Fonte: sito Polizia di Stato
La denuncia
La denuncia è un atto con il quale chiunque abbia notizia di un reato perseguibile d'ufficio ne informa il pubblico ministero o un ufficiale di polizia giudiziaria.
La denuncia è un importante strumento di collaborazione da parte del cittadino che consente alla Magistratura ed alle Forze di polizia di perseguire gli autori dei reati, ricordiamo comunque che il cittadino non ha alcun obbligo giuridico che gli impone di sporgere denuncia fatti salvi i casi riportati nella tabella.
Nella scheda si trovano le domande tipo che più frequentemente ci vengono poste negli Uffici di polizia dai cittadini.
Chi può presentare la denuncia?
Un privato o il suo avvocato, un pubblico ufficiale e un incaricato di pubblico servizio
Dove si presenta la denuncia?
Negli uffici delle forze dell'ordine (questure, commissariati di P.S., Carabinieri). Anziani e portatori di handicap possono richiedere il servizio di "denunce a domicilio" telefonando al 113.
Come si presenta la denuncia?
Se la denuncia si presenta in forma orale il pubblico ufficiale redigerà un verbale.Se si presenta in forma scritta l'utente può utilizzare il modulo disponibile negli uffici delle forze dell'ordine
La presentazione della denuncia ha una scadenza?
Non vi sono scadenze, tranne nei casi di denuncia obbligatoria previsti dal Codice Penale.
Quando è obbligatorio presentare una denuncia?
La denuncia è un atto facoltativo che diventa obbligatorio quando:
-si viene a conoscenza di un reato contro lo Stato (attentati, terrorismo, spionaggio politico-militare, stragi)
- ci si accorge di aver ricevuto in buona fede denaro falso.
- si riceve denaro sospetto o si acquistano oggetti di dubbia origine
- si viene a conoscenza di depositi di materie esplodenti o rinvenga qualsiasi esplosivo
- si subisce un furto o smarrisce un’arma, parte di essa o un esplosivo
- rappresentanti sportivi hanno avuto notizia di imbrogli nelle
competizioni sportive
Che cosa deve contenere la denuncia?
La denuncia deve contenere l’esposizione dei fatti ed essere sottoscritta dal denunciante o dal suo avvocato.
Può essere richiesta una ricevuta di ricezione della denuncia?
Il cittadino o il suo avvocato possono chiedere una ricevuta per la denuncia presentata in forma scritta o orale.
La querela
La querela è prevista dagli artt.336 e 340 del Codice di Procedura Penale e riguarda i reati non perseguibili d’ufficio per i quali invece è prevista la denuncia.
Si tratta della dichiarazione con la quale la persona che ha subito il reato (o il suo legale rappresentante) esprime la volontà che si proceda per punire il colpevole.
Non sono previste regole particolari per il contenuto della querela; è necessario però che ci sia la descrizione del fatto-reato, e che risulti chiara la manifestazione di volontà del querelante che si proceda in ordine al fatto e se ne punisca il colpevole.
Nella scheda si trovano le domande tipo che più frequentemente ci vengono poste negli Uffici di polizia dai cittadini.
Chi la può presentare?
La persona offesa o il suo avvocato
A chi rivolgersi?
In Italia: a un pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziariaAll'estero: a un agente consolare
Quali sono i termini per la presentazione?
Entro 3 mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce il reato.
Entro 6 mesi per reati contro la libertà sessuale (violenza sessuale o atti sessuali con minorenne)
Come può essere presentata?
- In forma orale, in questo caso il pubblico ufficiale scriverà un verbale - In forma scritta - può essere recapitata anche tramite un incaricato o spedita per posta con raccomandata. In questi casi deve essere autenticata la firma. Anche per la raccomandata?- In caso di flagranza per i reati che prevedono l'arresto obbligatorio o facoltativo, può essere resa una dichiarazione orale ad un agente di polizia giudiziaria presente sul luogo
Cosa deve contenere la querela?
La descrizione del fatto-reato con eventuali notizie circa l'autore e circa le proveLa chiara manifestazione di volontà del querelante perché il colpevole sia punito.La sottoscrizione del querelante o del suo avvocato
Chi può richiedere la ricevuta di presentazione di querela?
Possono richiederla il querelante o il suo avvocato
E’ possibile ritirare la querela?
Il querelante o il suo avvocato possono ritirare (remissione) la querela precedentemente proposta, dandone notizia in forma orale o scritta all'autorità o all'ufficiale di polizia giudiziaria
La remissione di querela può avvenire anche in forma tacita, quando accadono fatti palesemente contrari
alla volontà di persistere nella querela.
La querela proposta per alcune ipotesi di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni è irrevocabile.
AttenzionePerché la querela sia archiviata la remissione deve essere accettata dal querelato che, se innocente, potrebbe avere invece interesse a dimostrare, attraverso il processo, la sua completa estraneità al reato.
martedì 5 febbraio 2008
PEDOFILIA: 3 ARRESTI IN TRENTINO. Rapporti in cambio di lezioni private
In un solo giorno tre arresti per pedofilia ieri in Trentino. In carcere un insegnante e due operai di 51, 64 e 27 anni, rispettivamente di Nave San Felice (Tn), di Cembra (Tn) e di Trento. Le accuse sono state mosse da ragazzini adolescenti che dichiarano di essere stati costretti ad avere rapporti sessuali. Secondo la Polizia di Stato l'insegnante avrebbe preteso rapporti in cambio di lezioni private organizzate a casa sua e avrebbe anche cercato di adescare ragazzi in Internet, mentre i due operai avrebbero violentato in un boschetto (a Terlago, Trento) altri minori: in questo caso la madre di uno dei ragazzi avrebbe avuto i primi sospetti monitorando le corrispondenze chat del figlio. La Polizia ha seguito gli spostamenti dei sospettati sia con microspie che con rilevatori Gps.
Fonte La Repubblica 5 febbraio 2008
Fonte La Repubblica 5 febbraio 2008
Pedofilia:tre uomini arrestati a Trento.In manette un insegnante, un operaio ed un pensionato
2008-02-05 00:00
(ANSA) - TRENTO, 4 FEB - Tre uomini sono stati arrestati a Trento con l'accusa di pedofilia per aver compiuto atti sessuali con minorenni. Si tratta di un insegnante ventottenne di Trento, di un operaio cinquantenne di Lavis e di un pensionato sessantacinquenne della Val di Cembra. Massimo riserbo degli inquirenti sull'inchiesta, coordinata dai pm Davide Ognibene e Alessia Silvi, e portata avanti dalla polizia di Trento.
(ANSA) - TRENTO, 4 FEB - Tre uomini sono stati arrestati a Trento con l'accusa di pedofilia per aver compiuto atti sessuali con minorenni. Si tratta di un insegnante ventottenne di Trento, di un operaio cinquantenne di Lavis e di un pensionato sessantacinquenne della Val di Cembra. Massimo riserbo degli inquirenti sull'inchiesta, coordinata dai pm Davide Ognibene e Alessia Silvi, e portata avanti dalla polizia di Trento.
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lunedì 4 febbraio 2008
Sassari, stupri su minori: Coppia arrestata non risponde al gip
Non rispondono al gip, convalidata custodia in carcere
Violenza sessuale su minori con fragilità psichica.
(ANSA)- SASSARI, 4 FEB- Si e' trincerata dietro al silenzio la coppia sassarese arrestata per presunti stupri su una decina di minorenni tra i 13 e i 16 anni. Interrogati dal gip, Alessandro Sotgia, 34 anni, e la fidanzata, Tanja Rozzo, 22, si sono avvalsi della facolta' di non rispondere. Il giudice ha convalidato il provvedimento.I due avrebbero agito insieme: lei adescava le ragazzine, spesso con deficit psichici, e lui le costringeva a rapporti sessuali con entrambi.
Violenza sessuale su minori con fragilità psichica.
(ANSA)- SASSARI, 4 FEB- Si e' trincerata dietro al silenzio la coppia sassarese arrestata per presunti stupri su una decina di minorenni tra i 13 e i 16 anni. Interrogati dal gip, Alessandro Sotgia, 34 anni, e la fidanzata, Tanja Rozzo, 22, si sono avvalsi della facolta' di non rispondere. Il giudice ha convalidato il provvedimento.I due avrebbero agito insieme: lei adescava le ragazzine, spesso con deficit psichici, e lui le costringeva a rapporti sessuali con entrambi.
VIOLENZE SESSUALI SU MINORI CON FRAGILITA' - DUE ARRESTI ALL’ALBA
Lei le adescava, il fidanzato le stuprava
Gianni Bazzoni
Sassari: 10 minori vittime di una coppia in una roulotte di un camping sul litorale. Quasi tutte sono psichicamente fragili, la prima denuncia è di una madre
SASSARI. Uno «svago» pianificato nei dettagli e portato avanti per mesi: lei adescava le ragazzine ai giardini pubblici e sugli autobus e le accompagnava dal fidanzato che attendeva nella roulotte, in un camping del litorale, dove venivano stuprate. La coppia è stata arrestata dagli agenti della Sezione minori della squadra mobile della questura con l’accusa di violenza sessuale su minori.In carcere sono finiti Alessandro Sotgia, 34 anni di Sassari, e Tanja Rozzo, di 22, originaria di Kelheim (in Germania) ma da tempo residente in città. Gli investigatori, guidati dal dirigente Giusy Stellino, sono andati a prenderli ieri all’alba. Lui ha mostrato una finta sorpresa, lei ha pianto a lungo. Da qualche tempo non stanno più insieme, ma quel legame potrebbe avere segnato la loro vita per sempre. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice delle indagini preliminari Gianni Delogu su richiesta del procuratore capo Giuseppe Porqueddu e del sostituto Gianni Caria (al quale è stata delegata la delicata inchiesta).Una decina le ragazzine coinvolte nella terribile storia: la più grande ha 16 anni, la più piccola 13, in mezzo un gruppetto di quattordicenni. Tutte deboli e indifese, spesso con deficit psicofisici o forti difficoltà relazionali. A rompere il muro di silenzio, costruito sulle minacce di morte del dopo («Se parli ti uccido»), la denuncia di una mamma che ha accompagnato la figlia in questura e ha raccontato la brutta esperienza. Da quel momento, pur con fatica, sono state individuate a cascata le altre ragazzine vittime della violenza. Alcune hanno testimoniato subito il dramma vissuto, altre hanno cercato di sfuggire all’impegno ma, alla fine, si sono affidate totalmente agli agenti della Sezione minori della questura. E si sono liberate di un peso che stava schiacciando le loro giovani vite.I risultati investigativi hanno consentito di definire un quadro probatorio che ha convinto il magistrato a richiedere le ordinanze di custodia che il gip ha firmato ieri mattina. Pochi i dettagli trapelati, ieri, considerato il coinvolgimento dei minori e la necessità assoluta di garantire i livelli più alti di tutela.Tanja Rozzo - secondo quanto appurato dagli investigatori - individuava le giovani vittime dopo averle seguite e studiate. Le avvicinava appena scese dall’autobus e durante la loro permanenza nelle panchine dei giardini pubblici, al centro della città. Si presentava bene, le conquistava facilmente parlando come loro, fingendo di condividere sogni e aspettative tipiche delle adolescenti. Invece le ingannava: bastava una pizza, la proposta di un giro in auto per farle entrare in un tunnel senza uscita. Il capolinea era sempre là, nella roulotte dove - secondo la ricostruzione accusatoria - Alessandro Sotgia attendeva come una sorta di re inconstrastato pronto a soddisfare le proprie voglie. Le ragazzine (selezionate una per volta) venivano obbligate ad assistere ai «giochi» sessuali dei due fidanzati, poi coinvolte in rapporti a tre, ma anche costrette a subire indistintamente da lui e da lei. E talvolta spinte nelle braccia di Alessandro Sotgia per completare «lavoretti» avviati dalla fidanzata. Trattenute con la forza e con le minacce dentro quella casa con le ruote, dove era vietato gridare e dove nessuno ha mai notato niente di strano. E prima di essere liberate e riportate in città, ancora altre minacce, sempre più pesanti per pretendere il silenzio: «Non ne parlare con nessuno, altrimenti sei morta». Questa la «raccomandazione» che chiudeva tutti gli incontri.Quando la prima storia è arrivata negli uffici della Sezione minori della questura, ha avuto l’effetto di una bomba. A sentire certi racconti, calati nel cuore di una città che pure ha fatto progressi importanti nel campo della tutela dei diritti dei minori, c’è da rabbrividire. Così come è impressionante la continuità nel tempo di una violenza così ignobile che potrebbe avere segnato per sempre l’esistenza delle ragazzine coinvolte. L’attività investigativa culminata con le due ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba di ieri, ha segnato la chiusura di una parte importante dell’inchiesta. Ora si lavora sugli elementi raccolti, anche per capire se altre ragazzine possono essere entrate a fare parte del giro organizzato dai due fidanzati e caratterizzato sempre dallo stesso modus operandi.Ed è possibile che qualcosa si sia «rotta» nel rapporto tra Alessandro Sotgia e Tanja Rozzo proprio in relazione a quelle violenze che sembravano non finire mai, che avevano bisogno sempre di nuove vittime da cercare in giro per la città. E da sacrificare nella roulotte degli orrori.
(La Nuova Sardegna 04 febbraio 2008)
Gianni Bazzoni
Sassari: 10 minori vittime di una coppia in una roulotte di un camping sul litorale. Quasi tutte sono psichicamente fragili, la prima denuncia è di una madre
SASSARI. Uno «svago» pianificato nei dettagli e portato avanti per mesi: lei adescava le ragazzine ai giardini pubblici e sugli autobus e le accompagnava dal fidanzato che attendeva nella roulotte, in un camping del litorale, dove venivano stuprate. La coppia è stata arrestata dagli agenti della Sezione minori della squadra mobile della questura con l’accusa di violenza sessuale su minori.In carcere sono finiti Alessandro Sotgia, 34 anni di Sassari, e Tanja Rozzo, di 22, originaria di Kelheim (in Germania) ma da tempo residente in città. Gli investigatori, guidati dal dirigente Giusy Stellino, sono andati a prenderli ieri all’alba. Lui ha mostrato una finta sorpresa, lei ha pianto a lungo. Da qualche tempo non stanno più insieme, ma quel legame potrebbe avere segnato la loro vita per sempre. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice delle indagini preliminari Gianni Delogu su richiesta del procuratore capo Giuseppe Porqueddu e del sostituto Gianni Caria (al quale è stata delegata la delicata inchiesta).Una decina le ragazzine coinvolte nella terribile storia: la più grande ha 16 anni, la più piccola 13, in mezzo un gruppetto di quattordicenni. Tutte deboli e indifese, spesso con deficit psicofisici o forti difficoltà relazionali. A rompere il muro di silenzio, costruito sulle minacce di morte del dopo («Se parli ti uccido»), la denuncia di una mamma che ha accompagnato la figlia in questura e ha raccontato la brutta esperienza. Da quel momento, pur con fatica, sono state individuate a cascata le altre ragazzine vittime della violenza. Alcune hanno testimoniato subito il dramma vissuto, altre hanno cercato di sfuggire all’impegno ma, alla fine, si sono affidate totalmente agli agenti della Sezione minori della questura. E si sono liberate di un peso che stava schiacciando le loro giovani vite.I risultati investigativi hanno consentito di definire un quadro probatorio che ha convinto il magistrato a richiedere le ordinanze di custodia che il gip ha firmato ieri mattina. Pochi i dettagli trapelati, ieri, considerato il coinvolgimento dei minori e la necessità assoluta di garantire i livelli più alti di tutela.Tanja Rozzo - secondo quanto appurato dagli investigatori - individuava le giovani vittime dopo averle seguite e studiate. Le avvicinava appena scese dall’autobus e durante la loro permanenza nelle panchine dei giardini pubblici, al centro della città. Si presentava bene, le conquistava facilmente parlando come loro, fingendo di condividere sogni e aspettative tipiche delle adolescenti. Invece le ingannava: bastava una pizza, la proposta di un giro in auto per farle entrare in un tunnel senza uscita. Il capolinea era sempre là, nella roulotte dove - secondo la ricostruzione accusatoria - Alessandro Sotgia attendeva come una sorta di re inconstrastato pronto a soddisfare le proprie voglie. Le ragazzine (selezionate una per volta) venivano obbligate ad assistere ai «giochi» sessuali dei due fidanzati, poi coinvolte in rapporti a tre, ma anche costrette a subire indistintamente da lui e da lei. E talvolta spinte nelle braccia di Alessandro Sotgia per completare «lavoretti» avviati dalla fidanzata. Trattenute con la forza e con le minacce dentro quella casa con le ruote, dove era vietato gridare e dove nessuno ha mai notato niente di strano. E prima di essere liberate e riportate in città, ancora altre minacce, sempre più pesanti per pretendere il silenzio: «Non ne parlare con nessuno, altrimenti sei morta». Questa la «raccomandazione» che chiudeva tutti gli incontri.Quando la prima storia è arrivata negli uffici della Sezione minori della questura, ha avuto l’effetto di una bomba. A sentire certi racconti, calati nel cuore di una città che pure ha fatto progressi importanti nel campo della tutela dei diritti dei minori, c’è da rabbrividire. Così come è impressionante la continuità nel tempo di una violenza così ignobile che potrebbe avere segnato per sempre l’esistenza delle ragazzine coinvolte. L’attività investigativa culminata con le due ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba di ieri, ha segnato la chiusura di una parte importante dell’inchiesta. Ora si lavora sugli elementi raccolti, anche per capire se altre ragazzine possono essere entrate a fare parte del giro organizzato dai due fidanzati e caratterizzato sempre dallo stesso modus operandi.Ed è possibile che qualcosa si sia «rotta» nel rapporto tra Alessandro Sotgia e Tanja Rozzo proprio in relazione a quelle violenze che sembravano non finire mai, che avevano bisogno sempre di nuove vittime da cercare in giro per la città. E da sacrificare nella roulotte degli orrori.
(La Nuova Sardegna 04 febbraio 2008)
CAGLIARI:16ENNE STUPRATO,ARRESTATO 76ENNE
04 Febbraio 2008, 11:02
CAGLIARI - E' accusato di aver stuprato un sedicenne minacciandolo con un coltello. Per questo ieri sera ad Assemini, nel Cagliaritano, è stato arrestato un facoltoso uomo del posto, di 76 anni, che dovrà rispondere anche di minacce gravi e porto abusivo di coltello a serramanico. Il sospetto è che il ragazzino non sia la prima vittima dell'anziano, ma l'unico ad aver avuto il coraggio di denunciarlo, nonostante le minacce di morte. L'incontro tra i due ieri, attorno alle 18.30, mentre tornava a casa. L'uomo, a bordo di una Mercedes, ha accostato e, minacciandolo con un coltello a serramanico, lo ha costretto a salire sulla macchina. Poi lo ha condotto fuori città, dove lo ha costretto a un rapporto sessuale completo tenendolo sotto la minaccia del coltello. (Agr)
CAGLIARI - E' accusato di aver stuprato un sedicenne minacciandolo con un coltello. Per questo ieri sera ad Assemini, nel Cagliaritano, è stato arrestato un facoltoso uomo del posto, di 76 anni, che dovrà rispondere anche di minacce gravi e porto abusivo di coltello a serramanico. Il sospetto è che il ragazzino non sia la prima vittima dell'anziano, ma l'unico ad aver avuto il coraggio di denunciarlo, nonostante le minacce di morte. L'incontro tra i due ieri, attorno alle 18.30, mentre tornava a casa. L'uomo, a bordo di una Mercedes, ha accostato e, minacciandolo con un coltello a serramanico, lo ha costretto a salire sulla macchina. Poi lo ha condotto fuori città, dove lo ha costretto a un rapporto sessuale completo tenendolo sotto la minaccia del coltello. (Agr)
Violenza sessuale:tenta abusi su undicenne, arrestato studente
A due riprese mostra attenzioni particolari verso il bambino
(ANSA) - NOVOLI (LECCE), 2 FEB - Uno studente di 28 anni, di Novoli, e' stato arrestato per tentativo di violenza sessuale continuata su un bambino di 11 anni. Nel novembre 2006 tento' di avvicinare il bambino mentre quest'ultimo era appena uscito dalla scuola e non riusci' nel suo intento grazie all'intervento delle operatrici scolastiche. E lo scorso gennaio, durante i festeggiamenti in onore di S.Antonio, sali' sulla giostra su cui si trovava il bambino, gli si avvicino' e lo accarezzo' in modo lascivo.
(ANSA) - NOVOLI (LECCE), 2 FEB - Uno studente di 28 anni, di Novoli, e' stato arrestato per tentativo di violenza sessuale continuata su un bambino di 11 anni. Nel novembre 2006 tento' di avvicinare il bambino mentre quest'ultimo era appena uscito dalla scuola e non riusci' nel suo intento grazie all'intervento delle operatrici scolastiche. E lo scorso gennaio, durante i festeggiamenti in onore di S.Antonio, sali' sulla giostra su cui si trovava il bambino, gli si avvicino' e lo accarezzo' in modo lascivo.
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