Attacco informatico "transitato" tramite Università Yale
APCOM
Vienna, 8 gen. (Ap) - Brutta sorpresa per chi ha visitato la settimana scorsa il sito della sanità pubblica austriaca "Tilak" (www.tilak.at): al suo posto c'era un sito di pedo-pornografia.
Alcuni pirati informatici avrebbero creato un link tra il sito di sanità pubblica e una pagina di pedofilia, come ha rilevato oggi il quotidiano locale Tiroler Tageszeitung.
Questo link, che si trovava sulla homepage del sito degli ospedali pubblici della provincia del Tirolo, è stato scoperto la settimana scorsa e immediatamente neutralizzato, secondo gli amministratori austriaci del sito, che hanno sporto denuncia.
Secondo i primi elementi dell'inchiesta, l'attacco informatico, che potrebbe essere partito dalla Slovacchia, è 'transitato' attraverso il sito della prestigiosa università americana di Yale, nel Connecticut. Gli inquirenti smentiscono tuttavia che si trattasse di un sito di pedofilia
martedì 8 gennaio 2008
Caso Rignano:depositate nuove perizie

Altri cinque bambini sono in grado di essere interrogati dal gip
L'indagine, come è noto, coinvolge come indagate sette persone accusate di associazione per delinquere e di reati di natura sessuale e di altro
Roma, 8 gen. (Adnkronos) - Altri cinque bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio sono in grado di essere interrogati dal gip sulle presunte violenze sessuali che avrebbero subito dalle sette persone coinvolte nell'inchiesta affidata ai giudici di Tivoli e riguardante appunto i fatti che sarebbero accaduti nella cittadina laziale. Le conferme di questa idoneita' e stata data dall'esito di altre perizie depositate oggi e che sono a disposizione delle parti. Il 22 gennaio prossimo il gip Elvira Tamburelli, che e' rientrata in servizio dopo un periodo di assenza, il pubblico ministero Marco Mansi, gli avvocati di parte civile e quelli della difesa discuteranno il contenuto di altre otto perizie depositate nei giorni scorsi. Di queste sette hanno concluso che i bambini possono essere interrogati, mentre per l'ottavo sussiste l'incapacita'.L'indagine peritale intanto avra' un nuovo capitolo il 13 febbraio prossimo. Le dottoresse Angela Gigante, Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio, esperte in neuropsichiatria infantile esamineranno gli ultimi sette bambini e quindi il quadro peritale sara' completato-L'indagine, come e' noto, coinvolge come indagate sette persone accusate di associazione per delinquere e di reati di natura sessuale e di altro. Sono le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Candida Silvana Magalotti e Assunta Pisani, lo sceneggiatore Gianfranco Scancarello, che e' marito della Del Meglio, la bidella Cristina Lunerti e il cingalese Kelum De Silva Weramuni, addetto ad una pompa di benzina.
Roma, 8 gen. (Adnkronos) - Altri cinque bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio sono in grado di essere interrogati dal gip sulle presunte violenze sessuali che avrebbero subito dalle sette persone coinvolte nell'inchiesta affidata ai giudici di Tivoli e riguardante appunto i fatti che sarebbero accaduti nella cittadina laziale. Le conferme di questa idoneita' e stata data dall'esito di altre perizie depositate oggi e che sono a disposizione delle parti. Il 22 gennaio prossimo il gip Elvira Tamburelli, che e' rientrata in servizio dopo un periodo di assenza, il pubblico ministero Marco Mansi, gli avvocati di parte civile e quelli della difesa discuteranno il contenuto di altre otto perizie depositate nei giorni scorsi. Di queste sette hanno concluso che i bambini possono essere interrogati, mentre per l'ottavo sussiste l'incapacita'.L'indagine peritale intanto avra' un nuovo capitolo il 13 febbraio prossimo. Le dottoresse Angela Gigante, Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio, esperte in neuropsichiatria infantile esamineranno gli ultimi sette bambini e quindi il quadro peritale sara' completato-L'indagine, come e' noto, coinvolge come indagate sette persone accusate di associazione per delinquere e di reati di natura sessuale e di altro. Sono le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Candida Silvana Magalotti e Assunta Pisani, lo sceneggiatore Gianfranco Scancarello, che e' marito della Del Meglio, la bidella Cristina Lunerti e il cingalese Kelum De Silva Weramuni, addetto ad una pompa di benzina.
Date prossime audizioni:
Le date fissate per queste audizioni sono quelle del 24, 29 e 31 gennaio prossimi; 5, 12 e 14 febbraio. Il 22 gennaio ci sarà un'udienza in cui le parti (pm Marco Mansi, difensori dei sette indagati e rappresentanti di parte civile) discuteranno gli esiti delle indagini psicologiche.
Fonte: www.bambinicoraggiosi.com
La mamma di don Mauro Stefanoni ha la febbre, salta l'udienza di domani
martedì 08 gennaio 2008
Influenza e febbre alta. E' per questo motivo che la mamma di don Mauro Stefanoni, l'ex parroco di Laglio accusato dalla Procura di violenza sessuale su un ragazzino - minore all'epoca dei fatti contestati - non si è presentata ieri in aula al Tribunale di Como. Doveva essere sentita come testimone dal Pm Isella e dai legali che assistono il figlio. Ma lei non c'era: ha presentato regolare certificato medico. E così, dopo l'interrogatorio di ieri di tre testimoni che poco hanno aggiunto alla vicenda (sentito anche lo psicoterapeuta che ha in cura il giovane da quadi 2 anni ndr), il dibattimento è stato rinviato: salta l'udienza già in programma domani e si passa direttamente a lunedì 21 gennaio. Il Pm Isella, infatti, vuole sentire per prima proprio la madre di don Mauro su alcune circostanze della vicenda. Tra Pm e legali del religioso anche ieri, in aula, non sono mancati scontri verbali e scintille.
Influenza e febbre alta. E' per questo motivo che la mamma di don Mauro Stefanoni, l'ex parroco di Laglio accusato dalla Procura di violenza sessuale su un ragazzino - minore all'epoca dei fatti contestati - non si è presentata ieri in aula al Tribunale di Como. Doveva essere sentita come testimone dal Pm Isella e dai legali che assistono il figlio. Ma lei non c'era: ha presentato regolare certificato medico. E così, dopo l'interrogatorio di ieri di tre testimoni che poco hanno aggiunto alla vicenda (sentito anche lo psicoterapeuta che ha in cura il giovane da quadi 2 anni ndr), il dibattimento è stato rinviato: salta l'udienza già in programma domani e si passa direttamente a lunedì 21 gennaio. Il Pm Isella, infatti, vuole sentire per prima proprio la madre di don Mauro su alcune circostanze della vicenda. Tra Pm e legali del religioso anche ieri, in aula, non sono mancati scontri verbali e scintille.
Poliziotto e prete indagati per il caso del cappellano di Imperia
17 dicembre 2007
Poliziotto e medico indagati per il prete
Loredana Grita
Un poliziotto ed un medico indagati per aver avvisato padre Francesco Di Rienzo della scabrosa indagine per abusi sessuali che lo riguardava. E pertanto sono finiti a loro volta sotto inchiesta e potrebbero essere chiamati a rispondere di rivelazioni di atti d'ufficio e favoreggiamento.L'ex cappellano dell'ospedale civile di Imperia, ora trasferito a Torino, è invece accusato di aver toccato nelle parti intime un adolescente figlio di una dipendente dell'ospedale. Padre Francesco, tutelato dall'avvocato Carlo Fossati, ha però negato tutto. «Sono soltanto accuse infamanti - ha detto il sacerdote - nei confronti di chi, come me, ha sempre e soltanto fatto del bene al prossimo». Ma le indagini vanno avanti e la scorsa settimana poliziotto e medico, entrambi assistiti dai rispettivi legali di fiducia, sono stati interrogati, il primo negli uffici della procura della Repubblica, l'altro in quelli della Questura. Nei due palazzi le bocche sono cucite, ma da quel che trapela dal fitto riserbo, («Non ho nulla da dire», taglia corto il sostituto procuratore, Maria Paola Marrali), pare che poliziotto e medico abbiano fatto in modo che il sacerdote sapesse che la polizia stava svolgendo la delicata indagine che lo riguardava.In particolare i poliziotti della squadra mobile diretti dal commissario Raffaele Mascia, stavano investigando in seguito alla denuncia di una mamma la quale, nero su bianco, aveva raccontato che il figlio adolescente era stato oggetto di attenzioni particolari da parte del prete. Il fatto era venuto alle orecchie del religioso (proprio da questo ha preso le mosse la seconda tranche di indagine che vede oggi iscritti nel registro degli indagati poliziotto e medico) il quale aveva iniziato a dire in giro di essere vittima di voci false. Ma l'inchiesta, ovviamente, è andata avanti arricchendosi di particolari e sdoppiandosi. Da una parte il fascicolo per abusi sessuali con il nome del padre camilliano; dall'altra quello per rivelazione di atti d'ufficio e favoreggiamento con due persone sottoposte a indagine: il poliziotto, alla soglia della pensione, che avrebbe "curiosato" in questura per verificare l'esistenza di una indagine a carico del prete, e il medico che successivamente avrebbe avvisato l'ex cappellano riferendogli che la polizia stava verificando l'attendibilità di una denuncia per abusi sessuali che lo riguardava.È possibile che poliziotto e medico siano stati mossi da amicizia nei confronti del sacerdote, di fatto però la loro intrusione potrebbe aver compromesso la prosecuzione dell'indagine della procura a carico del prete, indagine che va avanti da qualche mese e che dovrebbe essere prossima a conclusione. Nel frattempo all'ospedale è arrivato un nuovo cappellano, padre Andrea Tarkowski, anch'egli appartenente all'ordine dei camilliani, che raccoglie l'eredità di un predecessore comunque dinamico e di grande iniziativa: padre Francesco nei cinque anni in cui si è fermato a Imperia ha promosso corsi di formazione con interventi di medici, personale Avo e assistenti sociali, realizzato opuscoli legati ai servizi per le "anime" dei degenti e organizzato alcune giornate di volontariato in cui sono stati premiati gli addetti impegnati nell'assistenza. L'ex cappellano a questo punto è in attesa di destinazione. Sembra, ma non è ancora definitivo, che la sua futura sede torinese possa essere l'ospedale Sant'Anna, specializzato in Ginecologia e Pediatria.
Il secolo IX 17 dicembre 2007
Poliziotto e medico indagati per il prete
Loredana Grita
Un poliziotto ed un medico indagati per aver avvisato padre Francesco Di Rienzo della scabrosa indagine per abusi sessuali che lo riguardava. E pertanto sono finiti a loro volta sotto inchiesta e potrebbero essere chiamati a rispondere di rivelazioni di atti d'ufficio e favoreggiamento.L'ex cappellano dell'ospedale civile di Imperia, ora trasferito a Torino, è invece accusato di aver toccato nelle parti intime un adolescente figlio di una dipendente dell'ospedale. Padre Francesco, tutelato dall'avvocato Carlo Fossati, ha però negato tutto. «Sono soltanto accuse infamanti - ha detto il sacerdote - nei confronti di chi, come me, ha sempre e soltanto fatto del bene al prossimo». Ma le indagini vanno avanti e la scorsa settimana poliziotto e medico, entrambi assistiti dai rispettivi legali di fiducia, sono stati interrogati, il primo negli uffici della procura della Repubblica, l'altro in quelli della Questura. Nei due palazzi le bocche sono cucite, ma da quel che trapela dal fitto riserbo, («Non ho nulla da dire», taglia corto il sostituto procuratore, Maria Paola Marrali), pare che poliziotto e medico abbiano fatto in modo che il sacerdote sapesse che la polizia stava svolgendo la delicata indagine che lo riguardava.In particolare i poliziotti della squadra mobile diretti dal commissario Raffaele Mascia, stavano investigando in seguito alla denuncia di una mamma la quale, nero su bianco, aveva raccontato che il figlio adolescente era stato oggetto di attenzioni particolari da parte del prete. Il fatto era venuto alle orecchie del religioso (proprio da questo ha preso le mosse la seconda tranche di indagine che vede oggi iscritti nel registro degli indagati poliziotto e medico) il quale aveva iniziato a dire in giro di essere vittima di voci false. Ma l'inchiesta, ovviamente, è andata avanti arricchendosi di particolari e sdoppiandosi. Da una parte il fascicolo per abusi sessuali con il nome del padre camilliano; dall'altra quello per rivelazione di atti d'ufficio e favoreggiamento con due persone sottoposte a indagine: il poliziotto, alla soglia della pensione, che avrebbe "curiosato" in questura per verificare l'esistenza di una indagine a carico del prete, e il medico che successivamente avrebbe avvisato l'ex cappellano riferendogli che la polizia stava verificando l'attendibilità di una denuncia per abusi sessuali che lo riguardava.È possibile che poliziotto e medico siano stati mossi da amicizia nei confronti del sacerdote, di fatto però la loro intrusione potrebbe aver compromesso la prosecuzione dell'indagine della procura a carico del prete, indagine che va avanti da qualche mese e che dovrebbe essere prossima a conclusione. Nel frattempo all'ospedale è arrivato un nuovo cappellano, padre Andrea Tarkowski, anch'egli appartenente all'ordine dei camilliani, che raccoglie l'eredità di un predecessore comunque dinamico e di grande iniziativa: padre Francesco nei cinque anni in cui si è fermato a Imperia ha promosso corsi di formazione con interventi di medici, personale Avo e assistenti sociali, realizzato opuscoli legati ai servizi per le "anime" dei degenti e organizzato alcune giornate di volontariato in cui sono stati premiati gli addetti impegnati nell'assistenza. L'ex cappellano a questo punto è in attesa di destinazione. Sembra, ma non è ancora definitivo, che la sua futura sede torinese possa essere l'ospedale Sant'Anna, specializzato in Ginecologia e Pediatria.
Il secolo IX 17 dicembre 2007
domenica 6 gennaio 2008
MONSIGNOR TOMMASO STENICO DENUNCIA «LA7»
Guerra legale per la clamorosa (e ritrattata) dichiarazione d’omosessualità dell’alto prelato venerdì
04 gennaio 2008 , di Trentino
TRENTO. Lo aveva annunciato, e ora lo ha fatto: monsignor Tommaso Stenico passa al contrattacco legale sulla scabrosa vicenda che lo ha visto protagonista. Lo fa sostenendo, tramite il suo legale, la tesi dell’«agguato proditorio» e parlando apertamente di «una campagna di stampa calunniosa e diffamatoria». Tutto, come si ricorderà, nasce dal programma «Exit» della Sette, in cui l’alto prelato trentino incontrava in Vaticano un sedicente gay conosciuto in una chat.L’incontro tra i due era inquadrato in un reportage sui preti omosessuali. Scoppiato lo scandalo, monsignor Stenico si era difeso sostenendo di avere attuato una sorta di messinscena per studiare il fenomeno da vicino e negando quell’omosessualità di cui aveva apertamente parlato con l’adescatore, senza sapere d’essere ripreso da una telecamera nascosta.Ora, tramite l’avvocato piacentino Michele Morenghi, l’alto prelato ha fatto sapere d’avere adito le vie legali davanti al tribunale di Roma contro la Sette, sostenendo la violazione della legge sulla privacy per quel filmato «senza consenso», «introducendosi abusivamente in un privato domicilio» ed eseguendo «un montaggio artificiale». In ogni caso, secondo il suo legale, il monsignore «stava compiendo un’indagine scientifica atta a dimostrare le continue avversità nei confronti della Chiesa, oggi comunemente condivise da tutto il mondo culturale, e la strumentalizzazione grave che si fa dei sacerdoti a tutti i livelli, non ultima la via del bieco ricatto».L’avvocato precisa anche che Stenico, «quale psicologo, ha in cura da oltre due decenni molti sacerdoti e anime consacrate. Il fenomeno dell’omosessualità non va certamente denigrato né vilipeso, ma è un dato di fatto che quando investe religiosi e anime consacrate crea notevoli situazioni problematiche soprattutto per coloro che vivono in parrocchia. Per questo motivo, Stenico, egli stesso sacerdote ha messo a disposizione la sua vita di terapeuta soprattutto per i propri confratelli».
fONTE gAY News
04 gennaio 2008 , di Trentino
TRENTO. Lo aveva annunciato, e ora lo ha fatto: monsignor Tommaso Stenico passa al contrattacco legale sulla scabrosa vicenda che lo ha visto protagonista. Lo fa sostenendo, tramite il suo legale, la tesi dell’«agguato proditorio» e parlando apertamente di «una campagna di stampa calunniosa e diffamatoria». Tutto, come si ricorderà, nasce dal programma «Exit» della Sette, in cui l’alto prelato trentino incontrava in Vaticano un sedicente gay conosciuto in una chat.L’incontro tra i due era inquadrato in un reportage sui preti omosessuali. Scoppiato lo scandalo, monsignor Stenico si era difeso sostenendo di avere attuato una sorta di messinscena per studiare il fenomeno da vicino e negando quell’omosessualità di cui aveva apertamente parlato con l’adescatore, senza sapere d’essere ripreso da una telecamera nascosta.Ora, tramite l’avvocato piacentino Michele Morenghi, l’alto prelato ha fatto sapere d’avere adito le vie legali davanti al tribunale di Roma contro la Sette, sostenendo la violazione della legge sulla privacy per quel filmato «senza consenso», «introducendosi abusivamente in un privato domicilio» ed eseguendo «un montaggio artificiale». In ogni caso, secondo il suo legale, il monsignore «stava compiendo un’indagine scientifica atta a dimostrare le continue avversità nei confronti della Chiesa, oggi comunemente condivise da tutto il mondo culturale, e la strumentalizzazione grave che si fa dei sacerdoti a tutti i livelli, non ultima la via del bieco ricatto».L’avvocato precisa anche che Stenico, «quale psicologo, ha in cura da oltre due decenni molti sacerdoti e anime consacrate. Il fenomeno dell’omosessualità non va certamente denigrato né vilipeso, ma è un dato di fatto che quando investe religiosi e anime consacrate crea notevoli situazioni problematiche soprattutto per coloro che vivono in parrocchia. Per questo motivo, Stenico, egli stesso sacerdote ha messo a disposizione la sua vita di terapeuta soprattutto per i propri confratelli».
fONTE gAY News
Etichette:
Abusi Clero,
Monsignor Stenico denuncia la 7
Un Natale a casa per mons. Tommaso Stenico, nella sua Telve

di Barbara Marino/ 04/01/2008
Tre mesi dopo la trasmissione "Exit" de La7 l’alto funzionario vaticano ha celebrato per Natale nel suo paese natio. L’ha riferito "L’Adige", che rivela anche alcuni sviluppi nella vicenda e la pubblicazione del suo studio sull'omosessualità.
L’Adige, quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige, ha raccontato, che mons. Tommaso Stenico è tornato nella sua Telve a distanza di quasi tre mesi dal terremoto, che l’ha investito dopo la messa in onda, da parte della trasmissione "Exit" di La7. Al centro, un suo incontro di metà ottobre negli uffici vaticani, ripreso con delle telecamere nascoste, con un ragazzo omosessuale conosciuto in una chat room. Da allora, mons. Stenico è sospeso dal suo incarico di capo ufficio della Congregazione per il Clero. Eppure, il diretto interessato si è sempre difeso, spiegando che sua intenzione era lavorare ad una inchiesta privata sul mondo dell'omosessualità, finalizzata alla pubblicazione di un libro.
"Mi sono dichiarato gay per smascherare chi lo è realmente". Così, mons. Stenico aveva smentito in una lunga lettera di essere omosessuale. Spiegava di avere simulato la parte del prete gay e che avrebbe fatto, in base alla sua definizione, il "ladro tra ladri", per smascherare i veri omosessuali nel tentativo di "redimere le vittime" e, soprattutto, per dare il proprio contributo contro la campagna montante sull'omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica.
Come di consueto, per l’occasione delle festività natalizie, mons. Tommaso Stenico è tornato a Telve, il suo paese di origine. Ha celebrato sia la Santa Messa della Notte, che quella del Giorno di Natale. Nelle sue omelie non ha accennato le sue vicende personali. "C’è stato solo qualche passaggio per ringraziare le persone che gli sono rimaste accanto. Per il resto - prosegue Attilio Pedenzini il suo racconto su L’Adige, dal titolo Chiesa zeppa con monsignor Stenico - la brillante oratoria di sempre a servizio dei significati più spirituali ed evangelici del Natale, senza nemmeno gli usuali spunti di discussione che l'argomentare mai scontato di Tommaso Stenico lascia solitamente ai fedeli. Che il monsignore fosse emozionato e un po' ‘sottotono’ è stato notato dalle tantissime persone che nella notte di Natale hanno affollato la parrocchiale di Santa Maria Assunta".
"Mai una chiesa così piena - ha confermato a L’Adige il parroco don Franco Torresani, che in un certo senso a cose fatte tira un sospiro di sollievo -. È andata bene. Temevo una fuga dalla chiesa che in realtà non c'è stata. Da parte mia non posso e non voglio assolvere o condannare, non siamo a un processo, ma ho a cuore l'unità e la concordia in paese. Da sempre mons. Tommaso torna in occasione delle festività e io non potevo certo impedirgli di celebrare Messa, anzi, l'ho fatto volentieri".
Durante la sua permanenza a Telve, mons. Stenico ha celebrato la Santa Messe anche il 27 dicembre (alle ore 9.30 a Telve di Sopra) e incontrato i suoi concittadini al teatro oratorio don Bosco, il 28 dicembre alle ore 20. "Vista la sua preparazione e la sua esperienza in Vaticano - ha spiegato don Franco a L’Adige -, abbiamo pensato di chiedergli di illustrare i contenuti della ‘Spe salvi’, la recente enciclica di Benedetto XVI".
Prima di Natale, racconta Attilio Pedenzini sulle pagine per la Valsugana e Primiero del quotidiano L’Adige, quando in paese era girata la notizia dell'imminente ritorno di mons. Stenico, si era alzata qualche voce scandalizzata di chi si dichiarava pronto a rinunciare alla Messa di Natale se a celebrarla fosse stato lui. "In realtà - ha confermato don Franco - solo una sparuta pattuglia di tre o quattro persone ha lasciato la chiesa all'apparire del monsignore e la tanto temuta diserzione di massa non c'è stata".
A Telve sono state raccolte anche alcune voci dissidenti, come riferisce sempre L’Adige nella sua versione telematica. Ne riportiamo due: "Uno si impegna nella povertà, nell'accettazione dei più deboli, nel donare una coperta a chi ne è privo, tutti coloro che ormai interpretano il Vangelo come scritto, entrano in chiesa per la Messa di Natale e chi ti ritrovi a raccontarti di umiltà e povertà di spirito? Un funzionario vaticano indagato per vicende quantomeno poco chiare e dunque torbide che tutto può rappresentare ,dalla bellezza, alla raffinatezza, alla nobiltà, ma di messaggi cristiani originali quali mai potrà citare per coerenza e con coerenza. Attenti con facili definizioni ‘4 atei’ e ‘a parte’ ... visto che poi l'alto prelato ha ‘discusso con le genti’ sull'ultima enciclica papale, che è scritta molto ‘semplicisticamente’ da preferirle sicuramente in necessità e per necessità la verità del Vangelo di Cristo". Un altro lettore scrive: "Monsignor Tommaso ha peccato, eppure è stato riammesso nelle fila dei suoi simili (siano essi preti o compaesani). Mi chiedo allora perché altre persone che hanno ‘peccato’ (separati, divorziati, per esempio) non possano essere riammessi all'interno delle chiese, delle parrocchie e delle persone di Chiesa (preti e parrocchiani). Se perdono deve essere perché fare discriminazioni? In base a che cosa? Ciò dimostra ancora una volta l' ipocrisia dilagante che (purtroppo) caratterizza la Chiesa dei nostri giorni, dove o sei ‘dei loro’ o non sei nessuno ora e sempre. Speriamo che Colui che è nato due giorni fa non la pensi proprio così".
Intanto, Attilio Pedenzini nel suo articolo su L’Adige svela anche alcuni sviluppi nella faccenda che riguarda l’alto funzionario vaticano sospeso: "Il 7 dicembre Tommaso Stenico sarebbe apparso di fronte alla commissione incaricata di indagare sulla vicenda portata all'interesse nazionale dalla trasmissione di Ilaria D'Amico, mentre per quanto riguarda l'annunciata pubblicazione del suo studio sull'omosessualità pare siano già in fase avanzata i contatti con una casa editrice".
Nella foto: mons. Tommaso Stenico nel suo ufficio in Vaticano, prima della sospensione dal suo incarico di capo ufficio della Congregazione per il Clero, mentre è in corso l’inchiesta vaticana sul caso della trasmissione "Exit" de La7 (Foto AP Photo).
Fonte Korazym.org
Tre mesi dopo la trasmissione "Exit" de La7 l’alto funzionario vaticano ha celebrato per Natale nel suo paese natio. L’ha riferito "L’Adige", che rivela anche alcuni sviluppi nella vicenda e la pubblicazione del suo studio sull'omosessualità.
L’Adige, quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige, ha raccontato, che mons. Tommaso Stenico è tornato nella sua Telve a distanza di quasi tre mesi dal terremoto, che l’ha investito dopo la messa in onda, da parte della trasmissione "Exit" di La7. Al centro, un suo incontro di metà ottobre negli uffici vaticani, ripreso con delle telecamere nascoste, con un ragazzo omosessuale conosciuto in una chat room. Da allora, mons. Stenico è sospeso dal suo incarico di capo ufficio della Congregazione per il Clero. Eppure, il diretto interessato si è sempre difeso, spiegando che sua intenzione era lavorare ad una inchiesta privata sul mondo dell'omosessualità, finalizzata alla pubblicazione di un libro.
"Mi sono dichiarato gay per smascherare chi lo è realmente". Così, mons. Stenico aveva smentito in una lunga lettera di essere omosessuale. Spiegava di avere simulato la parte del prete gay e che avrebbe fatto, in base alla sua definizione, il "ladro tra ladri", per smascherare i veri omosessuali nel tentativo di "redimere le vittime" e, soprattutto, per dare il proprio contributo contro la campagna montante sull'omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica.
Come di consueto, per l’occasione delle festività natalizie, mons. Tommaso Stenico è tornato a Telve, il suo paese di origine. Ha celebrato sia la Santa Messa della Notte, che quella del Giorno di Natale. Nelle sue omelie non ha accennato le sue vicende personali. "C’è stato solo qualche passaggio per ringraziare le persone che gli sono rimaste accanto. Per il resto - prosegue Attilio Pedenzini il suo racconto su L’Adige, dal titolo Chiesa zeppa con monsignor Stenico - la brillante oratoria di sempre a servizio dei significati più spirituali ed evangelici del Natale, senza nemmeno gli usuali spunti di discussione che l'argomentare mai scontato di Tommaso Stenico lascia solitamente ai fedeli. Che il monsignore fosse emozionato e un po' ‘sottotono’ è stato notato dalle tantissime persone che nella notte di Natale hanno affollato la parrocchiale di Santa Maria Assunta".
"Mai una chiesa così piena - ha confermato a L’Adige il parroco don Franco Torresani, che in un certo senso a cose fatte tira un sospiro di sollievo -. È andata bene. Temevo una fuga dalla chiesa che in realtà non c'è stata. Da parte mia non posso e non voglio assolvere o condannare, non siamo a un processo, ma ho a cuore l'unità e la concordia in paese. Da sempre mons. Tommaso torna in occasione delle festività e io non potevo certo impedirgli di celebrare Messa, anzi, l'ho fatto volentieri".
Durante la sua permanenza a Telve, mons. Stenico ha celebrato la Santa Messe anche il 27 dicembre (alle ore 9.30 a Telve di Sopra) e incontrato i suoi concittadini al teatro oratorio don Bosco, il 28 dicembre alle ore 20. "Vista la sua preparazione e la sua esperienza in Vaticano - ha spiegato don Franco a L’Adige -, abbiamo pensato di chiedergli di illustrare i contenuti della ‘Spe salvi’, la recente enciclica di Benedetto XVI".
Prima di Natale, racconta Attilio Pedenzini sulle pagine per la Valsugana e Primiero del quotidiano L’Adige, quando in paese era girata la notizia dell'imminente ritorno di mons. Stenico, si era alzata qualche voce scandalizzata di chi si dichiarava pronto a rinunciare alla Messa di Natale se a celebrarla fosse stato lui. "In realtà - ha confermato don Franco - solo una sparuta pattuglia di tre o quattro persone ha lasciato la chiesa all'apparire del monsignore e la tanto temuta diserzione di massa non c'è stata".
A Telve sono state raccolte anche alcune voci dissidenti, come riferisce sempre L’Adige nella sua versione telematica. Ne riportiamo due: "Uno si impegna nella povertà, nell'accettazione dei più deboli, nel donare una coperta a chi ne è privo, tutti coloro che ormai interpretano il Vangelo come scritto, entrano in chiesa per la Messa di Natale e chi ti ritrovi a raccontarti di umiltà e povertà di spirito? Un funzionario vaticano indagato per vicende quantomeno poco chiare e dunque torbide che tutto può rappresentare ,dalla bellezza, alla raffinatezza, alla nobiltà, ma di messaggi cristiani originali quali mai potrà citare per coerenza e con coerenza. Attenti con facili definizioni ‘4 atei’ e ‘a parte’ ... visto che poi l'alto prelato ha ‘discusso con le genti’ sull'ultima enciclica papale, che è scritta molto ‘semplicisticamente’ da preferirle sicuramente in necessità e per necessità la verità del Vangelo di Cristo". Un altro lettore scrive: "Monsignor Tommaso ha peccato, eppure è stato riammesso nelle fila dei suoi simili (siano essi preti o compaesani). Mi chiedo allora perché altre persone che hanno ‘peccato’ (separati, divorziati, per esempio) non possano essere riammessi all'interno delle chiese, delle parrocchie e delle persone di Chiesa (preti e parrocchiani). Se perdono deve essere perché fare discriminazioni? In base a che cosa? Ciò dimostra ancora una volta l' ipocrisia dilagante che (purtroppo) caratterizza la Chiesa dei nostri giorni, dove o sei ‘dei loro’ o non sei nessuno ora e sempre. Speriamo che Colui che è nato due giorni fa non la pensi proprio così".
Intanto, Attilio Pedenzini nel suo articolo su L’Adige svela anche alcuni sviluppi nella faccenda che riguarda l’alto funzionario vaticano sospeso: "Il 7 dicembre Tommaso Stenico sarebbe apparso di fronte alla commissione incaricata di indagare sulla vicenda portata all'interesse nazionale dalla trasmissione di Ilaria D'Amico, mentre per quanto riguarda l'annunciata pubblicazione del suo studio sull'omosessualità pare siano già in fase avanzata i contatti con una casa editrice".
Nella foto: mons. Tommaso Stenico nel suo ufficio in Vaticano, prima della sospensione dal suo incarico di capo ufficio della Congregazione per il Clero, mentre è in corso l’inchiesta vaticana sul caso della trasmissione "Exit" de La7 (Foto AP Photo).
Fonte Korazym.org
Etichette:
Abusi Clero,
l'Adige,
monsignor Stenico passa natale a casa,
Telve
DON STENICO, SACERDOTE PIZZICATO DA EXIT, RIAPRE IL SUO BLOG
Impennata di contatti per il sito internet con una preghiera: «Tutto si dilegua»
giovedì 18 ottobre 2007 , di Trentino
TRENTO. Ha riaperto il suo blog con una preghiera in linea con quanto gli sta accadendo: «Nulla ti turbi, nulla ti rattristi, tutto si dilegua, solo Dio non muta». Così Tommaso Stenico - il sacerdote di Telve sospeso in Vaticano per un’intervista rilasciata a La7 (ma lui sostiene sia stata invece “rubata”) da cui emergerebbe una frequentazione con il mondo omosessuale - intende tornare alla normalità. Il suo sito internet è tornato alla normalità dopo alcuni giorni in cui era “spento” (l’indirizzo è www.tommasostenico.it) e idem per il suo blog, che può essere consultato all’indirizzo umanesimocristiano.splinder.com.I contatti dei suoi siti internet da sabato - il giorno in cui è trapelato il nome del sacerdote trentino, già intervistato dalla stampa nazionale in seguito alla sua sospensione dal Vaticano - sono schizzati verso l’altro: si tratta di un blog da una sessantina di contatti al giorno ma che nei giorni scorsi è arrivato a dieci volte il volume di traffico abituale. In particolare nella giornata di martedì sono stati più di 500 i visitatori che hanno sfogliato le pagine del blog per farsi un’idea più approfondita sul sacerdote trentino travolto dallo scandalo. Della vicenda che ha occupato le cronache nazionali (e internazionali) sul blog non c’è comunque nessuna traccia diretta, se non quella preghiera iniziale (inviata il 16 ottobre) in cui si dice che “tutto si dilegua”.
giovedì 18 ottobre 2007 , di Trentino
TRENTO. Ha riaperto il suo blog con una preghiera in linea con quanto gli sta accadendo: «Nulla ti turbi, nulla ti rattristi, tutto si dilegua, solo Dio non muta». Così Tommaso Stenico - il sacerdote di Telve sospeso in Vaticano per un’intervista rilasciata a La7 (ma lui sostiene sia stata invece “rubata”) da cui emergerebbe una frequentazione con il mondo omosessuale - intende tornare alla normalità. Il suo sito internet è tornato alla normalità dopo alcuni giorni in cui era “spento” (l’indirizzo è www.tommasostenico.it) e idem per il suo blog, che può essere consultato all’indirizzo umanesimocristiano.splinder.com.I contatti dei suoi siti internet da sabato - il giorno in cui è trapelato il nome del sacerdote trentino, già intervistato dalla stampa nazionale in seguito alla sua sospensione dal Vaticano - sono schizzati verso l’altro: si tratta di un blog da una sessantina di contatti al giorno ma che nei giorni scorsi è arrivato a dieci volte il volume di traffico abituale. In particolare nella giornata di martedì sono stati più di 500 i visitatori che hanno sfogliato le pagine del blog per farsi un’idea più approfondita sul sacerdote trentino travolto dallo scandalo. Della vicenda che ha occupato le cronache nazionali (e internazionali) sul blog non c’è comunque nessuna traccia diretta, se non quella preghiera iniziale (inviata il 16 ottobre) in cui si dice che “tutto si dilegua”.
Etichette:
Abusi Clero,
monsignor Stenico riapre blog
Iscriviti a:
Post (Atom)



