REGGIO EMILIA, 6 MAGGIO - Una comunità per minori trasformata in un inferno. Una struttura che, in teoria, avrebbe dovuto avere il compito di proteggere le vittime di trascorse violenze, divenuta invece il covo di abusi sessuali ed episodi di nonnismo.
Tutto avviene tra le colline matildiche del reggiano, in una delle più giovani comunità di accoglienza per minori: la cooperativa sociale Laboratorio Lesignola, a Roncaglio di Canossa.
Ad accendere una luce sinistra sulla struttura positivamente nota per i successi ottenuti con la pet-therapy, la denuncia choc di due genitori, alla radice dell'avvio delle indagini.
Le accuse contro un gruppo di minorenni - gli ospiti più grandi - sarebbero pesantissime. Nei loro confronti prosegue l’indagine del sostituto procuratore Eufemia Mirelli la quale, proprio nei giorni scorsi, ha chiesto la chiusura preventiva della comunità. Per i gestori della struttura, i reati contestati sarebbero invece legati all’omessa vigilanza e all’abbandono dei minori.
Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, gli abusi sui bambini, da parte di altri ragazzini, si sarebbero perpetrati a lungo. Tra gli indagati, anche un giovane finito in comunità in quanto presunta vittima di abusi sessuali da parte di un parente. Il processo, in quel caso, aveva riservato non poche sorprese: il parente, condannato per altre violenze su ragazzini, era infatti stato assolto dall'episodio per mancanza di prove. Ora ci si domanda se il comportamento del minorenne non sia frutto, come spesso avviene in questi casi, del ricordo dei terribili abusi a sua volta subiti in passato.
(Ver.Fer.)
Parma ok 06/05/2008
giovedì 8 maggio 2008
Pedofilia - Condannato il maestro di musica

Un anno e 6 mesi di reclusione, più un risarcimento danni da calcolarsi in sede civile. Così ha deciso il Tribunale di Grosseto per B.C., 70 anni, salentino, accusato di abusi sessuali su una dozzina di alunne delle medie
GROSSETO - Un anno e sei mesi di reclusione, più un risarcimento danni che dovrà però essere calcolato in sede civile. E’ questa la condanna pronunciata dal Tribunale di Grosseto per un maestro di musica, B.C., 70 anni, originario della provincia di Lecce, accusato di abusi sessuali su una dozzina di alunne di una scuola media le quali, stando alla ricostruzione fatta dall’accusa, sarebbero state palpeggiate e accarezzate nelle parti intime durante le sue lezioni di musica.
I fatti contestati risalgono ai primi anni del Duemila quando l'uomo insegnava in una scuola media della provincia maremmana. All’epoca furono due compagni di scuola delle ragazzine a segnalare al dirigente scolastico lo strano atteggiamento del professore durante le lezioni che si svolgevano nell’aula magna quando l’uomo, ballando insieme alla ragazzine danze latino-americane accompagnate dalla musica del flauto, le avrebbe accarezzate nelle parti intime. L’uomo è stato assolto dall’accusa di essersi anche masturbato in presenza delle stesse adolescenti. Gli avvocati del professore (che non insegna più in quella scuola) hanno preannunciato ricorso.
8/5/2008
La Gazzetta del Mezzogiorno
Interpol pubblica una sua foto sul web: trovato negli Usa e arrestato un ricercato per pedofilia

E' stato localizzato e arrestato negli Stati Uniti, Wayne Nelson Corliss, il cinquantanovenne accusato di reati di pedofilia e ricercato da due giorni dall'Interpol.
L'organismo di coordinamento delle polizie mondiali, che ha sede a Lione, in Francia, aveva diffuso alcune foto dell'uomo sulla rete web, permettendo così la sua cattura.
E' la seconda volta che Interpol decide di lanciare un appello pubblico. Nello scorso ottobre una analoga iniziativa aveva portato all'arresto in Tailandia di un altro ricercato per abusi sui minori.
Euro news 8 maggio 2008
domenica 4 maggio 2008
La madre cedeva i figli per i festini,quattro arresti a Palermo
La vicenda emerge da indagini della polizia, che hanno portato all'arresto di 4 persone, tra le quali la donna, che ha 30 anni, un 17enne e due uomini adulti. La mamma avrebbe condotto i tre piccoli in casa dei coniugi, dove si sarebbero svolti giochi erotici
Palermo, 30 aprile 2008 - Tre bambini, tutti di età inferiore a 10 anni, subivano abusi sessuali durante festini pedofili realizzati con la partecipazione della loro madre a Palermo. La vicenda emerge da indagini della polizia, che hanno portato all'arresto di 4 persone, tra le quali la donna, che ha 30 anni, un 17enne e due uomini adulti. La vicenda si è consumata in un contesto di estremo degrado nel quartiere storico di Ballarò.
Agli indagati la polizia ha notificato provvedimenti restrittivi emessi dai Gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo, Valeria Spatafora e del Tribunale ordinario Maria Pino. Le indagini della sezione Reati sessuali in danno dei Minori della Squadra mobile di Palermo sono state coordinate dai sostituti procuratori Francesca Lo Verso per i Minori e Alessia Sinatra.
Le violenze avvenivano in casa di una coppia di coniugi di 24 e 25 anni, che sono tra gli arrestati. L'attività investigativa è stata avviata dopo una segnalazione degli assistenti di una casa famiglia dove era ospite una delle bambine vittime degli abusi, che aveva raccontato il suo dramma agli operatori e ai responsabili del Servizio di Neuropsichiatria Infantile.
Secondo quanto ricostruito, la madre avrebbe condotto i tre figli in casa dei coniugi, dove si sarebbero svolti giochi erotici. I piccoli venivano sottoposti agli abusi con una sorta di "gioco della verita" condotto dagli adulti con l'uso di una bottiglia. La principale vittima era la bambina, mentre i suoi fratellini nella maggioranza dei casi sarebbero stati solo testimoni obbligati. Gli adulti, inoltre, avrebbero consumato hashish davanti ai tre bambini, che in alcuni casi avrebbero anche loro fumato le "canne".
Palermo, 30 aprile 2008 - Tre bambini, tutti di età inferiore a 10 anni, subivano abusi sessuali durante festini pedofili realizzati con la partecipazione della loro madre a Palermo. La vicenda emerge da indagini della polizia, che hanno portato all'arresto di 4 persone, tra le quali la donna, che ha 30 anni, un 17enne e due uomini adulti. La vicenda si è consumata in un contesto di estremo degrado nel quartiere storico di Ballarò.
Agli indagati la polizia ha notificato provvedimenti restrittivi emessi dai Gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo, Valeria Spatafora e del Tribunale ordinario Maria Pino. Le indagini della sezione Reati sessuali in danno dei Minori della Squadra mobile di Palermo sono state coordinate dai sostituti procuratori Francesca Lo Verso per i Minori e Alessia Sinatra.
Le violenze avvenivano in casa di una coppia di coniugi di 24 e 25 anni, che sono tra gli arrestati. L'attività investigativa è stata avviata dopo una segnalazione degli assistenti di una casa famiglia dove era ospite una delle bambine vittime degli abusi, che aveva raccontato il suo dramma agli operatori e ai responsabili del Servizio di Neuropsichiatria Infantile.
Secondo quanto ricostruito, la madre avrebbe condotto i tre figli in casa dei coniugi, dove si sarebbero svolti giochi erotici. I piccoli venivano sottoposti agli abusi con una sorta di "gioco della verita" condotto dagli adulti con l'uso di una bottiglia. La principale vittima era la bambina, mentre i suoi fratellini nella maggioranza dei casi sarebbero stati solo testimoni obbligati. Gli adulti, inoltre, avrebbero consumato hashish davanti ai tre bambini, che in alcuni casi avrebbero anche loro fumato le "canne".
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Roma, cinque anni di reclusione per violenza sessuale continuata e aggravata su una bimba di sei anni

Disposta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per l'imputato ed anche l'interdizione legale per la durata della pena
Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - Cinque anni di reclusione per violenza sessuale continuata e aggravata su una bimba di 6 anni. E' la condanna inflitta oggi dai giudici del Tribunale di Roma presieduto da Anna Argento a Marco Abbatiello accusato di violenza sessuale su una bambina figlia di amici. Per l'imputato il pubblico ministero Sergio Colaiocco aveva chiesto 7 anni di reclusione ma il Tribunale ha inflitto una condanna minore disponendo l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per l'imputato ed anche l'interdizione legale per la durata della pena. La vicenda aveva avuto alla fine del gennaio scorso un risvolto imprevisto. Sui fatti il Tribunale aveva ascoltato la convivente di Abbatiello e questa dopo aver fatto le sue dichiarazioni in aula era uscita scagliandosi contro la madre della bambina violentata riproverandole di aver accusato Abbatiello "per far soldi". C'era stata poi una rissa a stento sedata dalle forze dell'ordine e l'aggredita ebbe lesioni. Le violenze secondo la ricostruzione degli investigatori avvennero nel 2005. Abbatiello avrebbe abusato in diverse occasioni della bambina durante gli incontri avuti in casa sua con la coppia di amici. L'imputato avrebbe portato la piccola nella stanza dei giochi delle sue figlie e qui l'avrebbe costretta a subire atti sessuali.
Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - Cinque anni di reclusione per violenza sessuale continuata e aggravata su una bimba di 6 anni. E' la condanna inflitta oggi dai giudici del Tribunale di Roma presieduto da Anna Argento a Marco Abbatiello accusato di violenza sessuale su una bambina figlia di amici. Per l'imputato il pubblico ministero Sergio Colaiocco aveva chiesto 7 anni di reclusione ma il Tribunale ha inflitto una condanna minore disponendo l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per l'imputato ed anche l'interdizione legale per la durata della pena. La vicenda aveva avuto alla fine del gennaio scorso un risvolto imprevisto. Sui fatti il Tribunale aveva ascoltato la convivente di Abbatiello e questa dopo aver fatto le sue dichiarazioni in aula era uscita scagliandosi contro la madre della bambina violentata riproverandole di aver accusato Abbatiello "per far soldi". C'era stata poi una rissa a stento sedata dalle forze dell'ordine e l'aggredita ebbe lesioni. Le violenze secondo la ricostruzione degli investigatori avvennero nel 2005. Abbatiello avrebbe abusato in diverse occasioni della bambina durante gli incontri avuti in casa sua con la coppia di amici. L'imputato avrebbe portato la piccola nella stanza dei giochi delle sue figlie e qui l'avrebbe costretta a subire atti sessuali.
Cyberdipendenza e sessodipendenza – cosa si può fare?
Sessodipendente? Agite!
Consumo pornografico
Ci sono persone che per molte ragioni detestano la pornografia. Altri si sentono estremamente attratti da tali immagini, in maniera incessante. Il codice penale svizzero non condanna il consumo della pornografia. E’ consentito osservare e scaricare le immagini e i video anche quando questi mostrano ogni tipo di sesso, in ogni dettaglio.
Il codice penale svizzero vieta la pornografia solo in quattro casi:
1. pedopornografia
2. immagini pornografiche con azioni violente
3. sesso tra persone ed animali
4. atti pornografici correlati ad escrementi umani
Forum nelle Chat su Internet
Molti utenti di Internet sono affascinati dai forum delle chat dove si incontrano persone, con cui si può parlare di argomenti personali nel massimo anonimato. Alcuni in chat trovano una persona che li ascolta e li comprende; nascono così rapidamente dei legami. Alcuni credono di avere trovato un’amicizia profonda, anche se non conoscono realmente il loro interlocutore; infatti quest’ultimo si descrive in maniera completamente diversa da come è in realtà.
Cyberdipendenza, pornomania, sessodipendenza
Molti finiscono in balia della Rete e dei suoi contenuti allettanti. Dai sondaggi inglesi risulta che Internet, negli uomini, provoca una dipendenza dal sesso. Le donne di solito sono più attratte dalle chat. La maggior parte delle persone riescono a cavarsela. In altri desta un forte interesse nel consumo della pornografia, del cybersesso, dei forum delle chat. Col tempo diventa noioso e rivolgono il proprio interesse nuovamente alle altre cose. Una minoranza di gente viene attratta da immagini sessuali presenti in Internet. Tali persone diventano dei maniaci sviluppando una forte dipendenza da Internet e dal cybersesso; cercano, come spinte, sempre di più il porno ed immagini di sesso estremo. Si interessano improvvisamente ad immagini che sono vietate dalla legge (ad esempio immagini pornografiche di violenza). Oppure si fanno assorbire completamente dal chattare come se si trovassero in un mondo alternativo. Incominciano dunque a superare i limiti del consentito. Gli uomini accedono alle chat degli infanti, li molestano e li tartassano di domande sulla loro sessualità, cercano adolescenti che vogliono fare nuove esperienze, chiedono della loro sessualità, vogliono fare sesso virtuale, eventualmente con la web cam.
Come nasce la dipendenza?
La cyberdipendenza e la mania per la pornografia si sviluppa lentamente. Prima ci si trova in una fase di pericolo. Qui Internet esercita un grosso potere. Chattare rende felice e desiderabile, oppure si va alla ricerca di pagine pornografiche e si tenta di accedere a tutte le possibili varianti del cybersesso. In questa fase costoro riescono ancora a tenere sotto controllo, più o meno, il proprio comportamento. Nella fase critica invece si evidenzia chiaramente la costrizione. Per costoro diviene sempre più difficile staccarsi da Internet. Trascorrono tanto tempo a navigare in Internet e spendono quindi anche dei soldi. Nella fase cronica costoro sono fortemente dipendenti. Il comportamento maniacale determina la loro vita. La persona in questione si sente vivo solo quando naviga in Internet, cerca tutta la notte immagini pornografiche, si trova quasi permanentemente in chat. Le persone sentono che i rapporti in Rete sono più importanti di quelli stretti nel mondo reale. Il cybersesso in tutte le sue forme diviene un’espressione essenziale della propria vita sessuale.Le seguenti caratteristiche si evidenziano in tutte e tre le fasi della cyberdipendenza e della pornomania. S'intensificano di fase in fase fino a diventare alla fine una sola.
I contenuti sessuali in Internet esercitano un forte fascino.
Si visitano le pagine di sesso in Internet oppure in chat e spesso il tempo trascorso è maggiore di quanto si vuole in realtà.
Si controlla questo consumo di sesso in Internet: si desidera smettere, essere meno presente, ma non ci si riesce.
Si diventa irritabili e nervosi, anche quando uno ha deciso di smetterla. Non appena si naviga in Rete, ritorna la calma e l'appagamento.
Il cybersesso diventa una soluzione per sbarazzarsi di brutte sensazioni o problemi. Ci si sente meglio, meno depressi, le paure della vita scompaiono.
Si naviga in Internet per ore notte e giorno alla ricerca di esperienze sessuali più intense oppure più rischiose.
Si cela questa attività alle persone intime, alla famiglia, ad un terapeuta. Ci si nasconde dietro menzogne quali: “non navigo così tanto“, “non mi dice niente, voglio solo dare un’occhiata in giro“.
Si superano i limiti: si diventa aggressivi con il partner in chat che tenta di spingervi a compiere fantasie sessuali, vuole fare del cybersesso con la videocamera. Oppure non disprezza il fatto di mettersi alla ricerca di immagini pedopornografiche oppure di violenze carnali. Si ha bisogno sempre di maggiori stimoli anche quando questi sono vietati.
Il rapporto con il partner entra in crisi, sul posto di lavoro vi interessa il cybersesso, venite avvertiti, perdete persino eventualmente il posto di lavoro.
Per colpa di Internet la vostra vita è completamente sconvolta. Questa mania vi provoca anche dei problemi economici.
Sono dipendente? Ho un problema?
Eseguite il seguente test! Riflettete sul risultato onestamente e facendo autocritica! Come avviene per ogni mania e dipendenza, l’inizio a dipendere da Internet e dalla pornomania avviene in maniera onesta. Il maniaco ammette di avere un problema e riconosce di avere bisogno di un aiuto.Test: cyberdipendenza, pornomania e sessodipendenza, sono a rischio? »»Se rispondete con Sì alla maggior parte delle seguenti domande, siete ad alto rischio di dipendenza: cyberdipendenza, pornomania e sessodipendenza. Potete comunque fare qualcosa, non ignorando il vostro problema e rivolgendovi a qualcuno che vi aiuti. Un buon terapeuta sa indicarvi come riprendervi in mano la vostra vita. In questo modo la vostra vita sarà più appagata.
Cosa posso fare contro la mia dipendenza?
Se avete problemi riguardo alla cyberdipendenza oppure alla pornomania, avete bisogno di un’assistenza specifica. Se tendete fortemente alla pornografia fino al limite della legalità, avete bisogno di un consulente e terapeuta specifico. Rivolgetevi ad un ufficio di consulenza competente, ad un apposito psicoterapeuta oppure ad uno psichiatra. Ci sono diversi uffici che sono a vostra disposizione per aiutarvi a debellare questa mania. »»Se avete già avuto a che fare con la pedopornografia ed altre forme di pornografia perseguibili, avete già violato la legge. Tempismo per smettere e richiedere un’adeguata assistenza! Agite ora! Per molti infatti è la prima denuncia ufficiale che chiarisce le idee: così non si può andare avanti! Non aspettare finché sei in tempo! Imparate ad autocontrollarvi e non solo per un breve periodo di tempo. Vedrete che funzionerà, anche se ve ne viene di nuovo “voglia”. I prossimi passi: Sistemare il computer in un luogo sorvegliato Rivolgetevi subito ad un terapeuta specialista »»
Consumo pornografico
Ci sono persone che per molte ragioni detestano la pornografia. Altri si sentono estremamente attratti da tali immagini, in maniera incessante. Il codice penale svizzero non condanna il consumo della pornografia. E’ consentito osservare e scaricare le immagini e i video anche quando questi mostrano ogni tipo di sesso, in ogni dettaglio.
Il codice penale svizzero vieta la pornografia solo in quattro casi:
1. pedopornografia
2. immagini pornografiche con azioni violente
3. sesso tra persone ed animali
4. atti pornografici correlati ad escrementi umani
Forum nelle Chat su Internet
Molti utenti di Internet sono affascinati dai forum delle chat dove si incontrano persone, con cui si può parlare di argomenti personali nel massimo anonimato. Alcuni in chat trovano una persona che li ascolta e li comprende; nascono così rapidamente dei legami. Alcuni credono di avere trovato un’amicizia profonda, anche se non conoscono realmente il loro interlocutore; infatti quest’ultimo si descrive in maniera completamente diversa da come è in realtà.
Cyberdipendenza, pornomania, sessodipendenza
Molti finiscono in balia della Rete e dei suoi contenuti allettanti. Dai sondaggi inglesi risulta che Internet, negli uomini, provoca una dipendenza dal sesso. Le donne di solito sono più attratte dalle chat. La maggior parte delle persone riescono a cavarsela. In altri desta un forte interesse nel consumo della pornografia, del cybersesso, dei forum delle chat. Col tempo diventa noioso e rivolgono il proprio interesse nuovamente alle altre cose. Una minoranza di gente viene attratta da immagini sessuali presenti in Internet. Tali persone diventano dei maniaci sviluppando una forte dipendenza da Internet e dal cybersesso; cercano, come spinte, sempre di più il porno ed immagini di sesso estremo. Si interessano improvvisamente ad immagini che sono vietate dalla legge (ad esempio immagini pornografiche di violenza). Oppure si fanno assorbire completamente dal chattare come se si trovassero in un mondo alternativo. Incominciano dunque a superare i limiti del consentito. Gli uomini accedono alle chat degli infanti, li molestano e li tartassano di domande sulla loro sessualità, cercano adolescenti che vogliono fare nuove esperienze, chiedono della loro sessualità, vogliono fare sesso virtuale, eventualmente con la web cam.
Come nasce la dipendenza?
La cyberdipendenza e la mania per la pornografia si sviluppa lentamente. Prima ci si trova in una fase di pericolo. Qui Internet esercita un grosso potere. Chattare rende felice e desiderabile, oppure si va alla ricerca di pagine pornografiche e si tenta di accedere a tutte le possibili varianti del cybersesso. In questa fase costoro riescono ancora a tenere sotto controllo, più o meno, il proprio comportamento. Nella fase critica invece si evidenzia chiaramente la costrizione. Per costoro diviene sempre più difficile staccarsi da Internet. Trascorrono tanto tempo a navigare in Internet e spendono quindi anche dei soldi. Nella fase cronica costoro sono fortemente dipendenti. Il comportamento maniacale determina la loro vita. La persona in questione si sente vivo solo quando naviga in Internet, cerca tutta la notte immagini pornografiche, si trova quasi permanentemente in chat. Le persone sentono che i rapporti in Rete sono più importanti di quelli stretti nel mondo reale. Il cybersesso in tutte le sue forme diviene un’espressione essenziale della propria vita sessuale.Le seguenti caratteristiche si evidenziano in tutte e tre le fasi della cyberdipendenza e della pornomania. S'intensificano di fase in fase fino a diventare alla fine una sola.
I contenuti sessuali in Internet esercitano un forte fascino.
Si visitano le pagine di sesso in Internet oppure in chat e spesso il tempo trascorso è maggiore di quanto si vuole in realtà.
Si controlla questo consumo di sesso in Internet: si desidera smettere, essere meno presente, ma non ci si riesce.
Si diventa irritabili e nervosi, anche quando uno ha deciso di smetterla. Non appena si naviga in Rete, ritorna la calma e l'appagamento.
Il cybersesso diventa una soluzione per sbarazzarsi di brutte sensazioni o problemi. Ci si sente meglio, meno depressi, le paure della vita scompaiono.
Si naviga in Internet per ore notte e giorno alla ricerca di esperienze sessuali più intense oppure più rischiose.
Si cela questa attività alle persone intime, alla famiglia, ad un terapeuta. Ci si nasconde dietro menzogne quali: “non navigo così tanto“, “non mi dice niente, voglio solo dare un’occhiata in giro“.
Si superano i limiti: si diventa aggressivi con il partner in chat che tenta di spingervi a compiere fantasie sessuali, vuole fare del cybersesso con la videocamera. Oppure non disprezza il fatto di mettersi alla ricerca di immagini pedopornografiche oppure di violenze carnali. Si ha bisogno sempre di maggiori stimoli anche quando questi sono vietati.
Il rapporto con il partner entra in crisi, sul posto di lavoro vi interessa il cybersesso, venite avvertiti, perdete persino eventualmente il posto di lavoro.
Per colpa di Internet la vostra vita è completamente sconvolta. Questa mania vi provoca anche dei problemi economici.
Sono dipendente? Ho un problema?
Eseguite il seguente test! Riflettete sul risultato onestamente e facendo autocritica! Come avviene per ogni mania e dipendenza, l’inizio a dipendere da Internet e dalla pornomania avviene in maniera onesta. Il maniaco ammette di avere un problema e riconosce di avere bisogno di un aiuto.Test: cyberdipendenza, pornomania e sessodipendenza, sono a rischio? »»Se rispondete con Sì alla maggior parte delle seguenti domande, siete ad alto rischio di dipendenza: cyberdipendenza, pornomania e sessodipendenza. Potete comunque fare qualcosa, non ignorando il vostro problema e rivolgendovi a qualcuno che vi aiuti. Un buon terapeuta sa indicarvi come riprendervi in mano la vostra vita. In questo modo la vostra vita sarà più appagata.
Cosa posso fare contro la mia dipendenza?
Se avete problemi riguardo alla cyberdipendenza oppure alla pornomania, avete bisogno di un’assistenza specifica. Se tendete fortemente alla pornografia fino al limite della legalità, avete bisogno di un consulente e terapeuta specifico. Rivolgetevi ad un ufficio di consulenza competente, ad un apposito psicoterapeuta oppure ad uno psichiatra. Ci sono diversi uffici che sono a vostra disposizione per aiutarvi a debellare questa mania. »»Se avete già avuto a che fare con la pedopornografia ed altre forme di pornografia perseguibili, avete già violato la legge. Tempismo per smettere e richiedere un’adeguata assistenza! Agite ora! Per molti infatti è la prima denuncia ufficiale che chiarisce le idee: così non si può andare avanti! Non aspettare finché sei in tempo! Imparate ad autocontrollarvi e non solo per un breve periodo di tempo. Vedrete che funzionerà, anche se ve ne viene di nuovo “voglia”. I prossimi passi: Sistemare il computer in un luogo sorvegliato Rivolgetevi subito ad un terapeuta specialista »»
sabato 3 maggio 2008
PEDOFILIA: ANCORA ABUSI NEL MERCATO DOVE 'VENDEVANO' BIMBI
(ANSA) - PALERMO, 30 APR - Il giro di abusi sessuali di cui
sono state vittime tre fratellini minorenni ha avuto come
scenario il popolare mercato di Ballaro', dove dieci anni fa la
polizia scopri' che con poche migliaia di vecchie lire, i
bambini erano costretti a fare i protagonisti di video a ''luci
rosse''.
Adesso, nella stessa zona, si scopre che una mamma avrebbe
messo a disposizione i propri figli per ''giochi sessuali'' da
fare con un'altra coppia e un diciassettenne. La donna, i
coniugi e il minorenne sono stati arrestati.
''Tutto e' piu' difficile quando il responsabile degli abusi
e' inserito nello stesso contesto familiare della vittima'',
spiega il sostituto procuratore Alessia Sinatra, che da anni si
occupa di violenze sui minorenni.
Dieci anni fa i bambini venivano ''abusati'' nel retrobottega
di una tabaccheria del centro storico della citta'. Allora
l'indagine scatto' in seguito alle testimonianze raccolte presso
alcuni operatori sociali del quartiere che avevano notato
manifestazioni di disagio di una cinquantina di minorenni del
rione. Prelevati all'alba dalle loro abitazioni i bambini, tutti
di eta' compresa tra gli 8 e i 14 anni, confermarono agli agenti
e agli psicologi di essere stati costretti a compiere
''prestazioni proibite'' davanti alle telecamere da parte di
sfruttatori senza scrupoli tra i quali comparivano anche alcuni
parenti delle piccole vittime. Gli investigatori ipotizzarono l'
esistenza a Palermo di un serbatoio di ''carne umana'' destinato
ad un mercato nazionale di materiale pedopornografico.
L' indagine, coordinata allora da un altro magistrato donna,
il pm Marzia Sabella, sfocio' nel rinvio a giudizio di 11
persone e successivamente in pesanti sentenze di condanna,
nonostante il clima di intimidazione che accompagno il processo.
Numerosi minorenni, infatti, ritrattarono in aula le accuse,
probabilmente in seguito alle pressioni nei loro confronti e sui
familiari.(ANSA).
30 aprile 2008
sono state vittime tre fratellini minorenni ha avuto come
scenario il popolare mercato di Ballaro', dove dieci anni fa la
polizia scopri' che con poche migliaia di vecchie lire, i
bambini erano costretti a fare i protagonisti di video a ''luci
rosse''.
Adesso, nella stessa zona, si scopre che una mamma avrebbe
messo a disposizione i propri figli per ''giochi sessuali'' da
fare con un'altra coppia e un diciassettenne. La donna, i
coniugi e il minorenne sono stati arrestati.
''Tutto e' piu' difficile quando il responsabile degli abusi
e' inserito nello stesso contesto familiare della vittima'',
spiega il sostituto procuratore Alessia Sinatra, che da anni si
occupa di violenze sui minorenni.
Dieci anni fa i bambini venivano ''abusati'' nel retrobottega
di una tabaccheria del centro storico della citta'. Allora
l'indagine scatto' in seguito alle testimonianze raccolte presso
alcuni operatori sociali del quartiere che avevano notato
manifestazioni di disagio di una cinquantina di minorenni del
rione. Prelevati all'alba dalle loro abitazioni i bambini, tutti
di eta' compresa tra gli 8 e i 14 anni, confermarono agli agenti
e agli psicologi di essere stati costretti a compiere
''prestazioni proibite'' davanti alle telecamere da parte di
sfruttatori senza scrupoli tra i quali comparivano anche alcuni
parenti delle piccole vittime. Gli investigatori ipotizzarono l'
esistenza a Palermo di un serbatoio di ''carne umana'' destinato
ad un mercato nazionale di materiale pedopornografico.
L' indagine, coordinata allora da un altro magistrato donna,
il pm Marzia Sabella, sfocio' nel rinvio a giudizio di 11
persone e successivamente in pesanti sentenze di condanna,
nonostante il clima di intimidazione che accompagno il processo.
Numerosi minorenni, infatti, ritrattarono in aula le accuse,
probabilmente in seguito alle pressioni nei loro confronti e sui
familiari.(ANSA).
30 aprile 2008
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