Melaragni è credibile: ai domiciliari
Il gip accoglie la tesi della difesa. «Ha ucciso per errore, ci sono tutti i riscontri»
Svolta decisiva per l’omicidio di Capodimonte. Omicidio che risulta collegato a un drammatico episodio di violenza subìto dallo sparatore alcuni mesi fa: una “punizione” per aver sfidato una banda di romeni, con la quale era entrato in conflitto dopo aver avviato una relazione con una loro connazionale che faceva l’entraneuse.Il giudice per le indagini preliminari ha creduto a quanto Settimio Melaragni ha sostenuto da subito, dopo aver ucciso con la sua pistola Daniela Nicoleta Hatmanu: «Avevo paura che qualcuno fosse entrato ancora in casa, è stato un tragico errore». E così ieri, dopo l’interrogatorio in carcere da parte del gip, l’agente immobiliare ha ottenuto gli arresti domiciliari nella casa materna. L’iniziale accusa di omicidio volontario potrebbe tramutarsi in omicidio colposo, «se non in legittima difesa putativa», come sostiene il suo legale difensore Valter Billi.La ricostruzione dei fatti accaduti nella notte tra mercoledi e giovedì scorsi, nell’abitazione di Melaragni a Capodimonte, appare oggi completa. Il racconto fornito dall’uomo ha trovato i riscontri, alcuni dei quali già in possesso degli inquirenti. I quali sapevano perchè Melaragni avesse installato un impianto di allarme nella sua villetta in località Pratino, e soprattutto perchè avesse chiesto e ottenuto da poco il porto d’armi.Lo scorso ottobre Melaragni, da poco separato dalla moglie, è stato vittima di un’aggressione in casa. Apparentemente una rapina in appartamento, di quelle tipiche delle bande di slavi violenti. Invece si è trattato di una vera spedizione ai suoi danni; Melaragni aveva perso la testa una romena conosciuta da poco, amica di Daniela, che per tutta risposta lo aveva plagiato per ottenere tutto il possibile da quella relazione. Fino a drogarlo e a far entrare in casa i complici, che hanno violentato Melaragni dopo avergli preso soldi e oggetti preziosi.Fino all’avvertimento: «Non ci denunciare o torniamo». Invece l’uomo aveva detto tutto ai carabinieri. Da qui gli incubi e le notti agitate, la paura che la banda potesse tornare come quella notte. Soprattutto quella notte lì, quella della scorsa settimana quando Daniela Hartmanu era appena tornata dalla Sicilia, dove si era trasferita apparentemente per allontanarsi dalla banda di connazionali. Anche lei con un passato nei night, sembrava avere intenzioni diverse da quelle dell’amica verso Melaragni: «Con Daniela avremmo vissuto insieme», ha ripetuto quest’ultimo gli inquirenti per sgombrare il campo di un possibile movente. «Anzi, il gip Gaetano Mautone ha assicurato una decisa accelerazione delle indagini relative ai fatti di ottobre», ha rimarcato ieri l’avvocato Billi.Intanto si attendono riscontri da perizia balistica e autopsia, disposti dal sostituto procuratore Laura Centofanti titolare dell’inchiesta. Un tragico errore, una fatalità dunque. Ma forse anche un segnale del destino: Melaragni ha ucciso per sbaglio quella donna che, in qualche modo, gli doveva cambiare la vita.
Il Messaggero 3 febbraio 2008
lunedì 4 febbraio 2008
domenica 3 febbraio 2008
EX MAGGIORDOMO REGINA ELISABETTA ABUSO' MINORI

Concordo con il commento trovato sul sito da cui ho tratto questa notizia: wildgreta, il blog
Nel suo pc scoperte centinaia di foto pedopornografiche
(ANSA) - LONDRA, 3 FEB -
Un ex maggiordomo della Regina Elisabetta, Paul Kidd, e’ comparso in tribunale a Manchester,accusato di stupri e abusi sessuali su minori.La polizia riferisce che l’uomo,54 anni, lavoro’ come maggiordomo personale della Regina dal 1976 al 1980 e dopo passo’ al servizio della Regina Madre. Nel 2006 si era candidato nel partito euroscettico Uk Independence Party. Kidd e’ accusato da due persone che affermano di essere state stuprate da lui.Nel suo pc scoperte centinaia di foto pedopornografiche.
Commento:
Ogni volta che posto queste notizie, più o meno tre volte al giorno, mi vengono in mente tutti quei giornalisti piuttosto scettici sulla reale dimensione del fenomeno della pedopornografia in rete e su quella degli abusi sui minori. E mi sento male per loro. Non saper leggere il mondo in cui si vive e doverlo raccontare per lavoro deve essere terribile.
Wildgreta
Nel suo pc scoperte centinaia di foto pedopornografiche
(ANSA) - LONDRA, 3 FEB -
Un ex maggiordomo della Regina Elisabetta, Paul Kidd, e’ comparso in tribunale a Manchester,accusato di stupri e abusi sessuali su minori.La polizia riferisce che l’uomo,54 anni, lavoro’ come maggiordomo personale della Regina dal 1976 al 1980 e dopo passo’ al servizio della Regina Madre. Nel 2006 si era candidato nel partito euroscettico Uk Independence Party. Kidd e’ accusato da due persone che affermano di essere state stuprate da lui.Nel suo pc scoperte centinaia di foto pedopornografiche.
Commento:
Ogni volta che posto queste notizie, più o meno tre volte al giorno, mi vengono in mente tutti quei giornalisti piuttosto scettici sulla reale dimensione del fenomeno della pedopornografia in rete e su quella degli abusi sui minori. E mi sento male per loro. Non saper leggere il mondo in cui si vive e doverlo raccontare per lavoro deve essere terribile.
Wildgreta
sabato 2 febbraio 2008
Romena uccisa, l'omicida viveva terrorizzato:era stato violentato da due malviventi dell'Est
ROMA (2 febbraio) - Era stato seviziato per ore, drogato e infine violentato nella sua casa. Da quel momento viveva nel terrore. Aveva installato sistemi d'allarme nella sua abitazione, preso il porto d'armi e dormiva con la pistola con il colpo in canna sul comodino. Settimino Melaragni, 53 anni, agente immobiliare di Capodimonte, in provincia di Viterbo, non era riuscito a superare il trauma delle violenze subite lo scorso ottobre da parte di due uomini dell'Europa dell'Est (romeni o albanesi) e la notte tra mercoledì e giovedì, in preda al panico, ha sparato. Ha ucciso la sua compagna, Daniela Nicoleta Hatmanu, romena, 37 anni, che si era alzata dal letto. Ma Melaragni, a suo dire, credeva fosse un ladro e ha sparato due colpi. Arresti domiciliari. Melaragni ha raccontato questa mattina la sua tragica storia durante l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip Gaetano Mautone che gli ha concesso gli arresti domiciliari nella casa della madre. Le prove della violenza subita. Il difensore di Melaragni ha esibito al Gip le cartelle cliniche dell'ospedale Belcolle di Viterbo che certificano la violenza sessuale subita dall'uomo. Si è trattato probabilmente di una spedizione punitiva scaturita da una delle relazioni che l'agente immobiliare aveva avuto con giovani donne dell'est europeo, entraineuse nei night. «Il giudice - ha commentato il legale - ha compreso fino in fondo la situazione psicologica di Melaragni. Ha cioè capito che è ancora in preda ad una vera e propria fobia indotta dall'esperienza vissuta pochi mesi fa e che è alla base delle tragedia». Il legale, infine, ha auspicato che «il capo d'imputazione possa essere derubricato da omicidio volontario a colposo»Proseguono le indagini. Il Pm Laura Centofanti ha disposto una perizia balistica per verificare la compatibilità della ricostruzione dei fatti di Melaragni con le ferite sul corpo della donna e con il proiettile trovato conficcato nel muro. A tale scopo l'autopsia sulla romena è stata rinviata. Nei prossimi giorni eseguiranno rilievi anche i tecnici del Ris.
Il Messaggero 2 febbraio 2008
Il Messaggero 2 febbraio 2008
Due sassaresi in cella per violenza sessuale su minori disabili
La donna adescava le vittime, che poi subivano abusi sessuali dalla coppia
SASSARI – Questa mattina, gli agenti della Sezione Minori della Squadra Mobile ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagine Preliminari Delogu, nei confronti di una coppia sassarese, per violenza sessuale su una minore. La delicata attività di indagine, coordinata dal Pubblico Ministero Caria, era iniziata dopo una denuncia di un genitore, insospettito dai cambiamenti comportamentali della figlia. Dalle indagine è quindi emerso che la coppia, con lo stesso modus operandi, aveva già precedentemente abusato di più minori, di età compresa tra i 13 ed i 16 anni. Tanja Rozzo, ventiduenne sassarese, andava ai giardini pubblici, individuava le vittime, spesso gravate di deficit psichici o difficoltà relazionali, ne guadagnava la fiducia e le accompagnava in una roulotte dove le attendeva Alessandro Sotgia, trentaquattrenne sassarese, che, con minacce, le costringeva ad avere rapporti sessuali con entrambi, concludendo il tutto con ulteriori minacce, per impedire che raccontassero il tutto a qualcuno.
Fonte: alguer.it 2 febbraio 2008
SASSARI – Questa mattina, gli agenti della Sezione Minori della Squadra Mobile ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagine Preliminari Delogu, nei confronti di una coppia sassarese, per violenza sessuale su una minore. La delicata attività di indagine, coordinata dal Pubblico Ministero Caria, era iniziata dopo una denuncia di un genitore, insospettito dai cambiamenti comportamentali della figlia. Dalle indagine è quindi emerso che la coppia, con lo stesso modus operandi, aveva già precedentemente abusato di più minori, di età compresa tra i 13 ed i 16 anni. Tanja Rozzo, ventiduenne sassarese, andava ai giardini pubblici, individuava le vittime, spesso gravate di deficit psichici o difficoltà relazionali, ne guadagnava la fiducia e le accompagnava in una roulotte dove le attendeva Alessandro Sotgia, trentaquattrenne sassarese, che, con minacce, le costringeva ad avere rapporti sessuali con entrambi, concludendo il tutto con ulteriori minacce, per impedire che raccontassero il tutto a qualcuno.
Fonte: alguer.it 2 febbraio 2008
Firenze: abusava del figlio di nove anni, arrestato 66enne
02 feb 12:28
FIRENZE - Per sei anni avrebbe abusato del figlio fra le mura domestiche. Con quest'accusa un fiorentino 66enne e' stato arrestato dalla polizia, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo la ricostruzione del pm l'uomo ha abusato del figlio fin dall'eta' di nove anni con palpeggiamenti e avrebbe approfittato anche di una disabilita' della moglie, che le impediva di ostacolare gli atteggiamenti del marito. Gia qualche anno fa l'uomo avrebbe avuto problemi con la giustizia per abusi su un'amichetta del figlio. (Agr)
FIRENZE - Per sei anni avrebbe abusato del figlio fra le mura domestiche. Con quest'accusa un fiorentino 66enne e' stato arrestato dalla polizia, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo la ricostruzione del pm l'uomo ha abusato del figlio fin dall'eta' di nove anni con palpeggiamenti e avrebbe approfittato anche di una disabilita' della moglie, che le impediva di ostacolare gli atteggiamenti del marito. Gia qualche anno fa l'uomo avrebbe avuto problemi con la giustizia per abusi su un'amichetta del figlio. (Agr)
PEDOFILIA A LA LOGGIA L’APPELLO RIBALTA LA SENTENZA: DUE ANNI E DIECI MESI ALLA DIRETTRICE E AL PRESIDENTE DELLA COOP “NELL'ASILO VIOLENZA SUI BIMBI”
Condannati per pedofilia. Due anni e 10 mesi di carcere, 100 mila euro di risarcimento alle famiglie. E’ questa la decisione della seconda sezione della corte d’appello di Torino per gli abusi subìti sette anni fa da due bambini, nella scuola materna «Bovetti» di La Loggia. Per i giudici, i responsabili sono Valerio Apolloni, 31 anni, studente universitario di Economia e presidente dell’ente morale che all’epoca gestiva la scuola; Vanda Ballario, 45 anni, ex direttrice di quella scuola materna e insegnante con un passato immacolato fino all’arresto per quegli abusi. In primo grado, entrambi erano stati assolti «per non aver commesso il fatto» dal giudice Vincenzo Bevilacqua. «Sono innocente, sono serena, confido nella giustizia, aspetto di leggere le motivazione della sentanza - dice Ballario -. In questo momento non ho la forza di reagire, né di pensare. Sono innocente, e continuerò a ripeterlo all'infinito. Lo sono davvero, non mi vergogno a dirlo. Sono grata alle persone che mi stanno vicino, a chi ha creduto in me e continua a farlo. Lotterò fino alla fine. Sono tornata ad insegnare, voglio continuare a farlo, perché è la mia vita». «Finalmente, dopo sette anni è stata fatta Giustizia» dice con tono pacato il padre del bimbo coinvolto nei giochi sessuali dei due condannati, nella ricostruzione sostenuta in appello dal sostituto procuratore generale Marilinda Mineccia, ma anche dagli avvocati di parte civile Stefano Castrale, Rosalba Cannone e Giuseppe Del Sorbo. Quel bimbo aveva 3 anni. Il suo racconto ai genitori ha seguito di pochi giorni quello di una coetanea. La prima segnalazione risale al 9 ottobre 2001. Nel giro di un paio di giorni, erano spuntate altre due testimonianze, ma le denunce arrivate a processo sono rimaste soltanto due. Il 26 ottobre, Apolloni e Ballario erano finiti in cella. «Un’ingiustizia» hanno sempre sostenuto entrambi, difesi da Luigi Chiappero, Emiliana Olivieri e Nadia Garis. «Appena accaduti quei fatti, avrei voluto spaccare il mondo. Ma ho voluto seguire la legge, ho avuto fiducia nella Giustizia - racconta ancora il padre del bimbo che ha subìto gli abusi -. Sono stati sette anni molto duri, pieni di difficoltà. E’ stato difficile sopportare che non credessero al racconto di mio figlio. E poi, lui doveva crescere nel modo più sereno possibile. Per fare questo, abbiamo anche cambiato casa. La Loggia è un paesone, tutti sanno tutto di tutti, abbiamo preferito andare a vivere da un’altra parte». E suo figlio? «Mi sembra che sia diventato un bambino sereno. Certo, qualche ricordo affiora ancora, ma vive come i coetanei, in modo normale, se così si può dire». «Mia figlia non ha mai dimenticato, conserva i brutti ricordi, ma abbiamo cercato di crescerla in modo sereno - racconta la mamma della bambina che ha subìto gli abusi -. Abbiamo sperato nella Giustizia per sette anni e finalmente questa decisione mi ha ridato serenità». «Dissento profondamente con la decisione dei giudici e attendo le motivazioni della sentenza» commenta l’avvocato Olivieri. Le fa eco il collega Chiappero: «Entrambi i miei clienti sono forti della propria innocenza. Anche la pena lascia trasparire una “non certezza” da parte dei giudici. Per fatti di questo tipo, nell’ipotesi di responsabilità potrebbe essere più alta. La corte d’appello ha concesso le attenuanti generiche prevalenti e questo può avere un significato».
LA STAMPA 22 GENNAIO 2008
LA STAMPA 22 GENNAIO 2008
Suora italo-americana abusò di alunni.Condannata a un anno per pedofilia
SCANDALO IN USA
Gli episodi che coinvolgono la religiosa sarebbero avvenuti negli anni Sessanta nella scuola media cattolica St. Patrick di Milwaukee. La donna ha ammesso di aver abusato di alcuni minori e ha chiesto scusa alle sue vittime
Milwaukee (Wisconsin), 2 febbraio 2008 - Un nuovo scandalo sessuale si abbatte sulla chiesa cattolica statunitense. Norma Giannini, una suora italo americana di 79 anni è stata condannata a un anno di reclusione e a dieci con la condizionale per aver abusato ripetutamente di due suoi alunni di 12 e 13 anni negli anni '60. Teatro delle molestie sessuali, descritte come "baci e palpeggiamenti", fu la scuola media cattolica St. Patrick di Milwaukee di cui era suor Norma era la direttrice.
Secondo quanto riferisce il 'Chicago Tribune' la Giannini ha anche ammesso in un'inchiesta interna dell'arcidiocesi di Milwaukee di aver abusato di almeno altri quattro minori.
I responsabili della prelatura vennero a conoscenza del caso la prima volta nel 1992 ma, come scrive il giornale, non informarono le autorità limitandosi a rimuoverla da ogni incarico. La procura riuscì a istruire il caso solo nel 2005 solo dopo che le vittime, James St.Patrick e Gerald Kobs, denunciarono i fatti. I due, ormai quarantenni, erano presenti in aula al momento della sentenza. Hanno raccontato di come i traumi subiti abbiano condizionato la loro vita e si sono detti delusi dall'entità della pena. Condanna che sarà scontata non in una prigione normale ma in una Casa di Correzione, come ha stabilito il giudice viste le cattive condizioni di salute della suora.
Kobs ha spiegato di aver pensato più volte al suicidio, mentre St.Patrick ha confessato di aver cercato consolazione dopo la scuola negli stupefacenti e nell'alcol e di aver perso la fede.
Suor Norma, che in aula ha chiesto scusa per gli abusi commessi, originaria di Chicago entrò in convento a 18 anni. Iniziò a insegnare nel 1949 alla St.Paul of the Cross di Park Ridge, e in seguito in altre scuole cattoliche a Chicago e infine nel 1964 arrivò a Milwaukee. Dopo cinque anni tornò in Illinois.
Alla psicologa dell'arcidiocesi che gli chiese cosa, secondo lei, i ragazzi pensavano di quello che gli faceva, suor Norma rispose: "Si stavano divertendo...Quanti adolescenti potevano resistere a questa opportunità".
2 febbraio 2008 Quotidiano.net
Gli episodi che coinvolgono la religiosa sarebbero avvenuti negli anni Sessanta nella scuola media cattolica St. Patrick di Milwaukee. La donna ha ammesso di aver abusato di alcuni minori e ha chiesto scusa alle sue vittime
Milwaukee (Wisconsin), 2 febbraio 2008 - Un nuovo scandalo sessuale si abbatte sulla chiesa cattolica statunitense. Norma Giannini, una suora italo americana di 79 anni è stata condannata a un anno di reclusione e a dieci con la condizionale per aver abusato ripetutamente di due suoi alunni di 12 e 13 anni negli anni '60. Teatro delle molestie sessuali, descritte come "baci e palpeggiamenti", fu la scuola media cattolica St. Patrick di Milwaukee di cui era suor Norma era la direttrice.
Secondo quanto riferisce il 'Chicago Tribune' la Giannini ha anche ammesso in un'inchiesta interna dell'arcidiocesi di Milwaukee di aver abusato di almeno altri quattro minori.
I responsabili della prelatura vennero a conoscenza del caso la prima volta nel 1992 ma, come scrive il giornale, non informarono le autorità limitandosi a rimuoverla da ogni incarico. La procura riuscì a istruire il caso solo nel 2005 solo dopo che le vittime, James St.Patrick e Gerald Kobs, denunciarono i fatti. I due, ormai quarantenni, erano presenti in aula al momento della sentenza. Hanno raccontato di come i traumi subiti abbiano condizionato la loro vita e si sono detti delusi dall'entità della pena. Condanna che sarà scontata non in una prigione normale ma in una Casa di Correzione, come ha stabilito il giudice viste le cattive condizioni di salute della suora.
Kobs ha spiegato di aver pensato più volte al suicidio, mentre St.Patrick ha confessato di aver cercato consolazione dopo la scuola negli stupefacenti e nell'alcol e di aver perso la fede.
Suor Norma, che in aula ha chiesto scusa per gli abusi commessi, originaria di Chicago entrò in convento a 18 anni. Iniziò a insegnare nel 1949 alla St.Paul of the Cross di Park Ridge, e in seguito in altre scuole cattoliche a Chicago e infine nel 1964 arrivò a Milwaukee. Dopo cinque anni tornò in Illinois.
Alla psicologa dell'arcidiocesi che gli chiese cosa, secondo lei, i ragazzi pensavano di quello che gli faceva, suor Norma rispose: "Si stavano divertendo...Quanti adolescenti potevano resistere a questa opportunità".
2 febbraio 2008 Quotidiano.net
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