sabato 31 maggio 2008

Arrestato "amico di famiglia" per abusi su una bambina


Siracusa - Era il classico "amico di famiglia" che proprio grazie a questo stretto rapporto era riuscito più volte a farsi affidare la figlia di dieci anni da una coppia di amici. La piccola avrebbe invece subito abusi sessuali da parte dell’uomo, arrestato adesso dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale. Dalle indagini è emerso inoltre che il pedofilo avrebbe intrattenuto una relazione sessuale con un’altra ragazzina, oggi tredicenne.
Secondo gli investigatori l’uomo, R. M., di 50 anni, avrebbe ammesso le proprie responsabilità dopo essere stato fermato su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa Antonio Nicastro. L’inchiesta dei carabinieri della Tenenza di Floridia ha preso le mosse dalla denuncia presentata dai genitori della bambina, dopo che quest’ultima aveva confidato gli abusi subiti dall’amico di famiglia.
Le intercettazioni telefoniche disposte nei confronti dell’uomo hanno consentito inoltre di accertare che quest’ultimo da circa tre anni intratteneva una relazione con un’altra minore, oggi tredicenne, con la quale ha avuto sin dall’inizio rapporti sessuali.

30 maggio 2008 Il Giornale

Violenza sessuale sulla figlia, confermata la condanna a 9 anni e mezzo

La Corte di Appello di Campobasso, presieduta dalla dott.ssa Iesulauro, ha integralmente confermato la sentenza emessa nel marzo 2003 con la quale un uomo residente in Termoli è stato condannato alla pena detentiva di nove anni e mezzo di reclusione per aver commesso abusi sessuali sulla figlia all'epoca dei fatti minorenne.

La vicenda aveva preso le mosse dalla denuncia presentata dalla minore, per il tramite dei servizi sociali, con la quale si rappresentavano atti di violenza subiti per oltre tre anni tra le mura domestiche e la gravità della vicenda aveva dato luogo alla più rigida sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale frentano.
La parte offesa, costituitasi parte civile e difesa dall'Avv. Laura Carfagnini, ha ottenuto la conferma della sentenza di 1° grado di condanna a fronte della richiesta di assoluzione formulata dall'Avv. Luigi Greco per conto dell'imputato.
28 maggio 2008 Altromolise

giovedì 29 maggio 2008

Arrestato a Palermo il violentatore di una bambina di 10 anni già arrestato per stesso reato



Il pedofilo e' un parente della vittima

Un quarantenne di Palermo e' stato arrestato per violenza sessuale su una bimba che all'epoca dei fatti aveva 10 anni e alla quale e' legato da vincoli di parentela. L'uomo e' stato ammanettato dagli agenti della polizia di Stato della Squadra mobile di Palermo, Sezione specializzata nei reati in danno di minori e reati sessuali, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di violenza sessuale aggravata. Avrebbe, almeno in due occasioni, abusato della piccola che ha raccontato agli investigatori quanto le e' accaduto, intimandole di mantenere il silenzio. Il 40enne era gia' stato arrestato lo scorso anno per violenza sessuale aggravata e lesioni gravi nei confronti di un'altra minore anche in quel caso di pochi anni.

SARDEGNA/ SASSARI,ABUSI SESSUALI SU COMPAGNO RITARDATO:2 ARRESTI

I fatti avvenuti 4 anni fa a scuola, ripresi con il cellulare

Roma, 29 mag. (Apcom) - Avevano costretto sotto minaccia e con la forza un loro compagno di classe, affetto da un deficit cognitivo, a subire atti sessuali: per questo gli agenti della Squadra Mobile di Sassari hanno arrestato con l'accusa di violenza sessuale due 22enni del posto, C.P. e U.A. Le violenze nei confronti della vittima avvenivano con cadenza settimanale e si sono consumate negli spogliatoi dell'Istituto Ipia nell'anno scolastico 2003/2004, quando i due arrestati erano minorenni. In qualche occasione, gli abusi sono stati filmati con un telefono cellulare munito di fotocamera e mostrati ad altri compagni di classe.

Violenza sessuale: Don Mauro Stefanoni condannato a otto anni di reclusione


otto anni al prete pedofilo di Laglio

Don Mauro abusava di un ragazzino, all'epoca dei fatti minorenne. Il giovane lo denuncia. Lui si dice innocente ma i siti e le chat frequentate dicono il contrario

Don Mauro Stefanoni abusava di un ragazzino che all'epoca dei fatti era minorenne. Nel 2004 il giovane, un parrocchiano affetto da una lieve disabilità, lo denuncia. Il prete, ex parroco di Laglio, viene accusato di violenza sessuale. Oggi la condanna del tribunale di Como: otto anni di reclusione.
Il prete, che oggi non era presente in aula per la sentenza finale, si è sempre dichiarato innocente. Ma secondo i fatti ricostruiti in aula dal pm, appare il contrario: "La videocassetta omopornografica trovata nella casa parrocchiale, la tipologia dei film acquistati sulla tv via satellite, i siti internet navigati, le chat line frequentate, i soprannomi utilizzati per farlo e i rapporti intrattenuti con un suo ex parrocchiano di Ponte Tresa costituiscono una cornice perfetta per il quadro dipinto dalla vittima".
A dar risalto alla vicenda è pure la notizia emersa poco tempo fa della "soffiata" che monsignor Alessandro Maggiolini, all'epoca dei fatti vescovo emerito di Como, fece a don Mauro Stefanoni nel 2004 per riferirgli dell'indagine in corso nei suoi confronti. Al Corriere della Sera, l'ex vescovo ha negato di aver ostacolato le indagini. “Come avrei potuto - si chiede monsignor Maggiolioni - visto che intervenni solo quando il fatto era ormai risaputo?”. Termina l'ex vescovo: "Se poi sono stati commessi abusi sessuali, è un fatto gravissimo. Lo è per una persona laica, figuriamoci per un religioso".
Dopo tre ore di dibattimento, è giunta la sentenza: otto anni e risarcimento alle parti civili per un totale di 180'000 euro (120.000 al ragazzo, 30 mila ciascuno ai due genitori).

Pedofilia: adescava le bambine dello scuolabus

PEDOFILIA NEL MIRINO

Mario Bertoldi
Cinquantenne patteggia: tre anni per violenza e molestie al cellulare
Lo scorso anno l’uomo era stato arrestato
Per un caso è stato accusato anche di sequestro di persona

BOLZANO. Tesido, in val Pusteria, è un paese di mille anime ma Walter Peter Totmoser di 53 anni è riuscito a colpire indisturbato per sette anni prima di finire in manette e poi davanti ad un magistrato. E’ una storia quasi incredibile quella che è stata ricostruitra ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Carla Scheidle. L’imputato, accusato di atti di pedofilia (che in un caso sono sfociati anche in sequestro di persona) ha patteggiato 3 anni e 3 mesi.Nonostante in paese si mormorasse da tempo delle inclinazioni maniacali dell’imputato, c’è voluto del tempo perchè la magistratura decidesse di intervenire. Fu l’episodio più grave ad incastrare Walter Peter Totmoser che pare avesse l’abitudine di scegliere le proprie vittime alla fermata dello scolabus di Tesido. L’obbiettivo era sempre uno solo: addocchiare e riuscire ad instaurare un contatto con alcune delle bambine o ragazzine che rientravano a casa dopo una mattinata trascorsa a scuola. In un caso l’imputato non sarebbe riuscito a controllare i propri bassi istinti al punto da arrivare a costringere una dodicenne a seguirlo sotto la minaccia di un coltello. La bambina, notevolmente impaurita, accettò e una volta nella sua abitazione venne denudata e costretta a subire palpeggiamenti e a toccare l’uomo nelle parti intime.Per tentare di convincere la piccola a non raccontare a nessuno quanto accaduto, il pedofilo decise in primo luogo di minacciare la piccola di pesanti ritorsioni, regalandole poi un «memory stick» (cioè una cosiddetta chiavetta salva memoria) per computer. Fu la madre della piccola a trovare la chiavetta facendo il bucato. Dato che la bambina non aveva mai posseduto un computer la madre chiese spiegazioni alla figlioletta la quale scoppiò in lacrime raccontado cosa le fosse accaduto. La denuncia dettagliata sporta ai carabinieri fece finalmente emergere il caso e fu così che altri episodi (in un primo tempo sottovalutati in paese) vennero a galla. L’uomo venne arrestato su ordine di custodia cautelare. Ieri Walter Peter Totmoser ha chiesto e ottenuto di chiudere la vicenda direttamente in sede preliminare con un patteggiamento a tre anni e tre mesi di reclusione. La condanna è stata limitata, sotto il profilo della quantificazione, per effetto degli sconti previsti dal codice per il rito scelto. Il conto finale presentato dalla giustizia è risultato decisamente soft nonostante l’uomo sia stato chiamato a rispondere di due episodi di violenza sessuale (in un caso con sequestro di persona) e altri sei episodi di molestie. E’ emerso infatti che l’uomo riusciva spesso ad ottenere dalle ragazzine il numero di telefono cellulare con cui poi iniziare una martellante azione di pressione psicologica a contenuto osceno. (29 maggio 2008)

Baby squillo, processo a Franco Livraga: incidente probatorio per la vittima

Si è chiuso dopo quattro ore l' incidente probatorio voluto dalla Procura di Parma per cristallizzare alcune accuse nei confronti di Franco Livraga Pilizzotti, l'idraulico parmigiano di 61 anni finito in carcere a settembre con l'accusa di aver messo in piedi un giro di baby-squillo nella città emiliana.Di fronte al Gip Pietro Rogato, uno dei clienti e una delle ragazze che accusano l'idraulico di essere state sfruttate, violentate e drogate. La ragazza, che figura anche tra gli indagati dell'inchiesta per favoreggiamento, ha dichiarato di essere stata letteralmente ''imbottita di droga'' e di aver accondisceso alle richieste dell'idraulico per anni perche', in qualche modo, innamorata del principale indagato. Nel dire questo, la ragazza - che aveva 16 anni all'epoca del primo rapporto con l'imputato - ha aggiunto che ''attualmente non prova piu' niente'' per l'uomo che, secondo l'accusa, l'avrebbe costretta a prostituirsi. A questa affermazione Franco Livraga ha dato in escandescenze in aula e si è messo ad urlare in preda ad una crisi di gelosia. ''Voglio tornare in carcere'', ha detto Livraga al colmo della crisi. L'episodio è stato riportato dai legali dell'indagato e confermato dalle altre parti presenti nel corso dell'incidente probatorio. Secondo la difesa di Livraga, dopo aver assistito alla sfuriata la ragazza avrebbe parzialmente corretto la propria dichiarazione d' indifferenza. Livraga è accusato di una ventina di imputazioni che vanno dalla violenza sessuale individuale e di gruppo, anche nei confronti di ragazze minori, allo sfruttamento della prostituzione, dalla cessione di stupefacenti alla produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Quindici le persone indagate a diverso titolo (per la maggior parte clienti del giro messo in piedi da Livraga) nell'inchiesta condotta dalla Pm Lucia Russo.
(La Repubblica Parma 29 maggio 2008)

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