricevere l’ultima benedizione dell’Arcivescovo: «I bambini sono la nostra speranza; la scuola, la famiglia e la chiesa sono le tre maestre di vita», ha dichiarato dall’altare al termine della celebrazione eucaristica Milano. Le parole di don Carlo Aversano, il parroco di Casal Di Principe rimasto solo, hanno espresso l’amarezza e lo sconcerto della comunità di fedeli che, incredula, si appresta a celebrare il Natale.
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