mercoledì 5 novembre 2008

Pedofilia, Processo a Daniel dei "Milk and Coffee": abusi su allieva dodicenne


Maestro di canto è stato denunciato dal padre della ragazza
Rory Cappelli

Il cantante, 49enne, accusato di aver abusato di una sua allieva di 12 anni
Avrebbe coinvolto una ragazzina di 12 anni, sua allieva, in un rapporto sentimentale durato due anni. E così, con l´accusa di violenza sessuale e atti sessuali su minore di 14 anni, Francesco Faro, 49 anni, che dagli anni Ottanta, con il nome Daniel, è il cantante del gruppo Milk & Coffee, è stato rinviato a giudizio dal Gup Claudio Mattioli su richiesta del pm Giovanni Bombarbieri. Musicista, insegnante di canto e di chitarra jazz, arrangiatore e compositore (ha scritto per Loredana Berté e arrangiato l´inno della Lazio interpretato da Pino Insegno, Reitano, Siria, Paola Turci), persino attore (è stato protagonista, con Licia Colò, di fotoromanzi sulla rivista Grand Hotel), Daniel/Francesco Faro, che gestisce insieme ad altre tre persone l´"Accademia d´arte teatrale tra palco e realtà" di via Voghera e che insegnava in diverse scuole della capitale, aveva Giulia (il nome è di fantasia) tra le sue allieve.Nel luglio del 2007, quando quindi la ragazzina ha appena 12 anni, inizia con lei una relazione, documentata dai tabulati telefonici. Secondo questi dati in un anno e mezzo allieva e maestro si sono chiamati circa 1800 volte, a un ritmo di tre-quattro telefonate al giorno. È stato proprio questo l´elemento dell´indagine che ha fatto scattare il rinvio a giudizio. Faro si è infatti sempre difeso affermando che la bambina aveva inventato la relazione «spinta dalla gelosia e dal desiderio di avere successo nel campo dello spettacolo».Secondo gli investigatori le cose sarebbero andate in un modo diverso: Daniel avrebbe circuito la ragazzina, per poi stancarsi di lei. E Giulia, innamorata persa, avrebbe iniziato a fare scenate, a cercarlo a tutte le ore, a «sfuggirgli di mano» come spiegano gli inquirenti. Irrequieta e infelice Giulia insospettisce il padre: il quale venuto a conoscenza della storia, la porta dal "maestro" per farsi spiegare cosa sta succedendo. Lui nega la relazione. Accusa Giulia di essersi inventata tutto: «Quella ragazza non l´ho mai toccata. Cercavo di dedicarle maggiori attenzioni perché la considero davvero brava, ha una voce bellissima» aveva detto Faro al Gip Donatella Pavone. «Solo negli ultimi mesi ho capito che si era invaghita. Ma ho sempre respinto le avances». Parte la denuncia. Iniziano le indagini. Nel dicembre del 2007, Faro viene arrestato ai domiciliari. Un paio di settimane dopo, su decisione del Tribunale del Riesame, i domiciliari vengono revocati. Adesso, dopo l´acquisizione di nuovi elementi di prova come i tabulati telefonici, il rinvio a giudizio. Faro rischia fino a 10 anni di carcere. Il 23 dicembre prossimo la prima udienza.
(Espresso Local 05 novembre 2008)

Pedofilia, Brescia: suore in preghiera per don Marco Baresi

L’ex vicerettore del seminario a processo per pedofilia

di ITALIA BRONTESI— BRESCIA —DON MARCO BARESI, ex vicerettore del Seminario di Brescia, da un anno agli arresti domiciliari con l’accusa di abusi sessuali su minore e detenzion...

2008-11-05di ITALIA BRONTESI— BRESCIA —DON MARCO BARESI, ex vicerettore del Seminario di Brescia, da un anno agli arresti domiciliari con l’accusa di abusi sessuali su minore e detenzione di materiale pedopornografico, era in aula. Fuori, nella piazzetta davanti al Tribunale, una ventina di persone, gli «amici di don Marco», tra cui quattro suore, ma anche «un ateo» per autodefinizione, con indosso magliette e giubbini con la scritta «free don», si sono messe in cerchio e hanno pregato. Hanno anche aperto un sito e raccolto firme per «una campagna di testimonianza sull’innocenza di don Marco». PRIMA UDIENZA ieri del processo al sacerdote, 39 anni, parroco di San Zeno e dal ’99 vicerettore del seminario, arrestato il 27 novembre del 2007 per pedofilia. Le indagini della squadra Mobile, ricostruite ieri in aula dall’ispettore Gianni Bellagente, hanno preso il via dalla denuncia di un ex allievo di don Baresi. Il ragazzo, che lasciò il seminario alla fine della terza media, ha raccontato di aver subito abusi sessuali da don Baresi. Nel computer del sacerdote la polizia trovò molte immagini di contenuto inequivocabile, scaricate da internet. Don Marco Baresi ha sempre respinto le accuse, sostenendo anche che non era il solo ad aver accesso a quel computer. In aula, davanti alla prima sezione penale del Tribunale presieduto da Enrico Fischetti, per l’accusa i pm Simone Marcon e Francesca Stilla, per la difesa l’avvocato Luigi Frattini. Tra i testimoni citati al processo anche monsignor Francesco Beschi, vescovo ausiliare di Brescia. Prossima udienza il 19, altre sette sono in calendario fino al 23 marzo, per un caso che ha scosso il mondo cattolico bresciano e non solo.

Violenza sessuale: avrebbe abusato delle figlie, arrestato agricoltore Lecce

In carcere agricoltore di 53 anni

(ANSA) - ALLISTE (LECCE), 5 NOV - Arrestato un agricoltore 53enne con l'accusa di aver compiuto, tra il 1998 ed il 2003, violenze sessuali sulle 2 figlie minorenni. All'epoca le bambine avevano avevano 7 e 10 anni. L'uomo, arrestato dai Cc di Alliste in esecuzione di un ordine di carcerazione, deve scontare una pena diventata definitiva a settembre. Le indagini furono avviate nel 1998, quando una delle due piccole confido' a una maestra gli abusi e le continue attenzioni sessuali del padre.

martedì 4 novembre 2008

DON GELMINI: DIFESA RICUSA GUP

Una richiesta di ricusazione del gup di Terni, Pierlugi Panariello, e' stata avanzata dal collegio difensivo (avvocati Filippo Dinacci e Lanfranco Frezza), del fondatore della Comunita' Incontro don Pierino Gelmini. A carico del sacerdote e' in corso un procedimento per molesie ed abusi sessuali, dei quali sarebbero state vittime 10 ospiti della comunita', che sta vivendo la fase preliminare. Nell'ultima udienza del 30 ottobre scorso il giudice ha ammesso l'istanza avanzata dal PM di incidente probatorio per sentire i denuncianti, fissando per lo svolgimento l'udienza del 4 dicembre. In relazione alle deposizioni di Michele Iacobbe e Giovanni Preziuso, nell'istanza di ricusazione si rileva che il gup consideri pacifico che questi giovani siano stati indotti a ritrattare le accuse in cambio di denaro, circostanza che, secondo i legali, presuppone che il giudice ritenga attendibili le dichiarazioni, anticipando, secondo una logica allo stato inopportuna, il giudizio di merito per la responsabilita' degli imputati. Contro tale decisione si e' mobilitata anche la difesa di Giampaolo Nicolasi (avvocato Manlio Morcella), collaboratore del sacerdote, accusato di favoreggiamento, al pari di un altro collega e della madre di uno degli accusatori.


(04 novembre 2008)

Condannato per pedofilia, il Tribunale Federale annulla la sentenza



LOSANNA - Il Tribunale federale ha annullato la condanna a otto anni e mezzo di reclusione inflitta lo scorso marzo ad un pedofilo a Ginevra. L´uomo, sposato e padre di tre figli, era accusato di aver molestato sessualmente sette bambine dai 4 ai 7 anni, di cui le proprie figlie.

Riservata in linea di massima ai reati più gravi, la pena inflitta dalla magistratura ginevrina è "troppo pesante", ritiene il TF. Essa non tiene peraltro conto di eventuali circostanze attenuanti, quali l´assenza di antecedenti giudiziari, la confessione dell´imputato e di una responsabilità parzialmente scemata a causa di un lieve handicap fisico.


Accogliendo un ricorso dell´uomo, i giudici federali hanno invitato la Corte di cassazione a riesaminare il caso. Condannato ad una pena supplementare di 18 mesi di carcere per altri reati pedofili, il ginevrino avrebbe dovuto scontare dieci anni.


ATS

lunedì 3 novembre 2008

CHIESA E PEDOFILIA:ABUSI SU 24 BAMBINI MA PER IL FRATE CAPPUCCINO DUE SONO PRESCRITTI


Incredibile il caso che vede protagonista un frate cappuccino di 68 anni accusato di aver regolarmente abusato di ragazzini per 35 anni. Il numero di ragazzini dai 9 ai 14 anni di cui avrebbe abusato è di 24, ma lui sostiene che due casi sono caduti in prescrizione. Mi domando se, in cuor suo, il frate pensi che faccia una grande differenza aver abusato di 24 bambini o di 22.

Preti pedofili in diocesi Friburgo, Losanna, Ginevra

3, Novembre 2008 Fra i sacerdoti della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo indagati per abusi sessuali è stato smascherato un “predatore” di bimbi: il frate cappuccino di cui si era già parlato agli inizi dell’anno è sospettato di aver abusato di 24 fanciulli sull’arco di almeno 35 anni. Lo ha indicato oggi la giudice istruttrice friburghese Yvonne Gendre. Il caso di un altro prete è stato trasmesso alla magistratura neocastellana.
Un predatore di bimbi fra i sacerdoti La giudice ha reso conto stamani delle investigazioni avviate inizio estate sulla base di una “lista di sospetti” ricevuta dalle mani di un parroco attivo nel canton Vaud. Cinque indagini preliminari sono state avviate contro altrettanti sacerdoti. Due essendo deceduti, l’operato della giustizia si è concentrato sugli altri tre. Uno dei religiosi è stato scagionato e l’inchiesta che lo riguardava è stata archiviata.
Il caso più grave è rappresentato dal frate cappuccino di 68 anni, sul quale agli inizi dell’anno la magistratura francese aveva aperto un’inchiesta. L’uomo “ha agito in tutta impunità per più di 35 anni”. Quando la giudice ha ricevuto il fascicolo riunito dalla diocesi, esso conteneva già i nomi di otto vittime, fra le quali il nipote dell’ecclesiastico. Dopo l’interrogatorio dell’interessato, il loro numero è salito a 22. L’apposita commissione della diocesi ha poi annunciato due vittime supplementari.
Il frate contesta due casi, che sarebbero ormai caduti in prescrizione. Gli abusi sono stati commessi in svariati cantoni e in Francia. È tuttavia in questo paese che sono stati commessi i fatti non ancora coperti dalla prescrizione: l’ultimo risale al 1995, mentre il nipote è stato molestato nel 1992. La giudice friburghese ha già contattato un collega di Grenoble, cui saranno trasmessi i risultati dell’inchiesta. Il religioso potrebbe essere giudicato in Francia o nel cantone - il cui nome è stato taciuto - dove risiede attualmente.
Le vittime dell’ecclesiastico erano tutti ragazzini dai 9 ai 14 anni “particolarmente vulnerabili”, ha dichiarato la giudice. Tre di loro erano handicappati. I primi abusi sono incominciati nel 1958 quando il religioso studiava in un convitto in Vallese. L’ecclesiastico era poi stato implicato in casi di pedofilia in Svizzera tra il 1968 e il 1972. Nel 1989 aveva lasciato il paese per la Francia. Nel 2002, la diocesi, venuta a conoscenza della situazione, aveva allertato la curia di Grenoble della pericolosità dell’uomo. Dopo essere stato trasferito a Lione, il frate era rientrato in Svizzera nel 2005.
(ats)

Svizzera/Cappuccino pedofilo: niente abusi nel Giura, trasferito a Zurigo
8, Febbraio, 2008
Il cappuccino sospettato nel Giura di pedofilia non ha commesso abusi nel cantone: il procuratore generale Yves Maître ha annunciato oggi di aver dunque archiviato il caso. Il religioso ha nel frattempo lasciato Delémont per raggiungere una comunità di cappuccini nei pressi di Zurigo.L’inchiesta di polizia ha permesso di accertare che il convento di Montcroix dove risiedeva il religioso non aveva accesso ad internet e che quest’ultimo non era in possesso di materiale a carattere pedofilo, ha precisato il procuratore.Il 67enne cappuccino era stato oggetto di attenzione da parte della stampa svizzera nelle scorse settimane in seguito a un’indagine avviata contro di lui in Francia. Nicolas Betticher, portavoce e, dal primo gennaio, anche vicario generale giudiziario della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo aveva fatto pubblicamente ammenda a nome della gerarchia ecclesiastica ammettendo persino una sua “complicità” nella recidiva del frate, per non essere intervenuta con decisione.La curia friburghese sapeva infatti dal 1989 almeno che il frate aveva abusato di un ragazzo, ma non aveva denunciato il fatto alla giustizia civile, preferendo lasciar trasferire il molestatore in Francia, dove era ricaduto una volta almeno nello stesso reato. Il religioso era tornato in Svizzera nel 2005 e si era stabilito nel convento di Montcroix a Delémont.


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domenica 2 novembre 2008

INDONESIA: PEDOFILO SVIZZERO APPARTENENTE A SETTA ARRESTATO DOPO 11 ANNI DI LATITANZA

(foto archivio)
Berna-Giakarta, 2 nov.- (Adnkronos/Ats) - E' finita a Bali la lunga latitanza, 11 anni, di un svizzero di 44 anni, ricercato dall'Interpol su mandato di cattura spiccato dalle autorita' francesi per abusi su una tredicenne. La notizia, resa nota dalla ''SonntagsZeitung'', e' stata confermata all'agenzia di stampa elvetica Ats dalla portavoce del Dipartimento federale degli Affari Esteri, Nadine Olivieri. All'uomo e' garantita la protezione consolare. Lo svizzero era stato codannato nel 1997 da una corte di Parigi a quattro anni di reclusione. Era ricercato a livello internazionale finche' il 16 settembre scorso e' stato fermato in Indonesia. Da allora e' in carcere preventivo. Stando al ''Jakarta Post'', su due fotocamere digitali sono state trovate foto di bambini nudi, possibili vittime dell'uomo. Le autorita' sospettano che l'interessato faccia parte di una rete internazionale di pedofili. L'uomo e' colpito da un mandato di estradizione internazionale emesso dalla Francia, ma potrebbe anche essere processato in Indonesia, dal momento che avrebbe abusato di una minorenne balinese. Tale ipotesi e' al vaglio degli inquirenti locali. Stando alla ''SonntagsZeitung'', la persona arrestata e' il figlio del fondatore della setta ''istinctothe'rapie'' che propugnava tra l'altro contatti sessuali tra adulti e bambini. Burger e' stato condannato nel 2001 in Francia a 15 anni di prigione per reati sessuali su minori. Anche il figlio del guru sarebbe stato vittime di abusi sessuali.
(Res/Zn/Adnkronos)
02-NOV-08 15:35

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