06/06/2008
SALVATORE DE NAPOLI Nocera Inferiore. Novità nelle prossime ore su Luigia Giordano (nella foto) e l'inchiesta circa la compravendita di bambini. Alle porte ci sono interessanti sviluppi giudiziari e investigativi nelle inchieste che riguardano la 53enne di Corbara, considerata nell'operazione "Ladri di bambini" l'intermediaria nella vendita di Jessica, la neonata ceduta a marzo scorso da una famiglia di Rom a Napoli. E ci sono anche nuove inchieste pronte a dare frutti su fatti diversi da quelli finora contestati alla donna di Corbara. Questa mattina la quinta sezione della Corte di Cassazione deciderà sul ricorso presentato dal pm Amedeo Sessa della procura nocerina avverso la decisione del tribunale del Riesame di Salerno che aveva scarcerato la Giordano, suscitando clamore e interdizione nell'opinione pubblica, dopo che il suo arresto era stato convalidato dal Gip di Nocera Inferiore. Per il Gip Sergio De Luca, i sette arrestati dovevano rimanere in carcere essendo possibile che vendessero altri bambini «anche senza il consenso delle famiglie di origine. Ciò vale non soltanto per i cittadini stranieri…, ma anche e soprattutto per la Giordano». Il Riesame ha ritenuto che la bambina venduta non fosse stata avviata allo sfruttamento, quindi non poteva giustificarsi la misura cautelare invocata per la riduzione in schiavitù. Il Riesame ha deciso anche che non andavano arrestati i sette indagati neanche per il reato di alterazione di stato. Sul primo fronte investigativo si cerca una rumena con cui la Giordano sarebbe stata in contatto fino alla vendita di Jessica.
Il Mattino 6 giugno 2008
venerdì 6 giugno 2008
AUSTRALIA, Arrestati 70 pedofili, avevano creato un sito europeo: 12 milioni di click in sole 76 ore

Il massimo della pena e' di 10 anni di carcere
SYDNEY - Al termine di una vasta inchiesta durata sei mesi, la polizia australiana ha arrestato 70 persone, tutte accusate di scambio e visione di immagini pedopornografiche su internet. Quattro bambini sono stati allontanati dalle proprie case. Venti di queste persone devono gia' presentarsi davanti ai giudici. Fra le persone fermate anche un commissario di polizia e un insegnante.
Il commissario capo della polizia federale australiana, Mick Keelty, ha detto che l'inchiesta e' stata condotta grazie alla collaborazione della polizia di 170 paesi. Si prevedono numerosi altri arresti. Il massimo della pena prevista per il possesso di materiale pedopornografico e' di 10 anni di carcere.
Stando alle agenzie stampa il pedofilo era riuscito a creare un sito Internet con contenuti pedo-pornografici, sito che era
Tredicenne marocchina stuprata da un italiano di 30 anni con precedenti
Adescata davanti a scuola
L’ha attirata a casa sua e l’ha violentata. Lei è rimasta incinta. La vittima è una ragazzina marocchina di 13 anni. Lo stupratore è un italiano di 30 anni, Gaetano Calicchio, che è stato arrestato all’alba dagli agenti della Squadra mobile di Milano, con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
La vicenda è avvenuta nel febbraio scorso. Calicchio ha avvicinato la ragazzina davanti alla scuola media di Gratosoglio e l’ha convinta a seguirlo nel suo appartamento dicendole che lì avrebbe trovato sua madre e suo fratello. Una volta a casa, il trentenne ha abusato della ragazza, intimandole poi di mantenere il segreto su quanto era successo.
Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata la madre della vittima. La donna, 42 anni e un lavoro come colf, ha deciso di portare la figlia in un consultorio, dove i medici si sono accorti della gravidanza. Da qui si è risaliti allo stupro. La ragazza ha deciso di abortire.
Dalle indagini della Mobile sono emersi altri abusi su minori compiuti dall’uomo tra il 2007 e il 2008: un tentato stupro su una ragazzina di 14 anni e una violenza sessuale su una 15enne, entrambe adescate col pretesto di fumare uno spinello.
Domani Calicchio sarà interrogato dal gip e dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata e spaccio di stupefacenti.
Fonte: wildgreta.wordpress.com
L’ha attirata a casa sua e l’ha violentata. Lei è rimasta incinta. La vittima è una ragazzina marocchina di 13 anni. Lo stupratore è un italiano di 30 anni, Gaetano Calicchio, che è stato arrestato all’alba dagli agenti della Squadra mobile di Milano, con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
La vicenda è avvenuta nel febbraio scorso. Calicchio ha avvicinato la ragazzina davanti alla scuola media di Gratosoglio e l’ha convinta a seguirlo nel suo appartamento dicendole che lì avrebbe trovato sua madre e suo fratello. Una volta a casa, il trentenne ha abusato della ragazza, intimandole poi di mantenere il segreto su quanto era successo.
Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata la madre della vittima. La donna, 42 anni e un lavoro come colf, ha deciso di portare la figlia in un consultorio, dove i medici si sono accorti della gravidanza. Da qui si è risaliti allo stupro. La ragazza ha deciso di abortire.
Dalle indagini della Mobile sono emersi altri abusi su minori compiuti dall’uomo tra il 2007 e il 2008: un tentato stupro su una ragazzina di 14 anni e una violenza sessuale su una 15enne, entrambe adescate col pretesto di fumare uno spinello.
Domani Calicchio sarà interrogato dal gip e dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata e spaccio di stupefacenti.
Fonte: wildgreta.wordpress.com
Imperia: pedofilo dal gup per filmino girato con ragazzino
Pedofilo dal Gup per filmino porno girato in hotel
06 giugno 2008
Dal giudice mercoledì prossimo per violenza sessuale un imperiese di 66 anni
Un filmino pornografico girato in un anonimo albergo svizzero insieme con un ragazzino minore di 14 anni e poi decine e decine di fotografie di adolescenti scattate in giro per la città. Una sorta di archivio pedopornografico che è costato la denuncia alla procura della Repubblica di Imperia per Leo M., un uomo di 66 anni che abita nel capoluogo.
La storia risale a quattro anni fa e l’11 giugno approderà davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Imperia, Domenico Varalli. L’uomo deve rispondere di violenza sessuale su minore. L’udienza, anche per la delicatezza del caso, si terrà a porte chiuse nell’aula del Gup al quale potrà presenziare, oltre all’imputato, anche il suo avvocato difensore, Fabio Folpini.
I fatti vennero alla luce perché un agente della guardia di Finanza fu attirato dai particolari atteggiamenti dell’uomo, che girava per Imperia con un macchina fotografica e scattava foto a ragazzini insieme ad altri coetanei, seduti sulle panchine, sui sellini dei motorini, davanti alle scuole. Una situazione finita all’attenzione anche del sostituto procuratore della Repubblica, Filippo Maffeo, che aveva deciso di indagare a fondo sulle abitudini di quest’uomo. Una perquisizione a casa aveva fatto saltare fuori non solo le foto, ma soprattutto quel video che lui stesso aveva girato insieme con un ragazzino in una stanza di un hotel in Svizzera dove era stato in villeggiatura. Tutto il materiale era stato ovviamente sequestrato e finito in un voluminoso dossier. L’inchiesta è arrivata poi al capolinea. Il pm Maffeo ha tirato le somme dell’attività d’indagine chiedendo il rinvio a giudizio dell’uomo che ora dovrà presentarsi davanti al giudice per l’udienza preliminare.
Non è la prima volta che in tribunale a Imperia approdano fatti del genere. Il prossimo 7 ottobre sarà processato con la formula del rito abbreviato D.L., 50 anni. L’uomo avrebbe indotto un ragazzino di Imperia a fotografarsi le parti intime e a inviargliele con il cellulare. Poi, faceva altrettanto e con lo stesso sistema inviava le sue foto osé al minore. Una storia di pedofilia venuta a galla il mese scorso quando l’uomo è comparso davanti al Gup, Fabio Favalli, che lo ha rinviato a giudizio. L’uomo, difeso dall’avvocato Tito Schivo, dovrà rispondere di “induzione all’esibizione pornografica”: rischia fino a 12 anni di carcere.
Il Secolo IXX
06 giugno 2008
Dal giudice mercoledì prossimo per violenza sessuale un imperiese di 66 anni
Un filmino pornografico girato in un anonimo albergo svizzero insieme con un ragazzino minore di 14 anni e poi decine e decine di fotografie di adolescenti scattate in giro per la città. Una sorta di archivio pedopornografico che è costato la denuncia alla procura della Repubblica di Imperia per Leo M., un uomo di 66 anni che abita nel capoluogo.
La storia risale a quattro anni fa e l’11 giugno approderà davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Imperia, Domenico Varalli. L’uomo deve rispondere di violenza sessuale su minore. L’udienza, anche per la delicatezza del caso, si terrà a porte chiuse nell’aula del Gup al quale potrà presenziare, oltre all’imputato, anche il suo avvocato difensore, Fabio Folpini.
I fatti vennero alla luce perché un agente della guardia di Finanza fu attirato dai particolari atteggiamenti dell’uomo, che girava per Imperia con un macchina fotografica e scattava foto a ragazzini insieme ad altri coetanei, seduti sulle panchine, sui sellini dei motorini, davanti alle scuole. Una situazione finita all’attenzione anche del sostituto procuratore della Repubblica, Filippo Maffeo, che aveva deciso di indagare a fondo sulle abitudini di quest’uomo. Una perquisizione a casa aveva fatto saltare fuori non solo le foto, ma soprattutto quel video che lui stesso aveva girato insieme con un ragazzino in una stanza di un hotel in Svizzera dove era stato in villeggiatura. Tutto il materiale era stato ovviamente sequestrato e finito in un voluminoso dossier. L’inchiesta è arrivata poi al capolinea. Il pm Maffeo ha tirato le somme dell’attività d’indagine chiedendo il rinvio a giudizio dell’uomo che ora dovrà presentarsi davanti al giudice per l’udienza preliminare.
Non è la prima volta che in tribunale a Imperia approdano fatti del genere. Il prossimo 7 ottobre sarà processato con la formula del rito abbreviato D.L., 50 anni. L’uomo avrebbe indotto un ragazzino di Imperia a fotografarsi le parti intime e a inviargliele con il cellulare. Poi, faceva altrettanto e con lo stesso sistema inviava le sue foto osé al minore. Una storia di pedofilia venuta a galla il mese scorso quando l’uomo è comparso davanti al Gup, Fabio Favalli, che lo ha rinviato a giudizio. L’uomo, difeso dall’avvocato Tito Schivo, dovrà rispondere di “induzione all’esibizione pornografica”: rischia fino a 12 anni di carcere.
Il Secolo IXX
domenica 1 giugno 2008
Condanna don Mauro Stefanoni, la difesa:"Non siamo stati tutelati dalla Corte"

Botta e risposta tra legali del prete e parti civili
L'avvocato di don Mauro: «Le cose in appello andranno diversamente»
(da.c.) Il giorno dopo la sentenza di condanna a 8 anni di carcere e a 180mila euro complessivi di risarcimento, condanna inflittagli dal Tribunale di Como che lo ha giudicato colpevole di violenza sessuale ai danni di un minore, l’ex parroco di Laglio, don Mauro Stefanoni, resta chiuso nel suo silenzio. Non parla, il sacerdote. Anche per obbedire a una precisa richiesta della Curia. Il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, è tornato da Roma soltanto ieri, nel primo pomeriggio. Dopo una settimana trascorsa nella capitale per seguire i lavori dell’assemblea della Conferenza episcopale - lavori chiusi giovedì sera con un’udienza del Pontefice - si è subito ritirato in seminario per scrivere il breve saluto rivolto in Duomo, poche ore dopo, al suo predecessore, monsignor Alessandro Maggiolini, festeggiato per il 25° anniversario dell’ordinazione episcopale. Nei prossimi giorni è attesa l’apertura della cosiddetta “inchiesta canonica”, procedura disciplinare ribadita come necessaria proprio in questi giorni, e proprio durante l’assemblea della Cei, dal segretario generale dei presuli italiani, monsignor Giuseppe Betori.«I vescovi - ha detto Betori - sanno benissimo che non appena c’è la notizia di possibili devianze da parte di sacerdoti debbono aprire un’inchiesta canonica. E iniziare così immediatamente un cammino di indagine ecclesiastica sull’oggetto».Dopo i tentennamenti di Maggiolini, finito addirittura nel registro degli indagati della Procura per un presunto favoreggiamento di don Mauro, “avvisato” - secondo le accuse che i pm rivolgono alla Curia - dell’inchiesta in corso a suo carico, da piazza Grimoldi si attende una virata di rotta. Una svolta che non piacerebbe affatto alla difesa di don Mauro. Dice l’avvocato Guido Bomparola, legale dell’ex parroco di Laglio: «Mi auguro che la Curia non prenda alcun provvedimento contro il mio assistito che in appello sarà sicuramente assolto. Non esiste più la presunzione d’innocenza' I vescovi sanno benissimo che si sta sparando sulla Croce Rossa, non neghiamo che alcuni fatti accadano ma noi insistiamo sul fatto che don Mauro sia completamente innocente».Bomparola torna poi sul processo e insiste sul giudizio duro, già espresso più volte, sul comportamento della Corte presieduta da Alessandro Bianchi. «Non mi sono sentito tutelato fino in fondo come avvocato difensore, in appello le cose saranno diverse».A Bomparola replica uno dei legali di parte civile, Leonardo Ortelli: «Abbiamo assistito a uno scontro quasi fisico tra il pm e la difesa. L’accanimento di cui parla Bomparola, tuttavia, non esiste. L’istruttoria dibattimentale è composta da 3.600 pagine, 3mila delle quali riempite con le osservazioni, le opinioni e le parole della difesa».
Corriere di Como 31 maggio 2008
COSENZA: RAGAZZINA DENUNCIA VIOLENZA SESSUALE, INDAGINI DEI CARABINIERI
Cosenza, 31 mag. - (Adnkronos) - Una ragazzina di 12 anni ha denunciato ai carabinieri di aver subito una violenza sessuale da parte di tre ragazzi a Cassano Jonio, nel cosentino. L'episodio si e' verificato ieri e la vittima lo ha denunciato oggi. In caserma ha fornito la sua versione dei fatti e i militari dell'Arma si sono messi subito al lavoro per verificare gli elementi forniti. Sulle indagini vige il piu' stretto riserbo. E' trapelata solo l'eta' dei ragazzi che avrebbero tra i 12 e i 14 anni.
(Ink/Zn/Adnkronos)
(Ink/Zn/Adnkronos)
Violenze sessuali: arrestato nel foggiano per abusi su 13enne
FOGGIA - Accusato di violenza sessuale nei confronti di una 13enne un giovane di Serracapriola, in provincia di Foggia. L'uomo, 28 anni, è stato arrestato dai carabinieri. L'episodio risale a ieri sera. La ragazzina, avvicinata dai carabinieri mentre camminava in strada piangendo, ha confessato di essere stata violentata da un ragazzo che conosceva e con il quale era uscita per un giro in auto. Il 28enne ha ammesso il rapporto, dichiarando però che era stato consensuale. (Agr) 31 Maggio 2008, 15:09
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