Una richiesta di ricusazione del gup di Terni, Pierlugi Panariello, e' stata avanzata dal collegio difensivo (avvocati Filippo Dinacci e Lanfranco Frezza), del fondatore della Comunita' Incontro don Pierino Gelmini. A carico del sacerdote e' in corso un procedimento per molesie ed abusi sessuali, dei quali sarebbero state vittime 10 ospiti della comunita', che sta vivendo la fase preliminare. Nell'ultima udienza del 30 ottobre scorso il giudice ha ammesso l'istanza avanzata dal PM di incidente probatorio per sentire i denuncianti, fissando per lo svolgimento l'udienza del 4 dicembre. In relazione alle deposizioni di Michele Iacobbe e Giovanni Preziuso, nell'istanza di ricusazione si rileva che il gup consideri pacifico che questi giovani siano stati indotti a ritrattare le accuse in cambio di denaro, circostanza che, secondo i legali, presuppone che il giudice ritenga attendibili le dichiarazioni, anticipando, secondo una logica allo stato inopportuna, il giudizio di merito per la responsabilita' degli imputati. Contro tale decisione si e' mobilitata anche la difesa di Giampaolo Nicolasi (avvocato Manlio Morcella), collaboratore del sacerdote, accusato di favoreggiamento, al pari di un altro collega e della madre di uno degli accusatori.
(04 novembre 2008)
martedì 4 novembre 2008
Condannato per pedofilia, il Tribunale Federale annulla la sentenza

LOSANNA - Il Tribunale federale ha annullato la condanna a otto anni e mezzo di reclusione inflitta lo scorso marzo ad un pedofilo a Ginevra. L´uomo, sposato e padre di tre figli, era accusato di aver molestato sessualmente sette bambine dai 4 ai 7 anni, di cui le proprie figlie.
Riservata in linea di massima ai reati più gravi, la pena inflitta dalla magistratura ginevrina è "troppo pesante", ritiene il TF. Essa non tiene peraltro conto di eventuali circostanze attenuanti, quali l´assenza di antecedenti giudiziari, la confessione dell´imputato e di una responsabilità parzialmente scemata a causa di un lieve handicap fisico.
Accogliendo un ricorso dell´uomo, i giudici federali hanno invitato la Corte di cassazione a riesaminare il caso. Condannato ad una pena supplementare di 18 mesi di carcere per altri reati pedofili, il ginevrino avrebbe dovuto scontare dieci anni.
ATS
lunedì 3 novembre 2008
CHIESA E PEDOFILIA:ABUSI SU 24 BAMBINI MA PER IL FRATE CAPPUCCINO DUE SONO PRESCRITTI

Incredibile il caso che vede protagonista un frate cappuccino di 68 anni accusato di aver regolarmente abusato di ragazzini per 35 anni. Il numero di ragazzini dai 9 ai 14 anni di cui avrebbe abusato è di 24, ma lui sostiene che due casi sono caduti in prescrizione. Mi domando se, in cuor suo, il frate pensi che faccia una grande differenza aver abusato di 24 bambini o di 22.
Preti pedofili in diocesi Friburgo, Losanna, Ginevra
3, Novembre 2008 Fra i sacerdoti della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo indagati per abusi sessuali è stato smascherato un “predatore” di bimbi: il frate cappuccino di cui si era già parlato agli inizi dell’anno è sospettato di aver abusato di 24 fanciulli sull’arco di almeno 35 anni. Lo ha indicato oggi la giudice istruttrice friburghese Yvonne Gendre. Il caso di un altro prete è stato trasmesso alla magistratura neocastellana.
Un predatore di bimbi fra i sacerdoti La giudice ha reso conto stamani delle investigazioni avviate inizio estate sulla base di una “lista di sospetti” ricevuta dalle mani di un parroco attivo nel canton Vaud. Cinque indagini preliminari sono state avviate contro altrettanti sacerdoti. Due essendo deceduti, l’operato della giustizia si è concentrato sugli altri tre. Uno dei religiosi è stato scagionato e l’inchiesta che lo riguardava è stata archiviata.
Il caso più grave è rappresentato dal frate cappuccino di 68 anni, sul quale agli inizi dell’anno la magistratura francese aveva aperto un’inchiesta. L’uomo “ha agito in tutta impunità per più di 35 anni”. Quando la giudice ha ricevuto il fascicolo riunito dalla diocesi, esso conteneva già i nomi di otto vittime, fra le quali il nipote dell’ecclesiastico. Dopo l’interrogatorio dell’interessato, il loro numero è salito a 22. L’apposita commissione della diocesi ha poi annunciato due vittime supplementari.
Il frate contesta due casi, che sarebbero ormai caduti in prescrizione. Gli abusi sono stati commessi in svariati cantoni e in Francia. È tuttavia in questo paese che sono stati commessi i fatti non ancora coperti dalla prescrizione: l’ultimo risale al 1995, mentre il nipote è stato molestato nel 1992. La giudice friburghese ha già contattato un collega di Grenoble, cui saranno trasmessi i risultati dell’inchiesta. Il religioso potrebbe essere giudicato in Francia o nel cantone - il cui nome è stato taciuto - dove risiede attualmente.
Le vittime dell’ecclesiastico erano tutti ragazzini dai 9 ai 14 anni “particolarmente vulnerabili”, ha dichiarato la giudice. Tre di loro erano handicappati. I primi abusi sono incominciati nel 1958 quando il religioso studiava in un convitto in Vallese. L’ecclesiastico era poi stato implicato in casi di pedofilia in Svizzera tra il 1968 e il 1972. Nel 1989 aveva lasciato il paese per la Francia. Nel 2002, la diocesi, venuta a conoscenza della situazione, aveva allertato la curia di Grenoble della pericolosità dell’uomo. Dopo essere stato trasferito a Lione, il frate era rientrato in Svizzera nel 2005.
(ats)
Svizzera/Cappuccino pedofilo: niente abusi nel Giura, trasferito a Zurigo
8, Febbraio, 2008
Il cappuccino sospettato nel Giura di pedofilia non ha commesso abusi nel cantone: il procuratore generale Yves Maître ha annunciato oggi di aver dunque archiviato il caso. Il religioso ha nel frattempo lasciato Delémont per raggiungere una comunità di cappuccini nei pressi di Zurigo.L’inchiesta di polizia ha permesso di accertare che il convento di Montcroix dove risiedeva il religioso non aveva accesso ad internet e che quest’ultimo non era in possesso di materiale a carattere pedofilo, ha precisato il procuratore.Il 67enne cappuccino era stato oggetto di attenzione da parte della stampa svizzera nelle scorse settimane in seguito a un’indagine avviata contro di lui in Francia. Nicolas Betticher, portavoce e, dal primo gennaio, anche vicario generale giudiziario della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo aveva fatto pubblicamente ammenda a nome della gerarchia ecclesiastica ammettendo persino una sua “complicità” nella recidiva del frate, per non essere intervenuta con decisione.La curia friburghese sapeva infatti dal 1989 almeno che il frate aveva abusato di un ragazzo, ma non aveva denunciato il fatto alla giustizia civile, preferendo lasciar trasferire il molestatore in Francia, dove era ricaduto una volta almeno nello stesso reato. Il religioso era tornato in Svizzera nel 2005 e si era stabilito nel convento di Montcroix a Delémont.
Artcoli correlati: Pedofilia, prete svizzero:"Sono recidivo"
domenica 2 novembre 2008
INDONESIA: PEDOFILO SVIZZERO APPARTENENTE A SETTA ARRESTATO DOPO 11 ANNI DI LATITANZA
Berna-Giakarta, 2 nov.- (Adnkronos/Ats) - E' finita a Bali la lunga latitanza, 11 anni, di un svizzero di 44 anni, ricercato dall'Interpol su mandato di cattura spiccato dalle autorita' francesi per abusi su una tredicenne. La notizia, resa nota dalla ''SonntagsZeitung'', e' stata confermata all'agenzia di stampa elvetica Ats dalla portavoce del Dipartimento federale degli Affari Esteri, Nadine Olivieri. All'uomo e' garantita la protezione consolare. Lo svizzero era stato codannato nel 1997 da una corte di Parigi a quattro anni di reclusione. Era ricercato a livello internazionale finche' il 16 settembre scorso e' stato fermato in Indonesia. Da allora e' in carcere preventivo. Stando al ''Jakarta Post'', su due fotocamere digitali sono state trovate foto di bambini nudi, possibili vittime dell'uomo. Le autorita' sospettano che l'interessato faccia parte di una rete internazionale di pedofili. L'uomo e' colpito da un mandato di estradizione internazionale emesso dalla Francia, ma potrebbe anche essere processato in Indonesia, dal momento che avrebbe abusato di una minorenne balinese. Tale ipotesi e' al vaglio degli inquirenti locali. Stando alla ''SonntagsZeitung'', la persona arrestata e' il figlio del fondatore della setta ''istinctothe'rapie'' che propugnava tra l'altro contatti sessuali tra adulti e bambini. Burger e' stato condannato nel 2001 in Francia a 15 anni di prigione per reati sessuali su minori. Anche il figlio del guru sarebbe stato vittime di abusi sessuali.
(Res/Zn/Adnkronos)
02-NOV-08 15:35
(Res/Zn/Adnkronos)
02-NOV-08 15:35
sabato 1 novembre 2008
PEDOFILIA: DON MARCO DESSI' CONDANNATO ANCHE IN APPELLO

Padre Dessì condannato a 8 anni
Ecco cosa si diceva nel 2003 di don Marco
di Lucio Salis
La condanna, in Corte d’Appello, di padre Marco Dessì a 8 anni di carcere per pedofilia significa il crollo di un mito. Sia pure concedendogli un significativo sconto rispetto alla sentenza di primo grado (12 anni), i giudici di Bologna hanno certificato che il sacerdote di Villamassargia si è macchiato del più odioso dei reati: ha approfittato degli orfani, affamati, di un paese (il Nicaragua) dilaniato dalla guerra civile.Grazie ai benefici di legge, padre Marco (così tutti lo chiamavano familiarmente) forse fra un paio d’anni potrà godere dei primi scampoli di libertà, ma non conquisterà più la stima, l’affetto che migliaia di persone gli tributavano in tutta la Sardegna. Le stesse che durante le prime fasi dell’inchiesta giudiziaria non volevano riconoscere in questa figura di religioso votato al bene degli umili, considerato dalla devozione popolare quasi in odore di santità, l’autore degli atti ignobili rivelati, fra le lacrime, dagli orfani dell’Hogar del Nino di Chinandega. Gente di ogni ceto sociale, che si era prodigata per organizzare collette, concerti, convegni con l’entusiasmo ingenuo di chi mette il proprio cuore in una buona causa. E ora deve arrendersi di fronte alla realtà di una sentenza che cancella ogni dubbio.
La condanna, in Corte d’Appello, di padre Marco Dessì a 8 anni di carcere per pedofilia significa il crollo di un mito. Sia pure concedendogli un significativo sconto rispetto alla sentenza di primo grado (12 anni), i giudici di Bologna hanno certificato che il sacerdote di Villamassargia si è macchiato del più odioso dei reati: ha approfittato degli orfani, affamati, di un paese (il Nicaragua) dilaniato dalla guerra civile.Grazie ai benefici di legge, padre Marco (così tutti lo chiamavano familiarmente) forse fra un paio d’anni potrà godere dei primi scampoli di libertà, ma non conquisterà più la stima, l’affetto che migliaia di persone gli tributavano in tutta la Sardegna. Le stesse che durante le prime fasi dell’inchiesta giudiziaria non volevano riconoscere in questa figura di religioso votato al bene degli umili, considerato dalla devozione popolare quasi in odore di santità, l’autore degli atti ignobili rivelati, fra le lacrime, dagli orfani dell’Hogar del Nino di Chinandega. Gente di ogni ceto sociale, che si era prodigata per organizzare collette, concerti, convegni con l’entusiasmo ingenuo di chi mette il proprio cuore in una buona causa. E ora deve arrendersi di fronte alla realtà di una sentenza che cancella ogni dubbio.
Unione Sarda di Lucio Salis 1 Novembre 2008
Ed ecco cosa si diceva nel 2003 di don Marco Dessì:
Il coro dei bambini salvati dalla stradaCavriago, spettacolo in aiuto all'opera di padre Dessi in Nicaragua
Giovedì alla Multisala con Paolo Belli e Chicco Salimbeni
f.d.CAVRIAGO. Bambini strappati dalle strade e dalle discariche, molti di loro sono orfani, alcuni sono anche non vedenti. E' stato padre Marco Dessi, un dinamico sacerdote sardo, a fondare ed animare, da circa vent'anni, la missione cattolica di Betania, a Chinandega, in Nicaragua. Ha costruito una chiesa, un seminario, un oratorio. E poi una casa per non vedenti e una scuola professionale. Ma anche un coro di bambini che, giovedì prossimo, si esibirà alla Multisala.Già ieri mattina, i bambini del coro «Getsemani» - che presenta anche uno spettacolo di balli tradizionali nicaraguensi - si sono esibiti in diretta televisiva durante la trasmissione Uno Mattina, e in questi giorni si esibiscono a Roma. Il coro dei bambini di Chinandega è arrivato in Italia grazie al sostegno di «Rock No War», l'associazione che raccoglie molti esponenti del mondo dello spettacolo, che ha visot particolarmente impegnato in questa operazione l'attore Chicco Salimbeni, reduce da un viaggio in Nicaragua, dove ha conosciuto la realtà dei bambini che vivono in condizioni disperate e che, solo attraverso iniziative come quella di padre Marco Dessi, vengono strappati alla strada e ad un mondo fatto di violenza e di povertà.Proprio tra le iniziative di padre Marco Dessi per aiutare i «ninos de rua» nicaraguensi, nella missione «Betania» è nato anche il coro Getsemani che si esibirà giovedì 9 gennaio nella Sala rossa del Cinema Teatro Novecento
Processo a Don Pierino Gelmini, testimoni sentiti in incidente probatorio

Il Gup ha disposto l'incidente probatorio per sentire dieci accusatori
Il Gup di Terni ha deciso di disporre l'incidente probatorio per sentire 10 accusatori di don Pierino Gelmini nel corso del processo con il rito abbreviato chiesto da Gianpaolo Nicolasi e Pierluigi La Rocca, due collaboratori del sacerdote accusati di favoreggiamento. La decisione è stata criticata da uno dei loro difensori, che ha detto di stare valutando se presentare ricorso in Cassazione.Per il 4 dicembre è stata fissata la deposizione di Michele Iacobbe, uno dei principali accusatori di don Pierino, e il confronto con Riccardo Bonetta, al quale l'ex ospite della Comunità Incontro avrebbe raccontato di aver inventato le accuse nei confronti del sacerdote.
Tam Tam 1 novembre 2008
Don Gelmini, per pm accusatori a rischio:vanno sentiti. La difesa porta testimonianze e dvd
TERNI (9 ottobre) - Ha fatto riferimento a un possibile rischio che gli accusatori di don Pierino Gelmini possano essere indotti a ritrattare le loro affermazioni in cambio di denaro il pm di Terni Barbara Mazzullo che oggi ha chiesto al gip di Terni di sentire i giovani con la formula dell'incidente probatorio. Il giudice si è riservato di decidere. In particolare il pubblico ministero si è soffermata sulla presunta ritrattazione di uno dei principali accusatori del fondatore della Comunità Incontro e a uno scambio di lettere, risalente al 2006, con un altro degli ex ospiti coinvolti nella vicenda. Secondo il magistrato, inoltre, le intercettazioni eseguite nel corso dell'inchiesta confermerebbero i rischi per i testimoni.La difesa:no a incidente probatorio Alla richiesta di incidente probatorio si sono opposti i difensori di don Gelmini secondo i quali il rischio prospettato non è più attuale, riferendosi a presunti episodi precedenti la richiesta di rinvio a giudizio. L'avvocato Manlio Morcella ha inoltre evidenziato che le intercettazioni sono state dichiarate inutilizzabili dal gip per i due collaboratori del sacerdote. La prossima udienza è stata rinviata al 30 ottobre durante la quale il gip di Terni Pierluigi Panariello comunicherà la sua decisione. Dvd e testimonianze per la memoria difensiva I legali della difesa hanno depositato una memoria con una trentina di testimoni a discarico di don Pierino Gelmini, ma anche due dvd con le immagini di due dei principali accusatori del sacerdote che parlano di lui come di una persona in grado di fare del bene sono stati prodotti oggi al gip di Terni dai difensori del fondatore della Comunità Incontro. Gli avvocati della difesa hanno anche presentato le immagini di due dei principali accusatori che, nel pieno della vicenda giudiziaria, esprimono parole di apprezzamento nei confronti del religioso. In un intervento presso la Comunità Incontro e in una intervista a una televisione privata. I difensori di don Gelmini hanno anche fornito al giudice alcuni bigliettini con messaggi di affetto indirizzati da diverse persone, tra cui diversi ospiti della Comunità, al loro assistito. «Tu sei la mia guida» c'è scritto in uno di questi.
Il Messaggero 9 ottobre 200830 ottobre 2008 Don Gelmini torna in aula
Dal Bog di Marco Salvia, riporto questo articolo del Ottobre 30, 2008 Blog, Caso Gelmini
No, non smetterò di parlare di questa storia anche se oramai il silenzio che è andato crescendo dal agosto 2007 è diventato tombale. So che non smetterano anche quelli che sanno la verità e che hanno cercato di farla conoscere. Tutti i blog che hanno combattuto con le vittime. Ora che la nostra voce va diventando sempre meno ascoltabile, persa tra silenzi e rumori di fondo sempre più forti, si deve insistere.
Il 30 ottobre 2008 in aula a terni il p.m Barbara Mazzullo saprà insieme a tutti noi se la richiesta di incidente probatorio al Gup è stata ascoltata, in caso contrario arriveremo con un dibattito in aula viziato da un più che probabile tentativo di corruzione dei testimoni.
Cercano di logorare la pazienza e indurre all’oblio l’opinione pubblica. In questo hanno gioco facile.
Con noi non succederà e siamo di più di quelli che crediamo essere, forse dovremmo contarci.
Certo, probabilmente la fiction di canale 5 sul prete pedofilo e spretato andrà avanti, ed in tempi non sospetti i nostri nipoti lo santificheranno ancora, mentiranno ancora su di lui e l’urlo in aula : “Don Gelmini non è il salvatore: è un mostro…E’ un mostro”: rivolto ai giornalisti da Michele Iacobbe, uno dei grandi accusatori di Don , non fara mai parte della sceneggiatura.
Ma fino a che tutte le tracce di verità vengano eliminate completamente almeno dal web, ci vorrà molto tempo e chi vorrà sapere come sono andate veramente le cose, avrà ancora per un po’ presumibilmente la possibilità di farlo.
Del resto che la storia la fanno i vincitori non è una frase fatta.
In questo processo la grande vittoria è gia qui poi, è il silenzio.
P.S. Voglio esprimere qui tutta la mia solidarietà comunque al P. M. Barbara Mazzullo e agli investigatori della questura di Terni in particolare alla dottoressa A. M.
Il caso che hanno tra le mani è uno dei più delicati e occulti casi politici degli ultimi anni, loro lo sanno bene. E anche noi.
Buon lavoro.
Marco Salvia
Pedofilia: INDAGATO PARROCO DELLA CHIESA DI FIUMICINO

Nel mirino il sacerdote della chiesa di Fiumicino, trasferito nel 2005 in Spagna
Pedofilia, parroco indagato
Avrebbe abusato di almeno quattro minorenni nella sua abitazione parrocchiale. Perciò è stato iscritto sul registro degli indagati J. P.V. già parroco della parrocchia di Nostra Signora di Fatima ad Aranova, comune di Fiumicino, fino al novembre 2005.
Violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico i reati contestati al prete dal pm Francesco Scavo, che già in passato si è occupato di casi analoghi. Questa inchiesta, infatti, ha preso spunto da alcune segnalazioni ricevute dagli investigatori nel corso delle indagini su un altro prete, don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima a Selva Candida. Accusato di violenza sessuale continuata e aggravata per aver ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l'altro, nell'oratorio e ai campeggi estivi, il sacerdote nel giugno scorso per queste contestazioni fu anche arrestato. Don Ruggero dovrebbe essere sentito la prossima settimana dal magistrato, che poi dovrebbe procedere a chiudere le indagini nei suoi confronti. Recente invece l'iscrizione nel registro degli indagati del 48enne, cui si contesta di aver abusato di almeno quattro ragazzini che all'epoca avevano circa 11 anni e che adesso ne hanno circa 14. I fatti si sarebbero svolti in un arco temporale ancora da definire, ma che comunque si conclude nel novembre del 2005, quando il parroco venne trasferito in Spagna dal vescovo Gino Reali. I ragazzi avrebbero raccontato i dettagli di quegli incontri con il sacerdote. Oltre a questi c'è un altro ragazzo, oggi diciottene, che sarebbe stato oggetto delle attenzioni del prete quando aveva 14 anni. Sentito dagli investigatori, il giovane, cui sono state sequestrate alcune missive invitagli dal prete, avrebbe negato di aver avuto rapporti intimi. Circa due settimane fa è stato sequestrato un computer in una casa vicino ad Aranova, dove il prete è ospitato quando torna in Italia. L'apparecchio è ora all'attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo. Su entrambi i casi di presunta pedofilia il magistrato potrebbe sentire monsignor Reali: entrambe le parrocchie guidate dai due sacerdoti indagati rientravano nella diocesi di sua competenza.
1 novembre 2008 ADNKRONOS
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