domenica 20 dicembre 2009
Pedofilia,Campobasso: prete condannato, deve andare via
20 dicembre, 19:47
(ANSA) - CAMPOBASSO, 20 DIC - 'Don Felix deve andare via da Cercemaggiore': e' quanto chiedono un centinaio di abitanti del Comune in provincia di Campobasso.
La richiesta e' stata inoltrata dopo avere appreso che il sacerdote nel 2004 e' stato condannato per molestie sessuali nei confronti di alcuni bambini di un paese in provincia di Grosseto. Gli abitanti affermano di non avere piu' fiducia in lui visto che fino a qualche tempo fa avrebbe negato di essere lui il prete condannato.
sabato 19 dicembre 2009
Pedofilia, Bolzano: maestro elementare condannato
enerdì 18 dicembre 2009
Pedofilia, quasi tre anni al maestro
Era stato filmato mentre toccava i propri alunni nelle parti intime
Il docente potrà evitare di scontare la pena in carcere. Farà appello
di Mario Bertoldi
Bolzano - Il maestro accusato di atti di pedofilia in classe ai danni dei propri alunni non andrà in carcere ma non potrà nemmeno più insegnare. Ieri la giudice Silvia Monaco lo ha condannato (con la riduzione prevista per il rito abbreviato) a due anni e otto mesi di reclusione. Per gli avvocati difensori (Nicola Nettis e Alberto Valenti) si tratta di un risultato processuale di tutto rilievo se si pensa che l’obbiettivo, al di là delle richieste assolutorie per lo più formali, era comunque quello di ottenere una sentenza che permettesse all’insegnante (di 48 anni) di evitare il ritorno in carcere. Il verdetto di ieri non permette la sospensione condizionale della pena, non applicabile per condanne superiori ai due anni. Ma aver ottenuto una condanna al di sotto dei tre anni di reclusione permetterà ai legali dell’insegnante di puntare sull’affidamento ai servizi sociali in prova. Il pubblico ministero Donatella Marchesini aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo di reclusione: per il docente (che insegnava matematica ed educazione fisica in una scuola elementare vicino a Bolzano) sarebbe cambiato tutto, in peggio ovviamente, dato che l’entità della pena non avrebbe permesso misure alternative al carcere. Ecco perchè gli avvocati difensori Valenti e Nettis hanno accolto con un mezzo sorriso la sentenza di ieri pomeriggio. E’ vero che l’insegnante è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti dei propri alunni, ma è anche vero che lo stesso giudice ha riconosciuto la sussistenza dell’ipotesi più lieve del reato. Con una considerazione finale importante: i bambini, vittime di toccamenti solo apparentemente casuali, non avrebbero mai avuto la sensazione di essere oggetto di attenzioni morbose o innaturali da parte del loro maestro. Anche per questo la quantificazione del risarcimento riconosciuto ai genitori (che si erano costituiti parte civile) è rimasta ancorata a cifre tutto sommato modeste. A tutti le famiglie coinvolte l’imputato aveva offerto 2500 euro. In quattro avevano accettato e si erano ritirati dal processo. Sei famiglie avevano ritenuto insufficiente la somma. Il giudice Silvia Monaco ha fatto chiarezza anche su questo. Per una delle famiglie ancora in giudizio ha ritenuto congrua l’offerta di 2500 euro, per le altre cinque il risarcimento è stato raddoppiato. Pertanto ad ogni coppia di genitori andranno 5000 euro, stesso importo che l’insegnante dovrà sborsare a favore della scuola (a cui peraltro non è stato riconosciuto il danno di immagine).Il risarcimento complessivo che l’insegnante dovrà liquidare raggiunge dunque i 37.500 euro. Il maestro, comunque, non potrà più fare ritorno in classe dato che la sentenza prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici. L’imputato se lo aspettava e aveva già messo in preventivo che per campare, in futuro, avrebbe dovuto trovarsi un altro lavoro. Un impegno in tal senso era stato espresso apertamente in aula dallo stesso insegnante prima che il giudice si chiudesse in camera di consiglio. Gli avvocati difensori hanno comunque annunciato ricorso in appello. I due legali si dicono convinti che il maestro non sia un pedofilo. E’ vero che agli atti ci sono filmati che documentano questa innaturale propensione dell’insegnante a mettere la mani addosso ai bambini (una volta sul sedere, un’altra volte sulle parti intime ecc.), ma è anche vero - sostengono i difensori - che il processo non avrebbe risolto il dubbio sulla reale consapevolezza dell’imputato. In altre parole gli avvocati difensori ritengono che l’inchiesta non abbia assolutamente chiarito se l’insegnante avesse un comportamento anomalo e molto confidenziale con i bambini al fine di appagare i propri istinti sessuali. Ricordiamo che nel computer in uso, l’imputato non possedeva foto proibite.
venerdì 18 dicembre 2009
Pedofilia, Sanremo: rinviato a giudizio padre stupratore
SANREMO (IM) – Un padre di circa 40 anni, accusato di avere ripetutamente abusato sessualmente della propria figlia di 10 anni è stato rinviato a giudizio dal gip Eduardo Bracco, del tribunale di Sanremo, con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
L’uomo che abita in provincia d’Imperia, dovrà comparire a giudizio solo il prossimo 12 febbraio 2010.
La drammatica vicenda familiare è emersa grazie alle confidenze della bambina alla mamma che ha denunciato il marito.
Successivamente, anche riscontri sanitari hanno provato la fondatezza della accuse, la bambina è stata sottoposta ad una perizia medica, per poter ricostruire al meglio la vicenda che dura da oltre un anno.
fonte
giovedì 17 dicembre 2009
Pedofilia, si dimette vescovo irlandese. Il Papa: «Tradimento e vergogna»
Benedetto XVI ha accolto oggi le dimissioni del vescovo irlandese Donald Brendan Murray, accusato dal Rapporto del Governo di Dublino di aver coperto sacerdoti pedofili.
All'epoca dei fatti, mons. Murray, attuale vescovo di Limerick, era ausiliare di Dublino. Il Rapporto Murphy lo accusa di aver reagito in modo «imperdonabile» («inexcusable»), nascondendo di fatto le informazioni relative ai preti pedofili che venivano spostati da una parrocchia all'altra.
«Scosso e addolorato» dalla lettura del Rapporto governativo, le cui risultanze gli sono state confermate dai vertici dell'Episcopato Irlandese, Papa Ratzinger aveva assunto la settimana scorsa impegni precisi verso le vittime degli abusi sessuali perpetrati su minorenni da parte di membri del clero dell'arcidiocesi di Dublino: i responsabili pagheranno, aveva assicurato annunciando anche una sua imminente Lettera Pastorale sulla dolorosa vicenda. Ad aumentare lo sdegno del Papa è il fatto che i sacerdoti colpevoli (una cinquantina) sono spesso stati semplicemente ammoniti e trasferiti dai loro vescovi. «Il Santo Padre - affermava la nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede venerdì 11 dicembre - condivide l'oltraggio, il tradimento e la vergogna percepiti da così tanti fedeli in Irlanda, e si è unito a loro nella preghiera in questo momento difficile nella vita della Chiesa», invitando allo stesso tempo i cattolici irlandesi e in tutto il mondo «ad unirsi a lui nella preghiera per le vittime, le loro famiglie e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini efferati».
Inoltre, prosegue il comunicato, Benedetto XVI «assicura tutti gli interessati che la Chiesa continuerà a seguire la grave questione con la massima attenzione, al fine di meglio comprendere come tali vergognosi eventi siano accaduti e il modo migliore per sviluppare strategie efficaci così da evitare il loro ripetersi». La Santa Sede, ribadisce la nota letta e approvata dal Pontefice, «prende molto sul serio le questioni centrali sollevate dalla relazione, ivi comprese le questioni relative alla guida dei responsabili della Chiesa locale che hanno la responsabilità ultima nella cura pastorale dei bambini».
Il Papa esprime una volta di più «il proprio rammarico per le azioni di alcuni membri del clero che hanno tradito le loro solenni promesse a Dio», aveva aggiunto venerdì scorso il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, che oggi si è limitato invece a comunicare la notizia dell'accettazione delle dimissioni senza ulteriori commenti.
Mentre la sala stampa vaticana annunciava le dimissioni del vescovo irlandese Donal Murray dalla guida della diocesi di Limerick, in seguito allo scandalo dei preti pedofili, lui stesso ha chiesto «umilmente» scusa in un incontro con i dipendenti nella cattedrale di St. John.
«Ho incontrato lunedì 7 dicembre - ha detto il presule a quanto riportato in una nota sul sito della diocesi - il Cardinale Prefetto della Congregazione per i Vescovi. Gli ho chiesto di portare le mie dimissioni come Vescovo di Limerick a Papa Benedetto. Il Santo Padre ha accettato le mie dimissioni che hanno effetto immediato da questa mattina. Ho sentito le opinioni di molti sopravvissuti - ha aggiunto il vescovo - soprattutto nei giorni successivi alla pubblicazione del Rapporto Murphy. Alcuni hanno espresso il desiderio affinché rassegnassi le mie dimissioni, altri mi hanno chiesto di non farlo. So bene che le mie dimissioni non possono annullare il dolore che le vittime di abuso sopravvissute hanno sofferto in passato e continuano a soffrire ogni giorno. Chiedo umilmente scusa ancora una volta a tutti coloro che sono stati abusati quando erano bambini piccoli. A tutti i sopravvissuti ripeto che la mia principale preoccupazione è quella di aiutare in ogni modo possibile, il loro cammino verso la sperata serenità».
«Un vescovo - ha proseguito il vescovo Murray - è chiamato ad essere una persona che cerca di guidare e ispirare tutto il popolo della diocesi a vivere come una comunità unita nella verità e nell'amore di Cristo. Ho chiesto al Santo Padre accogliere le mie dimissioni e di nominare un nuovo vescovo per la diocesi, perché credo che la mia presenza possa creare difficoltà ad alcuni dei sopravvissuti, che devono avere il primo posto nei nostri pensieri e preghiere». Il vescovo ha poi espresso il desiderio che le sue «ultime parole come vescovo di Limerick» fossero quelle pronunciate il 29 novembre scorso: «Siamo persone che credono che la misericordia di Dio e la salvezza di Dio sono senza limiti. Siamo chiamati ad essere portatori di quella speranza l'uno all'altro e in particolare a coloro la cui fiducia è stata tradita quando erano solo bambini piccoli e che hanno vissuto il terrore, l'impotenza e le sofferenze inflitte da adulti spaventosi e dominanti. Essi dovrebbero avere sempre un posto speciale nelle nostre preghiere».
La nota della diocesi di Limerick si conclude con le seguenti parole: «Né il vescovo Murray né alcun portavoce della diocesi farà altri commenti».
L'Unità 17 dicembre 2009
Pedofilia, si dimette vescovo irlandese Il Papa: «Tradimento e vergogna»
Benedetto XVI ha accolto oggi le dimissioni del vescovo irlandese Donald Brendan Murray, accusato dal Rapporto del Governo di Dublino di aver coperto sacerdoti pedofili.
All'epoca dei fatti, mons. Murray, attuale vescovo di Limerick, era ausiliare di Dublino. Il Rapporto Murphy lo accusa di aver reagito in modo «imperdonabile» («inexcusable»), nascondendo di fatto le informazioni relative ai preti pedofili che venivano spostati da una parrocchia all'altra.
«Scosso e addolorato» dalla lettura del Rapporto governativo, le cui risultanze gli sono state confermate dai vertici dell'Episcopato Irlandese, Papa Ratzinger aveva assunto la settimana scorsa impegni precisi verso le vittime degli abusi sessuali perpetrati su minorenni da parte di membri del clero dell'arcidiocesi di Dublino: i responsabili pagheranno, aveva assicurato annunciando anche una sua imminente Lettera Pastorale sulla dolorosa vicenda. Ad aumentare lo sdegno del Papa è il fatto che i sacerdoti colpevoli (una cinquantina) sono spesso stati semplicemente ammoniti e trasferiti dai loro vescovi. «Il Santo Padre - affermava la nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede venerdì 11 dicembre - condivide l'oltraggio, il tradimento e la vergogna percepiti da così tanti fedeli in Irlanda, e si è unito a loro nella preghiera in questo momento difficile nella vita della Chiesa», invitando allo stesso tempo i cattolici irlandesi e in tutto il mondo «ad unirsi a lui nella preghiera per le vittime, le loro famiglie e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini efferati».
Inoltre, prosegue il comunicato, Benedetto XVI «assicura tutti gli interessati che la Chiesa continuerà a seguire la grave questione con la massima attenzione, al fine di meglio comprendere come tali vergognosi eventi siano accaduti e il modo migliore per sviluppare strategie efficaci così da evitare il loro ripetersi». La Santa Sede, ribadisce la nota letta e approvata dal Pontefice, «prende molto sul serio le questioni centrali sollevate dalla relazione, ivi comprese le questioni relative alla guida dei responsabili della Chiesa locale che hanno la responsabilità ultima nella cura pastorale dei bambini».
Il Papa esprime una volta di più «il proprio rammarico per le azioni di alcuni membri del clero che hanno tradito le loro solenni promesse a Dio», aveva aggiunto venerdì scorso il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, che oggi si è limitato invece a comunicare la notizia dell'accettazione delle dimissioni senza ulteriori commenti.
Mentre la sala stampa vaticana annunciava le dimissioni del vescovo irlandese Donal Murray dalla guida della diocesi di Limerick, in seguito allo scandalo dei preti pedofili, lui stesso ha chiesto «umilmente» scusa in un incontro con i dipendenti nella cattedrale di St. John.
«Ho incontrato lunedì 7 dicembre - ha detto il presule a quanto riportato in una nota sul sito della diocesi - il Cardinale Prefetto della Congregazione per i Vescovi. Gli ho chiesto di portare le mie dimissioni come Vescovo di Limerick a Papa Benedetto. Il Santo Padre ha accettato le mie dimissioni che hanno effetto immediato da questa mattina. Ho sentito le opinioni di molti sopravvissuti - ha aggiunto il vescovo - soprattutto nei giorni successivi alla pubblicazione del Rapporto Murphy. Alcuni hanno espresso il desiderio affinché rassegnassi le mie dimissioni, altri mi hanno chiesto di non farlo. So bene che le mie dimissioni non possono annullare il dolore che le vittime di abuso sopravvissute hanno sofferto in passato e continuano a soffrire ogni giorno. Chiedo umilmente scusa ancora una volta a tutti coloro che sono stati abusati quando erano bambini piccoli. A tutti i sopravvissuti ripeto che la mia principale preoccupazione è quella di aiutare in ogni modo possibile, il loro cammino verso la sperata serenità».
«Un vescovo - ha proseguito il vescovo Murray - è chiamato ad essere una persona che cerca di guidare e ispirare tutto il popolo della diocesi a vivere come una comunità unita nella verità e nell'amore di Cristo. Ho chiesto al Santo Padre accogliere le mie dimissioni e di nominare un nuovo vescovo per la diocesi, perché credo che la mia presenza possa creare difficoltà ad alcuni dei sopravvissuti, che devono avere il primo posto nei nostri pensieri e preghiere». Il vescovo ha poi espresso il desiderio che le sue «ultime parole come vescovo di Limerick» fossero quelle pronunciate il 29 novembre scorso: «Siamo persone che credono che la misericordia di Dio e la salvezza di Dio sono senza limiti. Siamo chiamati ad essere portatori di quella speranza l'uno all'altro e in particolare a coloro la cui fiducia è stata tradita quando erano solo bambini piccoli e che hanno vissuto il terrore, l'impotenza e le sofferenze inflitte da adulti spaventosi e dominanti. Essi dovrebbero avere sempre un posto speciale nelle nostre preghiere».
La nota della diocesi di Limerick si conclude con le seguenti parole: «Né il vescovo Murray né alcun portavoce della diocesi farà altri commenti».
L'Unità 17 dicembre 2009
martedì 15 dicembre 2009
Liam Gabriele McCarthy: "Chi l'ha visto?" 14 dicembre 2009
Leone, un bambino conteso tra due sponde dell’oceano
GUARDA IL VIDEOUna donna italiana, Manuela, è ricercata perché ha rapito suo figlio. Di questo l’accusa il suo ex marito americano che ha dato vita ad una campagna mediatica tra networks, giornali, video, duecento siti web che pubblicano foto e nome del bambino. Una guerra giudiziaria combattuta tra Italia e Stati Uniti. Lui, il padre, dice che lei ha rapito il figlio e lo ha manipolato per sottrarlo a lui. Lei, la madre, accusa lui di aver abusato del bambino che, ascoltato dagli psichiatri, direbbe cose terribili di suo padre. Alla fine un decreto ha disposto il collocamento in una casa famiglia del bambino, che non ci vuole stare. Chiede alla mamma di portarlo via e lei lo fa. Ora madre e figlio sono fuggiaschi, si nascondono. Manuela non sa più cosa fare è disperata. Nel frattempo il padre è volato in Italia…
domenica 22 febbraio 2009
RIGNANO FLAMINIO, 28 FEBBRAIO - MANIFESTAZIONE CONTRO LA PEDOFILIA
