«Volevano impadronirsi dell'oasi francescana»
L'ex francescano, accusato di stupro nei confronti di una religiosa, si difende
MILANO - «La suora è stata comprata». Lo ha detto Padre Fedele Bisceglia, accusato di stupro, intervenuto oggi nel corso del programma televisivo di Canale 5 «Mattino Cinque».
Padre Fedele (Ap)
L'ex frate francescano, espulso dall'ordine e adesso solo sacerdote, si sta preparando per l'inizio del processo che lo vede imputato come presunto violentatore di una suora ospite dell'Oasi Francescana, da egli stesso fondata e diretta a Cosenza. Il processo inizierà martedì prossimo, 11 marzo, nel tribunale di Cosenza.
L'ACCUSA - Padre Fedele è apparso calmo e rilassato, in abito sacerdotale. «Lei ha solo firmato quello che altri le hanno presentato», ha detto Padre Fedele, parlando della sua accusatrice. «Lo dico - ha aggiunto - dall'alto del mio sacerdozio e sono profondamente convinto che la giustizia umana farà luce». Padre Fedele ha poi affermato: «Se qualcuno ha avuto la disgrazia di essere stuprata, si ricorderà l'anno, il giorno, il minuto e il luogo. Questa mia consorella non ricorda neanche il mese. Quando c'è un interesse economico - ha detto infine Padre Fedele, riferendosi a presunti complotti orditi ai suoi danni e che avrebbero mirato a sollevarlo dalla direzione dell'Oasi Francescana - allora si perde la testa. L'ho realizzata in un anno e mezzo e ha fatto gola a molte persone. In più sono stato, sono e sarò sempre il difensore dei poveri e degli ammalati di mente. Mi riferisco all'Istituto Papa Giovanni XXIII (la struttura per malati psichici di Serra d'Aiello che versa in gravi condizioni igienico-strutturali, ndr), da me molte volte visitato. E io volevo entrare a farne parte, donando anche il mio contributo».
martedì 11 marzo 2008
Processo a Padre Fedele. Scoperto film porno: "Il diavolo in convento"
28 marzo 2007 - 09:00
Il girone dei pornofrati
Scoperto un video hard amatoriale dal titolo "Il diavolo in convento". Potrebbe avere come protagonista Padre Fedele Bisceglia accusato di violenza sessuale a una suora di: BlogghissimoIl girone dei pornofrati Sono passati appena due giorni dalle ultime esternazioni di Papa Ratzinger, che - nella sua veste di vescovo di Roma, alla chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri della borgata romana di Fidene - ha ricordato urbi et orbi a fedeli e non fedeli che l'Inferno non solo esiste ma è anche eterno.Non è dato sapere se ci siano connessioni (perlomeno ultraterrene) tra le dichiarazioni di Benedetto XVI e il fatto che sia comparso, tra gli atti dell'inchiesta che vede imputato Padre Fedele Bisceglia per violenza sessuale nei confronti di una suora, un filmino porno amatoriale intitolato "Il diavolo in convento". Protagonista presunto del video sarebbe proprio il frate cappuccino. Il sostituto procuratore di Cosenza, Claudio Curreli, avrebbe confermato le accuse ai giudici del Tribunale della libertà di Catanzaro. Insieme al padre è coinvolto il segretario Antonio Gaudio. Il frate cosentino era divenuto famoso per la redenzione mediatica della pornodiva Luana Borgia (quest'anno di nuovo al lavoro al Mi-Sex, la fiera dell'erotismo di Milano), prima di essere coinvolto in quella brutta storia di stupro. Padre Fedele e il suo segretario si difendono e giustificano la presenza del video hard nel computer del convento dicendo di averlo scaricato dal web. Ma la compatibilità di entrambi con la figura maschile protagonista porterebbe a pensare piuttosto a un video girato proprio nel convento. Nel filmino si vedrebbe una donna che indossa un saio nero e delle calze corte. Se anche il frate dovesse sfuggire alla giustizia terrena, non riuscirebbe a farla franca in un quadro di giustizia più ampio, quella divina. Perché l'inferno esiste ed è eterno.
Blog Libero news 28 marzo 2007
Il girone dei pornofrati
Scoperto un video hard amatoriale dal titolo "Il diavolo in convento". Potrebbe avere come protagonista Padre Fedele Bisceglia accusato di violenza sessuale a una suora di: BlogghissimoIl girone dei pornofrati Sono passati appena due giorni dalle ultime esternazioni di Papa Ratzinger, che - nella sua veste di vescovo di Roma, alla chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri della borgata romana di Fidene - ha ricordato urbi et orbi a fedeli e non fedeli che l'Inferno non solo esiste ma è anche eterno.Non è dato sapere se ci siano connessioni (perlomeno ultraterrene) tra le dichiarazioni di Benedetto XVI e il fatto che sia comparso, tra gli atti dell'inchiesta che vede imputato Padre Fedele Bisceglia per violenza sessuale nei confronti di una suora, un filmino porno amatoriale intitolato "Il diavolo in convento". Protagonista presunto del video sarebbe proprio il frate cappuccino. Il sostituto procuratore di Cosenza, Claudio Curreli, avrebbe confermato le accuse ai giudici del Tribunale della libertà di Catanzaro. Insieme al padre è coinvolto il segretario Antonio Gaudio. Il frate cosentino era divenuto famoso per la redenzione mediatica della pornodiva Luana Borgia (quest'anno di nuovo al lavoro al Mi-Sex, la fiera dell'erotismo di Milano), prima di essere coinvolto in quella brutta storia di stupro. Padre Fedele e il suo segretario si difendono e giustificano la presenza del video hard nel computer del convento dicendo di averlo scaricato dal web. Ma la compatibilità di entrambi con la figura maschile protagonista porterebbe a pensare piuttosto a un video girato proprio nel convento. Nel filmino si vedrebbe una donna che indossa un saio nero e delle calze corte. Se anche il frate dovesse sfuggire alla giustizia terrena, non riuscirebbe a farla franca in un quadro di giustizia più ampio, quella divina. Perché l'inferno esiste ed è eterno.
Blog Libero news 28 marzo 2007
Processo a Padre Fedele. Scoperto film porno: "Il diavolo in convento"
28 marzo 2007 - 09:00
Il girone dei pornofrati
Scoperto un video hard amatoriale dal titolo "Il diavolo in convento". Potrebbe avere come protagonista Padre Fedele Bisceglia accusato di violenza sessuale a una suora di: BlogghissimoIl girone dei pornofrati Sono passati appena due giorni dalle ultime esternazioni di Papa Ratzinger, che - nella sua veste di vescovo di Roma, alla chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri della borgata romana di Fidene - ha ricordato urbi et orbi a fedeli e non fedeli che l'Inferno non solo esiste ma è anche eterno.Non è dato sapere se ci siano connessioni (perlomeno ultraterrene) tra le dichiarazioni di Benedetto XVI e il fatto che sia comparso, tra gli atti dell'inchiesta che vede imputato Padre Fedele Bisceglia per violenza sessuale nei confronti di una suora, un filmino porno amatoriale intitolato "Il diavolo in convento". Protagonista presunto del video sarebbe proprio il frate cappuccino. Il sostituto procuratore di Cosenza, Claudio Curreli, avrebbe confermato le accuse ai giudici del Tribunale della libertà di Catanzaro. Insieme al padre è coinvolto il segretario Antonio Gaudio. Il frate cosentino era divenuto famoso per la redenzione mediatica della pornodiva Luana Borgia (quest'anno di nuovo al lavoro al Mi-Sex, la fiera dell'erotismo di Milano), prima di essere coinvolto in quella brutta storia di stupro. Padre Fedele e il suo segretario si difendono e giustificano la presenza del video hard nel computer del convento dicendo di averlo scaricato dal web. Ma la compatibilità di entrambi con la figura maschile protagonista porterebbe a pensare piuttosto a un video girato proprio nel convento. Nel filmino si vedrebbe una donna che indossa un saio nero e delle calze corte. Se anche il frate dovesse sfuggire alla giustizia terrena, non riuscirebbe a farla franca in un quadro di giustizia più ampio, quella divina. Perché l'inferno esiste ed è eterno.
Blog Libero news 28 marzo 2007
Il girone dei pornofrati
Scoperto un video hard amatoriale dal titolo "Il diavolo in convento". Potrebbe avere come protagonista Padre Fedele Bisceglia accusato di violenza sessuale a una suora di: BlogghissimoIl girone dei pornofrati Sono passati appena due giorni dalle ultime esternazioni di Papa Ratzinger, che - nella sua veste di vescovo di Roma, alla chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri della borgata romana di Fidene - ha ricordato urbi et orbi a fedeli e non fedeli che l'Inferno non solo esiste ma è anche eterno.Non è dato sapere se ci siano connessioni (perlomeno ultraterrene) tra le dichiarazioni di Benedetto XVI e il fatto che sia comparso, tra gli atti dell'inchiesta che vede imputato Padre Fedele Bisceglia per violenza sessuale nei confronti di una suora, un filmino porno amatoriale intitolato "Il diavolo in convento". Protagonista presunto del video sarebbe proprio il frate cappuccino. Il sostituto procuratore di Cosenza, Claudio Curreli, avrebbe confermato le accuse ai giudici del Tribunale della libertà di Catanzaro. Insieme al padre è coinvolto il segretario Antonio Gaudio. Il frate cosentino era divenuto famoso per la redenzione mediatica della pornodiva Luana Borgia (quest'anno di nuovo al lavoro al Mi-Sex, la fiera dell'erotismo di Milano), prima di essere coinvolto in quella brutta storia di stupro. Padre Fedele e il suo segretario si difendono e giustificano la presenza del video hard nel computer del convento dicendo di averlo scaricato dal web. Ma la compatibilità di entrambi con la figura maschile protagonista porterebbe a pensare piuttosto a un video girato proprio nel convento. Nel filmino si vedrebbe una donna che indossa un saio nero e delle calze corte. Se anche il frate dovesse sfuggire alla giustizia terrena, non riuscirebbe a farla franca in un quadro di giustizia più ampio, quella divina. Perché l'inferno esiste ed è eterno.
Blog Libero news 28 marzo 2007
Prima udienza del processo a carico di Padre Fedele
11/03/08 - Cosenza
E' stata rigettata la questione preliminare sulla incompetenza funzionale e territoriale sollevata, nel dibattimento iniziato oggi, dalla difesa di padre Fedele ed Antonio Gaudio. La richiesta di incompetenza funzionale e territoriale è stata rigettata perché il magistrato dei Tribunale dei minorenni di Catanzaro non risulta nel ruolo di indagato. L'udienza sta ora proseguendo con la richiesta dell'ammissione delle prove da parte del pm CurreliI difensori di Padre Fedele Bisceglia e del suo segretario Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una suora, sono pronti ad affrontare il dibattimento con "animo sereno e con fiducia". I difensori di Padre Fedele, gli avvocati Eugenio Bisceglia e Franz Caruso, al termine della prima udienza del processo hanno detto: "non eravamo d'accordo con un processo a porte chiuse perché pensiamo non potesse esserci nessun pregiudizio. Ma non ci meraviglia questa decisione perché processi del genere si svolgono a porte chiuse. Affronteremo il dibattimento con animo sereno e fiducioso". I difensori di Antonio Gaudio, gli avvocati Roberto Loscierbo e Tommaso Sorrentino, hanno evidenziato che "il processo è stato incardinato, la vera istruttoria inizierà dal 9 aprile in poi. Sicuramente sarà un processo lungo ma siamo certi che attraverso il vaglio dibattimentale proveremo l'assoluta innocenza di Gaudio".Il legale della suora che avrebbe subito le violenze sessuali da padre Fedele Bisceglia e dal suo segretario Antonio Gaudio, l'avvocato Marina Pasqua, ritiene che lo svolgimento del processo a porte chiuse è importante per "tutelare la riservatezza della vittima". "Il dibattimento a porte chiuse - ha aggiunto - è importante anche per evitare che un'eccessiva attenzione possa turbare la serenità dello svolgimento del processo". La delegata del centro antiviolenze 'Roberta Lanzino, Roberta Attanasio, che si e' costituita parte civile ha ricordato che "il valore politico della nostra costituzione di parte civile é significativo perché non intendiamo lasciare da sola la suora in questo processo. Non è la prima volta che il centro Lanzino si costituisce
parte civile in tali processi. Questa mattina abbiamo fatto un appello affinché ci si accosti a questo processo non con morbosità. Affronteremo il dibattimento con serenità, sperando che sia un clima condiviso da tutti. Abbiamo sostenuto la suora nella sua richiesta di processo a porte chiuse proprio per creare un ambiente più sicuro e tranquillo lontano da telecamere e morbosità. La nostra presenza sarà sempre accanto alla suora affinché vengano rispettate tutte le sue richieste". "Siamo soddisfatti da questa prima udienza - ha affermato il legale del centro Lanzino, avv. Giorgia De Gennaro -. Sono state accolte le nostre richieste, in primis quella di tutelare la suora".
E' stata rigettata la questione preliminare sulla incompetenza funzionale e territoriale sollevata, nel dibattimento iniziato oggi, dalla difesa di padre Fedele ed Antonio Gaudio. La richiesta di incompetenza funzionale e territoriale è stata rigettata perché il magistrato dei Tribunale dei minorenni di Catanzaro non risulta nel ruolo di indagato. L'udienza sta ora proseguendo con la richiesta dell'ammissione delle prove da parte del pm CurreliI difensori di Padre Fedele Bisceglia e del suo segretario Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una suora, sono pronti ad affrontare il dibattimento con "animo sereno e con fiducia". I difensori di Padre Fedele, gli avvocati Eugenio Bisceglia e Franz Caruso, al termine della prima udienza del processo hanno detto: "non eravamo d'accordo con un processo a porte chiuse perché pensiamo non potesse esserci nessun pregiudizio. Ma non ci meraviglia questa decisione perché processi del genere si svolgono a porte chiuse. Affronteremo il dibattimento con animo sereno e fiducioso". I difensori di Antonio Gaudio, gli avvocati Roberto Loscierbo e Tommaso Sorrentino, hanno evidenziato che "il processo è stato incardinato, la vera istruttoria inizierà dal 9 aprile in poi. Sicuramente sarà un processo lungo ma siamo certi che attraverso il vaglio dibattimentale proveremo l'assoluta innocenza di Gaudio".Il legale della suora che avrebbe subito le violenze sessuali da padre Fedele Bisceglia e dal suo segretario Antonio Gaudio, l'avvocato Marina Pasqua, ritiene che lo svolgimento del processo a porte chiuse è importante per "tutelare la riservatezza della vittima". "Il dibattimento a porte chiuse - ha aggiunto - è importante anche per evitare che un'eccessiva attenzione possa turbare la serenità dello svolgimento del processo". La delegata del centro antiviolenze 'Roberta Lanzino, Roberta Attanasio, che si e' costituita parte civile ha ricordato che "il valore politico della nostra costituzione di parte civile é significativo perché non intendiamo lasciare da sola la suora in questo processo. Non è la prima volta che il centro Lanzino si costituisce
parte civile in tali processi. Questa mattina abbiamo fatto un appello affinché ci si accosti a questo processo non con morbosità. Affronteremo il dibattimento con serenità, sperando che sia un clima condiviso da tutti. Abbiamo sostenuto la suora nella sua richiesta di processo a porte chiuse proprio per creare un ambiente più sicuro e tranquillo lontano da telecamere e morbosità. La nostra presenza sarà sempre accanto alla suora affinché vengano rispettate tutte le sue richieste". "Siamo soddisfatti da questa prima udienza - ha affermato il legale del centro Lanzino, avv. Giorgia De Gennaro -. Sono state accolte le nostre richieste, in primis quella di tutelare la suora".
SCANDALO IN CONVENTO / PARLA LA MADRE SUPERIORA "Suor Tania è stata violentata"
Parte il processo a padre Fedele"Non voglio fare la fine di Tortora"
Prima udienza del processo a padre Fedele Bisceglia accusato di violenza sessuale ai danni di una suora. "Qui si va alle calende greche, ma io ho 70 anni" , ha sbottato il frate. Commenta
Cosenza, 11 marzo 2008 - "Suor Tania è una donna forte e coraggiosa, che ha trovato il coraggio di parlare. Noi la stimiamo, l'appoggiamo e le crediamo". Lo ha detto ai giornalisti suor Tiziana, superiora generale delle Francescane dei Poveri, di cui fa parte la religiosa che accusa padre Fedele Bisceglia ed il suo segretario Antonello Gaudio di averla violentata. Suor Tiziana ha parlato con i giornalisti in occasione della prima udienza del processo, iniziato stamani a Cosenza. La presunta vittima, suor Tania Alesci, secondo la superiora dice il vero. "Abbiamo fiducia nell'operato dei giudici - ha detto - Adesso lei sta prendendo tutte le misure necessarie per questo processo di guarigione, perchè di questo si tratta. Non si rimane indenni dopo essere passati attraverso una vicenda simile".
"Io non voglio fare la fine di Enzo Tortora": lo ha detto Padre Fedele Bisceglia al termine della prima udienza del processo in cui è imputato per violenza sessuale ai danni di una suora. "Qui si va alle calende greche, ma io ho 70 anni", ha detto il frate. Alla domanda sul perchè ci sarebbe, secondo lui, un complotto ai suoi danni, ha risposto: "Perchè ho difeso 370 crocifissi! L'istituto Papa Giovanni l'ho difeso io! Ho difeso 18 ragazzi che dovevano essere commerciati. Ci sono soldi pesanti e c'è anche qualcosa di più serio: voi sapete che c'è la vendita degli organi, no?".
Quotidiano.net 11 marzo 2008
Prima udienza del processo a padre Fedele Bisceglia accusato di violenza sessuale ai danni di una suora. "Qui si va alle calende greche, ma io ho 70 anni" , ha sbottato il frate. Commenta
Cosenza, 11 marzo 2008 - "Suor Tania è una donna forte e coraggiosa, che ha trovato il coraggio di parlare. Noi la stimiamo, l'appoggiamo e le crediamo". Lo ha detto ai giornalisti suor Tiziana, superiora generale delle Francescane dei Poveri, di cui fa parte la religiosa che accusa padre Fedele Bisceglia ed il suo segretario Antonello Gaudio di averla violentata. Suor Tiziana ha parlato con i giornalisti in occasione della prima udienza del processo, iniziato stamani a Cosenza. La presunta vittima, suor Tania Alesci, secondo la superiora dice il vero. "Abbiamo fiducia nell'operato dei giudici - ha detto - Adesso lei sta prendendo tutte le misure necessarie per questo processo di guarigione, perchè di questo si tratta. Non si rimane indenni dopo essere passati attraverso una vicenda simile".
"Io non voglio fare la fine di Enzo Tortora": lo ha detto Padre Fedele Bisceglia al termine della prima udienza del processo in cui è imputato per violenza sessuale ai danni di una suora. "Qui si va alle calende greche, ma io ho 70 anni", ha detto il frate. Alla domanda sul perchè ci sarebbe, secondo lui, un complotto ai suoi danni, ha risposto: "Perchè ho difeso 370 crocifissi! L'istituto Papa Giovanni l'ho difeso io! Ho difeso 18 ragazzi che dovevano essere commerciati. Ci sono soldi pesanti e c'è anche qualcosa di più serio: voi sapete che c'è la vendita degli organi, no?".
Quotidiano.net 11 marzo 2008
Pedofilia: Usa, Chiesa cattolica ha pagato 600 milioni di dollari
11 Marzo 2008, 15:24
ROMA - L'Arcidiocesi di Hartford, in Connecticut, ha accettato di pagare oltre mezzo milione di dollari a un ex chierichetto seviziato dal cappellano della Polizia di Stato, padre Stephen Foley, per evitare il procedimento penale e civile. Lo scorso anno le diocesi cattoliche statunitensi hanno pagato un totale di 609 milioni di dollari di risarcimenti (400 milioni di euro) alle vittime degli abusi sessuali commessi da centinaia di religiosi su minori. E' quanto emerge dal rapporto annuale sull'applicazione della 'Carta per la protezione dell'infanzià, secondo cui nel 2007 sono sono stati denunciati 689 casi di pedofilia che hanno coinvolto preti e suore, anche se la maggior parte si riferisce a eventi avvenuti anche decenni prima. (Agr)
ROMA - L'Arcidiocesi di Hartford, in Connecticut, ha accettato di pagare oltre mezzo milione di dollari a un ex chierichetto seviziato dal cappellano della Polizia di Stato, padre Stephen Foley, per evitare il procedimento penale e civile. Lo scorso anno le diocesi cattoliche statunitensi hanno pagato un totale di 609 milioni di dollari di risarcimenti (400 milioni di euro) alle vittime degli abusi sessuali commessi da centinaia di religiosi su minori. E' quanto emerge dal rapporto annuale sull'applicazione della 'Carta per la protezione dell'infanzià, secondo cui nel 2007 sono sono stati denunciati 689 casi di pedofilia che hanno coinvolto preti e suore, anche se la maggior parte si riferisce a eventi avvenuti anche decenni prima. (Agr)
Pedofilia, Villorba: prima degli abusi su quattro bambine, aveva già molestato 400 ragazze
L’imprenditore oggi accusato di aver abusato di quattro bambine era stato coinvolto in una sordida vicenda hard nel lontano 1993
L’orco aveva già molestato 400 ragazze
Rapporti completi nei colloqui a luci rosse: «Cerca la graffetta negli slip»L’inchiesta che aveva sconvolto Treviso si era chiusa nel nulla per le lacune della legge sulla violenza sessuale
L’orco di Villorba, accusato di aver abusato di quattro bambine, era già stato coinvolto in una brutta storia di molestie sessuali. Nel 1992 D. R., oggi sessantenne e all’epoca titolare di un’impresa commerciale di import-export a Treviso, era finito nel mirino delle forze dell’ordine perchè accusato di aver condotto test di assunzione a luci rosse. Circa quattrocento le vittime. «Cercami la graffetta negli slip, è un test americano», diceva alle aspiranti impiegate, tutte sotto i 25 anni, che avevano risposto al suo annuncio. Fino a quando una di queste non si è rivolta al sindacato smascherando gli agghiaccianti episodi. All’epoca ne uscì pulito dato che il codice penale, in materia di molestie sessuali, era del tutto lacunoso.Al suo annuncio pubblicitario avevano risposto in più di 400. Pochi i maschi, tutti scartati. Quasi tutte donne sotto i 25 anni con un diploma e la speranza di un lavoro. Di queste, molte se ne sono andate sconvolte dopo il primo approccio. Quelle che restavano lo facevano per ingenuità o per rassegnazione. La vicenda dei test d’assunzione hard, emersa nel dicembre del 1992, è tutta chiusa in quella che viene definita «una forma maniacale» dell’uomo. Le ragazze arrivavano al colloquio: c’era una prima fase di domande generiche, poi si passava al «test americano». Lui si infilava una graffetta negli slip, lei era costretta a fare altrettanto. Poi ciascuno doveva trovare quella addosso all’altro. Chi non la trovava pagava pegno ed era obbligato a spogliarsi: «Se non hai tabù con il sesso - diceva l’imprenditore - farò di te il mio braccio destro».Le ragazze che a questo punto non erano ancora scappate dovevano affrontare il terzo livello del colloquio a luci rosse: masturbazioni o rapporti orali anche se, a quanto era emerso, il maggior piacere lui lo traeva dalla vista del corpo nudo della ragazza o, a seconda di chi pagava pegno, dal fatto di mostrare il proprio. Per qualcuna poi l’assunzione era arrivata. Ma con questa erano arrivate nuove richieste. Tra i casi che avevano portato a galla questa triste vicenda, quello di una giovane che dopo due settimane si era licenziata perché lui pretendeva rapporti completi. E quello di una ragazzina, all’epoca dei fatti minorenne, che quei rapporti li aveva dovuti accettare perché la sua famiglia aveva bisogno dello stipendio per vivere e che cadeva preda di continue malattie per l’inconscio rifiuto a tornare a lavorare. «Vieni a letto con me altrimenti ti licenzio», era la formula che poi l’ha tradito.Alla polizia sono arrivati diversi esposti. Decine e decine di donne si sono presentate per confermare, ma nessuna ha voluto querelare per paura o vergogna verso il fidanzato, la famiglia o gli amici. La vicenda si è poi sostanzialmente chiusa con un nulla di fatto. E’ tornata a galla in questi giorni per una vicenda analoga che vede protagonista la stessa persona. L’uomo è ora accusato di pedofilia per gli abusi su quattro bimbe, denunciati da una di queste in una struggente lettera alla propria madre.
(Espresso Local11 marzo 2008)
L’orco aveva già molestato 400 ragazze
Rapporti completi nei colloqui a luci rosse: «Cerca la graffetta negli slip»L’inchiesta che aveva sconvolto Treviso si era chiusa nel nulla per le lacune della legge sulla violenza sessuale
L’orco di Villorba, accusato di aver abusato di quattro bambine, era già stato coinvolto in una brutta storia di molestie sessuali. Nel 1992 D. R., oggi sessantenne e all’epoca titolare di un’impresa commerciale di import-export a Treviso, era finito nel mirino delle forze dell’ordine perchè accusato di aver condotto test di assunzione a luci rosse. Circa quattrocento le vittime. «Cercami la graffetta negli slip, è un test americano», diceva alle aspiranti impiegate, tutte sotto i 25 anni, che avevano risposto al suo annuncio. Fino a quando una di queste non si è rivolta al sindacato smascherando gli agghiaccianti episodi. All’epoca ne uscì pulito dato che il codice penale, in materia di molestie sessuali, era del tutto lacunoso.Al suo annuncio pubblicitario avevano risposto in più di 400. Pochi i maschi, tutti scartati. Quasi tutte donne sotto i 25 anni con un diploma e la speranza di un lavoro. Di queste, molte se ne sono andate sconvolte dopo il primo approccio. Quelle che restavano lo facevano per ingenuità o per rassegnazione. La vicenda dei test d’assunzione hard, emersa nel dicembre del 1992, è tutta chiusa in quella che viene definita «una forma maniacale» dell’uomo. Le ragazze arrivavano al colloquio: c’era una prima fase di domande generiche, poi si passava al «test americano». Lui si infilava una graffetta negli slip, lei era costretta a fare altrettanto. Poi ciascuno doveva trovare quella addosso all’altro. Chi non la trovava pagava pegno ed era obbligato a spogliarsi: «Se non hai tabù con il sesso - diceva l’imprenditore - farò di te il mio braccio destro».Le ragazze che a questo punto non erano ancora scappate dovevano affrontare il terzo livello del colloquio a luci rosse: masturbazioni o rapporti orali anche se, a quanto era emerso, il maggior piacere lui lo traeva dalla vista del corpo nudo della ragazza o, a seconda di chi pagava pegno, dal fatto di mostrare il proprio. Per qualcuna poi l’assunzione era arrivata. Ma con questa erano arrivate nuove richieste. Tra i casi che avevano portato a galla questa triste vicenda, quello di una giovane che dopo due settimane si era licenziata perché lui pretendeva rapporti completi. E quello di una ragazzina, all’epoca dei fatti minorenne, che quei rapporti li aveva dovuti accettare perché la sua famiglia aveva bisogno dello stipendio per vivere e che cadeva preda di continue malattie per l’inconscio rifiuto a tornare a lavorare. «Vieni a letto con me altrimenti ti licenzio», era la formula che poi l’ha tradito.Alla polizia sono arrivati diversi esposti. Decine e decine di donne si sono presentate per confermare, ma nessuna ha voluto querelare per paura o vergogna verso il fidanzato, la famiglia o gli amici. La vicenda si è poi sostanzialmente chiusa con un nulla di fatto. E’ tornata a galla in questi giorni per una vicenda analoga che vede protagonista la stessa persona. L’uomo è ora accusato di pedofilia per gli abusi su quattro bimbe, denunciati da una di queste in una struggente lettera alla propria madre.
(Espresso Local11 marzo 2008)
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