
lunedì 15 dicembre 2008
domenica 14 dicembre 2008
Fratellini Gravina/ Gip rinvia a febbraio udienza su archiviazione Pappalardi
Accettata la richiesta dell'avvocato difensore Angela Aliani
ARTICOLI A TEMA
gravina/ legale carlucci: visionare dvd…
gravina/ sarà rinviata udienza contro…
gravina/ legale pappalardi: non c'è…
Altri
Bari, 11 dic. (Apcom) - E' stata rinviata al 5 febbraio prossimo l'udienza per decidere sul ricorso della mamma di Ciccio e Tore Pappalardi sulla richiesta di archiviazione presentata dal Pm Antonio Lupo nei confronti di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini.
La richiesta di rinvio era stata presentata ieri all'ufficio Gip dall'avvocato Angela Aliani, difensore dell'uomo, che aveva chiesto più tempo per prendere visioni dei nuovi atti, presentati dalla squadra mobile di Bari dopo il ritrovamento dei due fratellini il 25 febbraio scorso. Durante l'udienza di questa mattina l'avvocato Penna ha chiesto di poter visionare le immagini di un video che riprenderebbe l'interrogatorio di Filippo Pappalardi, risalente all'estate del 2006.
La richiesta è stata accettata dal Gip Giulia Romanazzi. Mentre il Pm Lupo, secondo quanto trapelato dall'udienza che si è svolta in camera di consiglio e quindi a porte chiuse, ha dichiarato che non risulta agli atti il video in questione, ma un altro risalente a maggio. Il 5 febbraio adesso il Gip, dovrà decidere se archiviare definitivamente le accuse a carico di Filippo Pappalardi. Mentre Rosa Carlucci, madre dei due bambini ha detto che vuole la verità sulla morte dei figli ed è disposta ad andare persino alla corte europea per vedere riconosciuti i suoi diritti.
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La richiesta di rinvio era stata presentata ieri all'ufficio Gip dall'avvocato Angela Aliani, difensore dell'uomo, che aveva chiesto più tempo per prendere visioni dei nuovi atti, presentati dalla squadra mobile di Bari dopo il ritrovamento dei due fratellini il 25 febbraio scorso. Durante l'udienza di questa mattina l'avvocato Penna ha chiesto di poter visionare le immagini di un video che riprenderebbe l'interrogatorio di Filippo Pappalardi, risalente all'estate del 2006.
La richiesta è stata accettata dal Gip Giulia Romanazzi. Mentre il Pm Lupo, secondo quanto trapelato dall'udienza che si è svolta in camera di consiglio e quindi a porte chiuse, ha dichiarato che non risulta agli atti il video in questione, ma un altro risalente a maggio. Il 5 febbraio adesso il Gip, dovrà decidere se archiviare definitivamente le accuse a carico di Filippo Pappalardi. Mentre Rosa Carlucci, madre dei due bambini ha detto che vuole la verità sulla morte dei figli ed è disposta ad andare persino alla corte europea per vedere riconosciuti i suoi diritti.
Fratellini di Gravina, la matrigna li sognò in una grotta
venerdì 12 dicembre 2008
12 dicembre 2008 - Un mese dopo la scomparsa di Ciccio e Tore Pappalardi, avvenuta il 5 giugno 2006, la loro matrigna, Maria Ricupero, sognò che i due fratellini erano imprigionati in una grotta, nella quale Ciccio era morto e Tore le parlava, chiedendole aiuto. Il sogno, che risale al luglio 2006, fu rivelato dalla Ricupero alla polizia, verbalizzato e allegato agli atti dell'indagine. In particolare, subito dopo il sogno, la donna chiese di essere ascoltata da un funzionario di polizia al quale disse di aver "sognato Ciccio e Tore che erano finiti in una grotta". La cavità sotterranea - raccontò - "aveva le pareti arrotondate, simili a quelle del tunnel della metropolitana". E aggiunse: "Nel sogno Tore mi parlava e mi diceva che Ciccio era morto". "Io - sottolineò - affermai che stavo per arrivare, ma Tore mi disse: 'Mamma non venire, ormai e' troppo tardi'". La donna descrisse anche la posizione del corpo di Ciccio. Il racconto premonitore della donna, che fu fatto alla presenza di Filippo Pappalardi, che rimase sempre in silenzio, fu verificato dopo che, il 25 febbraio 2008, i cadaveri dei due fratellini di Gravina in Puglia (Bari) furono trovati nella cisterna di un palazzo disabitato. L'accertamento fu eseguito sia per verificare eventuali analogie (subito escluse) sia sulle caratteristiche della 'grotta' in cui furono trovati i corpi sia sulla posizione del cadavere di Ciccio. (Ansa)
Fondazione italiani ( venerdì 12 dicembre 2008 )
12 dicembre 2008 - Un mese dopo la scomparsa di Ciccio e Tore Pappalardi, avvenuta il 5 giugno 2006, la loro matrigna, Maria Ricupero, sognò che i due fratellini erano imprigionati in una grotta, nella quale Ciccio era morto e Tore le parlava, chiedendole aiuto. Il sogno, che risale al luglio 2006, fu rivelato dalla Ricupero alla polizia, verbalizzato e allegato agli atti dell'indagine. In particolare, subito dopo il sogno, la donna chiese di essere ascoltata da un funzionario di polizia al quale disse di aver "sognato Ciccio e Tore che erano finiti in una grotta". La cavità sotterranea - raccontò - "aveva le pareti arrotondate, simili a quelle del tunnel della metropolitana". E aggiunse: "Nel sogno Tore mi parlava e mi diceva che Ciccio era morto". "Io - sottolineò - affermai che stavo per arrivare, ma Tore mi disse: 'Mamma non venire, ormai e' troppo tardi'". La donna descrisse anche la posizione del corpo di Ciccio. Il racconto premonitore della donna, che fu fatto alla presenza di Filippo Pappalardi, che rimase sempre in silenzio, fu verificato dopo che, il 25 febbraio 2008, i cadaveri dei due fratellini di Gravina in Puglia (Bari) furono trovati nella cisterna di un palazzo disabitato. L'accertamento fu eseguito sia per verificare eventuali analogie (subito escluse) sia sulle caratteristiche della 'grotta' in cui furono trovati i corpi sia sulla posizione del cadavere di Ciccio. (Ansa)
Fondazione italiani ( venerdì 12 dicembre 2008 )
SOMMA VESUVIANA: PARENTE ACQUISITO VIOLENTA BIMBA PICCOLISSIMA
13-12-2008 ore 22:59
SOMMA VESUVIANA: VIOLENTA UNA BIMBA
SOMMA VESUVIANA - Una comunità scioccata, indignata, mortificata, che non parla d'altro. Non riesce a darsi pace per atti di violenza su un minore perpetrati tra le mura domestiche. E dire che un bimbo dovrebbe sentirsi al sicuro nella sua abitazione più che in ogni altro luogo. E dire che un bimbo dovrebbe sentirsi protesto da familiari, di sangue o acquisiti, così come da persone considerate amiche. Di fronte, a certe storie orribili, non esistono differenze di classe, di cultura. Possono,perpetrarsi, ovunque. Questa volta la vittima innocente di molestie a sfondo sessuale è una piccola di pochissimi anni. I genitori non si era accorti di niente. In loro assenza, sarebbero state perpetrate le violenze. La verità sarebbe venuta a galla solo per una casualità, pare per un malore della bambina, costretta a ricevere cure che avrebbero evidenziato anche segni di abuso. Il carnefice sarebbe un parente acquisito, che, a seguito di accertamenti sarebbe stato arrestato all'inizio di dicembre 2008. Dalle forze dell'ordine nessun commento. E' noto che preferiscono non soffermarsi su questo genere di notizia. In una realtà piccola di provincia, dove si finisce per conoscersi tutti, anche solo di vista, un'eccessiva dovizia di particolari consentirebbe, infatti, una troppo rapida identificazione del "bruto" di turno, ma, conseguentemente anche della vittima, con una aggiunta del danno alla beffa: oltre ad aver subito violenza, dovrebbe accettare d'essere marchiata a vita. L.M.
Link articolo:http://www.marigliano.net/img/5875.php
SOMMA VESUVIANA: VIOLENTA UNA BIMBA
SOMMA VESUVIANA - Una comunità scioccata, indignata, mortificata, che non parla d'altro. Non riesce a darsi pace per atti di violenza su un minore perpetrati tra le mura domestiche. E dire che un bimbo dovrebbe sentirsi al sicuro nella sua abitazione più che in ogni altro luogo. E dire che un bimbo dovrebbe sentirsi protesto da familiari, di sangue o acquisiti, così come da persone considerate amiche. Di fronte, a certe storie orribili, non esistono differenze di classe, di cultura. Possono,perpetrarsi, ovunque. Questa volta la vittima innocente di molestie a sfondo sessuale è una piccola di pochissimi anni. I genitori non si era accorti di niente. In loro assenza, sarebbero state perpetrate le violenze. La verità sarebbe venuta a galla solo per una casualità, pare per un malore della bambina, costretta a ricevere cure che avrebbero evidenziato anche segni di abuso. Il carnefice sarebbe un parente acquisito, che, a seguito di accertamenti sarebbe stato arrestato all'inizio di dicembre 2008. Dalle forze dell'ordine nessun commento. E' noto che preferiscono non soffermarsi su questo genere di notizia. In una realtà piccola di provincia, dove si finisce per conoscersi tutti, anche solo di vista, un'eccessiva dovizia di particolari consentirebbe, infatti, una troppo rapida identificazione del "bruto" di turno, ma, conseguentemente anche della vittima, con una aggiunta del danno alla beffa: oltre ad aver subito violenza, dovrebbe accettare d'essere marchiata a vita. L.M.
Link articolo:http://www.marigliano.net/img/5875.php
BRUCIÒ VIVA BIMBA DI 9 ANNI: TROVATO MORTO IN CARCERE
Era stato accusato di un delitto orribile. Vincenzo Coratella, di 27 anni, aveva ricevuto l’ergastolo (pena definitiva) per l’omicidio di Graziella Mansi, una bimba di appena 9 anni. Il giovane è stato trovato morto nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, dagli agenti di polizia penitenziaria durante una ronda di routine intorno 4 del mattino. La storia, a suo tempo, fece scalpore a livello nazionale. Il 19 agosto del 2000, quando Coratella aveva soltanto 19 anni, insieme ad altre cinque persone, attirò in una feroce trappola la bimba, a Castel del Monte, non lontano da Andria. “Ci sono dei cuccioli nel bosco”, le avrebbero detto gli aguzzini, portandocela con tutta l’ingenuità della sua giovanissima età, e arrivando poi ad un tentativo di violenza sessuale e infine a bruciarla viva su un tappeto di foglie secche. Una fine orrenda, per la povera vittima. Una situazione raccapricciante. Il corpo senza vita è stato trovato nella sua cella. Coratella si trovava da solo. Con la cintura di un accappatoio si sarebbe legato ad una branda per farla finita. Almeno questo potrebbe essere il quadro in cui è avvenuto il decesso, avvenuto nel corso della nottata, sebbene da parte degli investigatori vi sia il massimo riserbo e non si escluda alcuna pista. Coratella – come detto - faceva parte di un gruppo più nutrito di giovani, che agirono quella sera, tutti condannati in via definitiva: Pasquale Tortora, di 28 anni (scelse il rito abbreviato) ricevette 30 anni di carcere. Ergastolo per tutti gli altri: oltre a Coratella, Giuseppe Di Bari (27enne) Domenico Margiotta (25enne) e Michele Zagaria (29enne). Nelle fasi processuali emerse che l’adescamento avvenne ad opera di Tortora ad adescare la bimba, mentre si trovava ad una fontanella pubblica a riempire d’acqua un secchio. Poi, l’avrebbero presa in consegna gli altri quattro, di cui fu proprio Tortora a svelare i nomi. Il processo si concluse nel novembre del 2004 con il pronunciamento della Corte di Cassazione.
Fonte: Lecce Prima 14 dicembre 2908
Fonte: Lecce Prima 14 dicembre 2908
sabato 13 dicembre 2008
Mantova: violenza sessuale, parroco a processo
Mantova: violenza sessuale, parroco a processo
11 Dicembre 2008, 22:40
MANTOVA - Rinviato a giudizio per violenza sessuale e falso ideologico il parroco della chiesa di San Leonardo a Mantova, Walter Mariani, 60 anni. Il prete è accusato di aver preteso favori sessuali da tre donne extracomunitarie in cambio di un aiuto per rinnovare il permesso di soggiorno. Le violenze, che risalgono a due anni fa, secondo la procura si sarebbero consumate in sacrestia. A far partire le indagini sono state le denunce delle stesse vittime. Il parroco ha sempre respinto le accuse. La prima udienza si terrà il 29 maggio 2009 in Tribunale a Mantova. (Agr)
11 Dicembre 2008, 22:40
MANTOVA - Rinviato a giudizio per violenza sessuale e falso ideologico il parroco della chiesa di San Leonardo a Mantova, Walter Mariani, 60 anni. Il prete è accusato di aver preteso favori sessuali da tre donne extracomunitarie in cambio di un aiuto per rinnovare il permesso di soggiorno. Le violenze, che risalgono a due anni fa, secondo la procura si sarebbero consumate in sacrestia. A far partire le indagini sono state le denunce delle stesse vittime. Il parroco ha sempre respinto le accuse. La prima udienza si terrà il 29 maggio 2009 in Tribunale a Mantova. (Agr)
venerdì 12 dicembre 2008
«La Monica resta ai domiciliari: è socialmente pericoloso»

la Gazzetta di Reggio — 06 dicembre 2008 pagina 19 sezione: CRONACA Ancora novità dal versante giudiziario, mentre nel tardo pomeriggio una fiaccolata per le vie del centro storico è stata organizzata per chiedere la libertà di Pino La Monica: è la sintesi dell’ennesima giornata di forti contrapposizioni sul caso dell’educatore-attore 35enne accusato di abusi sessuali da una decina di minorenni che avevano frequentato i suoi corsi.
IN TRIBUNALE. Per quanto concerne il delicato «passaggio» dell’udienza preliminare, da ieri c’è una data certa: si terrà il 29 gennaio, davanti al gup Riccardo Nerucci. Sono state notificate anche le motivazioni del provedimento con cui il Riesame di Bologna ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata da La Monica tramite l’avvocato difensore Francesco Miraglia. Il Riesame non ha ritenuto un elemento-chiave gli otto mesi di misure restrittive (fra carcere e arresti domiciliari) già affrontati dal 35enne, rimarcando invece che La Monica è pericoloso socialmente e non ha sinora abbracciato un percorso terapeutico per tenere a freno l’istinto pedofilo a cui - secondo i giudici bolognesi - sarebbe predisposto. Una conclusione che certamente si scontra con la dichiarazione d’innocenza sempre sostenuta dall’educatore.
MANIFESTAZIONE. E che il 35enne sia innocente lo credono e l’hanno espresso pubblicamente anche ieri i fondatori del Comitato «Insieme per Pino» che hanno organizzato una fiaccolata di protesta partita intorno alle 18 da viale Umberto I e conclusasi in piazza Prampolini. Una quarantina le fiaccole accese che hanno attraversato il centro, con il corteo aperto da due striscioni: «Pino libero subito» e «Innocente fino a prova contraria». Una fiaccolata con alcune soste intermedie e il momento culminante sviluppatosi (fra canti e letture di poesie) sotto il municipio. Parole forti dal Comitato: «Abbiamo gridato la nostra indignazione, ci batteremo con tutte le nostre forze affinché la giustizia sia davvero uguale per tutti. Ci recheremo ovunque per far sentire la nostra voce». (t.s.)
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